Diabete

Pioglitazone, nuovi dati dimostrano l'efficacia nella prevenzione del diabete

Il nuovo farmaco ipoglicemizzante pioglitazone ha dimezzato il rischio di sviluppare il diabete in pazienti con resistenza all'insulina e malattia cerebrovascolare in uno studio presentato lo scorso giugno in occasione del congresso dell'American Diabetes Association e pubblicato pi¨ di recente su Diabetes Care.

Il nuovo farmaco ipoglicemizzante pioglitazone ha dimezzato il rischio di sviluppare il diabete in pazienti con resistenza all’insulina e malattia cerebrovascolare in uno studio presentato lo scorso giugno in occasione del congresso dell’American Diabetes Association e pubblicato più di recente su Diabetes Care.

La prevenzione del diabete era un endpoint secondario prespecificato dello studio IRIS (Insulin Resistence Intervention after Stroke), in cui pioglitazone aveva ridotto del 24% il rischio di stroke ricorrente o infarto del miocardio in persone con resistenza all’insulina, senza diabete e con storia recente di stroke o attacco ischemico transitorio. Questi risultati erano stati presentati in occasione della International Stroke Conference lo scorso febbraio e pubblicati sul NEJM.

Nella nuova analisi, circa il 3,8% dei 3.876 pazienti analizzati, trattati con pioglitazone, con un follow up medio di 4,8 anni, ha mostrato una progressione del diabete, rispetto al 7,7% dei pazienti trattati con placebo. La differenza era statisticamente significativa con un HR di 0,48, P<0,0001.

La differenza era guidata principalmente dai soggetti con valori iniziali di glucosio a digiuno al di sopra di 100 mg/dL (HR 0,41, P<0,0001) e un valore di emoglobina glicata pari o superiore al 5,7% (HR 0,46, p<0,0001).

Nello studio IRIS, rispetto al placebo, pioglitazone era associato a un aumento del peso corporeo (2,6 Kg vs -0,5 Kg, p<0,001), a un tasso superiore di casi di edema (35,6% vs 24,9%, P<0,001) e a fratture che hanno necessitato di ospedalizzazione (5,1% vs 3,2%, p=0,003).

Durante lo studio non è stato osservato con pioglitazione un aumento dei casi di insufficienza cardiaca (3,8% vs 3,7%, P=0,80) o delle ospedalizzazioni per insufficienza cardiaca (2,6% vs 2,1%, P=0,34). Questo era dovuto a una ridotta prevalenza al basale di malattia coronarica e allo stretto monitoraggio dell’insufficienza cardiaca durante lo studio.

In questo studio, anche i casi di tumore alla vescica non sono stati superiori con pioglitazione (0,6% vs 0,4%, P=0,37), anche se il trial non era stato disegnato per valutare le differenze nei diversi tumori.

Secondo gli autori, questi risultati devono portare a una rivalutazione del rapporto rischi/benefici del farmaco e del suo ruolo nel trattamento del diabete e nella prevenzione della malattia e dello stroke.

Silvio E. Inzucchi et al., Pioglitazone Prevents Diabetes in Insulin-Resistant Patients With Cerebrovascular Disease, Diabetes Care
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