Diabete

Pioglitazone efficace nel prevenire il diabete negli anziani con pre-diabete

Pioglitazone (farmaco ipoglicemizzante appartenente alla categoria dei tiazolidinedioni) è efficace nel prevenire la progressione da prediabete a diabete conclamato anche nei pazienti anziani. Lo dimostra uno studio presentato di recente all’ultimo convegno annuale dell’American Geriatrics Society (AGS), terminato di recente a National Harbor (nel Maryland).

"Pioglitazone, così come altri agenti, tra cui la metformina, può rappresentare un intervento utile per favorire un invecchiamento sano nei soggetti anziani a rischio di sviluppare il diabete" ha detto Sara Espinoza, del South Texas Veterans Health Care System di San Antonio, in Texas, presentando i dati.

Prevenire il diabete negli anziani è un modo importante per diminuire la disabilità e la fragilità, specialmente in una popolazione che sta invecchiando, negli Stati Uniti e anche altrove. Mentre il beneficio offerto da pioglitazone nei giovani adulti con prediabete è noto, il ruolo del farmaco negli anziani non è ancora ben chiaro.

Per saperne di più, la Espinoza e i colleghi hanno studiato 602 pazienti (di cui 434 al di sotto dei 61 anni e 168 più anziani) che avevano un livello di glicemia a digiuno compreso tra 90 e 125 mg/dl e almeno un altro fattore di rischio di diabete, una ridotta tolleranza al glucosio (glicemia a 2 ore compresa tra 140 e 199 mg/dl nell’OGTT test) ed erano sovrappeso od obesi (BMI ≥25 kg/m2). Dopo un trattamento con pioglitazone 30 mg per un mese, i pazienti sono stati divisi in due gruppi, di cui uno trattato con pioglitazone 45 mg e uno con placebo, e seguiti per 2 anni.

Ad ogni visita di follow-up (ogni 2 mesi durante il primo anno e successivamente ogni 3 mesi, con un follow-up medio di 2,8 anni), i ricercatori hanno misurato la glicemia a digiuno, mentre l’emoglobina glicata (Hb A1C) è stata misurata ogni 6 mesi e l’OGTT è stato eseguito annualmente.

L'outcome primario era lo sviluppo di un diabete franco (definito come una glicemia a digiuno ≥126 mg/l o una glicemia a 2 ore ≥200 mg/dl). La presenza del diabete è stata confermata con l'OGTT, mentre la sensibilità all'insulina è stata stimata utilizzando l'indice Matsuda, dedotto dalla misurazione della glicemia e dell’insulina ottenuta durante l’OGTT.

Nell’intero campione, l'incidenza del diabete è risultata minore nel gruppo trattato con pioglitazone rispetto al gruppo placebo (HR = 0,28; P < 0,001).

Analizzando i risultati in base alla fascia d’età, i 168 soggetti di età di età superiore a 61 anni hanno mostrato un HR di 0,15 (P < 0,01), mentre quelli di età inferiore un HR di 0,31 (P < 0,01) e la prevenzione della conversione da prediabete a un diabete franco mediata dal pioglitazone non ha mostrato differenze significative tra i due gruppi di età (P = 0,41).

Il farmaco è stato risultato altrettanto efficace nel migliorare la sensibilità all'insulina nei soggetti più giovani (65%) e in quelli più anziani (82%), così come nella riduzione dei trigliceridi plasmatici (9% contro 14%) e in quella dell’inibitore del plasminogeno di tipo 1 (25% contro 27%).

Da notare che nel gruppo dei più anziani pioglitazone è risultato significativamente più potente nell’aumentare la concentrazione di adiponectina plasmatica (38%), un’adipochina insulino-sensibilizzante, rispetto agli adulti più giovani (21%; P = 0,02).  Questo dato, secondo I ricercatori, suggerisce che potrebbero esserci differenze legate all'età nella risposta biologica al farmaco.

La Espinoza ha concluso la sua presentazione dicendo che “la prevenzione farmacologica del diabete con pioglitazone è efficace nei soggetti anziani".

S. Espinoza, et al. Pioglitazone is Equally Effective for Preventing Diabetes in Older Compared to Younger Pre-Diabetic Adults. AGS 2015; abstract B28

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