Diabete

Nei bambini con diabete di tipo 1, l'autoimmunità accelera se il peso corporeo aumenta

I bambini positivi agli autoanticorpi per le isole pancreatiche, senza diabete e con un parente affetto da diabete di tipo 1, possono avere maggiori probabilità di sviluppare autoimmunità in presenza di un eccesso prolungato dell'indice di massa corporea, secondo i risultati di uno studio pubblicato sulla rivista Diabetes Care.

I bambini positivi agli autoanticorpi per le isole pancreatiche, senza diabete e con un parente affetto da diabete di tipo 1, possono avere maggiori probabilità di sviluppare autoimmunità in presenza di un eccesso prolungato dell’indice di massa corporea, secondo i risultati di uno studio pubblicato sulla rivista Diabetes Care.

«Il diabete di tipo 1 è riconosciuto come uno spettro di malattie con stadi preclinici eterogenei prima che si verifichi l'iperglicemia sintomatica», hanno scritto Maria Jose Redondo del Baylor College of Medicine di Houston e colleghi. «Mentre gli studi di prevenzione del diabete di tipo 1 si concentrano su come arrestare l’evoluzione clinica della malattia (stadio 3), c'è un grande interesse su come impedire lo sviluppo dell’autoimmunità delle isole pancreatiche, il fattore che segna l'ingresso nel primo stadio del diabete di tipo 1».

I ricercatori hanno valutato l'indice di massa corporea (BMI) e l’autoimmunità delle isole attraverso lo sviluppo di una positività multipla agli autoanticorpi in 706 bambini che partecipavano allo studio TrialNet PTP e che al basale risultavano positivi per un singolo autoanticorpo (età media 9,8 anni). I bambini sono stati classificati in sovrappeso se avevano un BMI superiore all’85° percentile (aggiustato per sesso ed età), basandosi su 2000 grafici di crescita realizzati dai Centers for Disease Control and Prevention (CDC).

Lo studio TrialNet Pathway to Prevention (PTP) è uno studio osservazionale in cui i parenti delle persone affette da diabete di tipo 1 vengono sottoposti a screening per valutare il rischio di sviluppare la malattia. Questa ricerca sta contribuendo a migliorare la comprensione della storia naturale del diabete, consentendo di identificare i soggetti maggiormente a rischio di sviluppare il diabete di tipo 1 e quindi potenzialmente idonei a prendere parte agli studi di prevenzione.

Maggiore autoimmunità al crescere del BMI
Gli sperimentatori hanno identificato la positività a più autoanticorpi in 144 partecipanti e un eccesso prolungato del BMI in 189 soggetti. Il rischio di positività a più autoanticorpi è risultato maggiore in quanti presentavano gli aplotipi HLA DR3-DQ2 o DR4-DQ8, definiti dagli autori "ad alto rischio" (rapporto di rischio, HR=1,86). Inoltre è stata rilevata una diminuzione del rischio di positività multipla agli autoanticorpi per ogni anno di età (HR=0,93).

Una vasta ricerca genomica ha dimostrato che, nonostante vi siano molti geni responsabili dello sviluppo del diabete, i più importanti sono legati al complesso maggiore di istocompatibilità (MHC) e in particolare all’antigene leucocitario umano (HLA), il locus dei geni che codificano le proteine responsabili per la regolazione del sistema immunitario nell’uomo. Le molecole HLA sono il prodotto dei geni corrispondenti, e i più importanti sono DP, DQ e DR. In particolare alcuni alleli dei geni DR e DQ sono fortemente associati al diabete di tipo 1 e contribuiscono fino al 50% del rischio.

Anche se in generale un eccesso prolungato del BMI non sia stato associato in misura significativa con la progressione da un singolo a più autoanticorpi, i ricercatori hanno osservato un aumento del rischio di positività a più autoanticorpi nei partecipanti di almeno 9 anni di età e con un eccesso prolungato del BMI rispetto a quelli senza (HR=1,92). Il rapporto di rischio per la positività a più autoanticorpi all’aumento di 1 kg/m2 di eccesso prolungato di BMI era 1,07. È stato inoltre rilevato un aumento del rischio di positività multipla agli autoanticorpi nei soggetti di almeno 9 anni di età che non avevano HLA DRE-DQ2 o DR4-DQ8 (HR=7,32, p=0,004).

«Lo studio fornisce evidenze che un aumento prolungato del BMI può almeno in parte contribuire alla fisiopatologia del diabete di tipo 1, attraverso un'accelerazione del processo autoimmune, in particolare nei soggetti senza fattori ad alto rischio», hanno scritto i ricercatori. «Interventi mirati sullo stile di vita volti a mantenere il BMI al di sotto dell’85° percentile possono aiutare a prevenire o ritardare la progressione verso la positività multipla agli autoanticorpi e potrebbero arrestare la l’aumento dei nuovi casi di diabete di tipo 1 di stadio clinico 3».

Bibliografia

Ferrara-Cook C et al. Excess BMI Accelerates Islet Autoimmunity in Older Children and Adolescents. Diabetes Care. 2020 Jan 14.

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