Diabete

Rischio vascolare pił alto negli uomini diabetici con testosterone basso

Gli uomini affetti da diabete di tipo 2 che hanno bassi livelli di testosterone hanno un rischio maggiore di sviluppare aterosclerosi rispetto agli uomini diabetici con livelli di testosterone normali, stando ai risultati di un nuovo studio osservazionale pubblicato di recente sul Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism (Jcem).

Il 31% dei pazienti del campione  uomini diabetici di mezza età e in sovrappeso – aveva livelli bassi di testosterone e in questo gruppo gli autori hanno trovato un aumento di circa sei volte del rischio di ispessimento dell’intima media carotidea e una riduzione della funzione endoteliale, oltre che un aumento dei marker di rischio di aterosclerosi.

"Il nostro studio indica una forte associazione tra livelli bassi di testosterone e la gravità delle placche aterosclerotiche e di altri marcatori chiave dell’aterosclerosi in uomini di mezza età con diabete di tipo 2" afferma il primo firmatario del lavoro, Javier Mauricio Farias, dell’Hospital Universitario Sanatorio Guemes di Buenos Aires, in un comunicato stampa diffuso dalla Endocrine Society (di cui il Jcem è l’organo ufficiale). "I risultati … migliorano la nostra comprensione dell'interazione tra bassi livelli di testosterone e malattie cardiovascolari nei pazienti con diabete" aggiunge, inoltre, l’autore.

Diversi studi, in passato, hanno sollevato preoccupazioni circa la sicurezza della terapia con testosterone e il rischio di possibili complicanze cardiovascolari. Ciò ha implicazioni importanti per la sanità pubblica in quanto il numero degli uomini anziani sottoposti alla terapia sostitutiva con testosterone ha subito un brusco aumento negli ultimi 10 anni.

L’Endocrine Society raccomanda di riservare il trattamento con testosterone agli uomini con sintomi clinici di ipogonadismo e livelli di testosterone costantemente bassi. La società scientifica ha, inoltre, auspicato più volte l’esecuzione di ampi studi ben controllati, su larga scala, per valutare i rischi cardiovascolari a lungo termine associati alla terapia con l’androgeno negli uomini diabetici con testosteronemia bassa

Nel frattempo, dice Farias, “la decisione di offrire al paziente un trattamento sostitutivo con testosterone va personalizzata”.

Nello studio prospettico trasversale pubblicato da poco sul Jcem, gli autori hanno valutato i livelli di testosterone e i principali marker dell’aterosclerosi, tra cui l’ispessimento dell’intima-media carotidea, la presenza di placche aterosclerotiche, la funzione delle cellule endoteliali cardiache e vascolari e i marker dell’infiammazione in 115 uomini con diabete di tipo 2.

L’aumento dello spessore dell’intima-media carotidea e la presenza di placche aterosclerotiche sono importanti fattori di rischio di infarto miocardico acuto e di mortalità cardiovascolare nei pazienti con e senza diabete di tipo 2.

I partecipanti avevano un’età inferiore ai 70 anni e un età media di 59 anni, erano malati da circa 6-8 anni e non avevano una storia di malattie cardiovascolari alle spalle. Inoltre, avevano un BMI medio pari a 30 e un valore di glicata pari intorno al 7%.

In tutti i partecipanti i ricercatori hanno misurato i livelli plasmatici dell’androgeno e hanno visto che 79 di essi avevano livelli normali dell’ormone (> 12,1 nmol/l o > 3,5 ng/ml) e 36 livelli bassi (< 12,1 nmol/l o < 3,5 ng/ml).

Lo spessore dell’intima-media carotidea ha mostrato una chiara correlazione negativa con i livelli di testosterone (r = -0,39, P < 0,0001). Infatti, gli uomini diabetici con bassi livelli di testosterone hanno mostrato di avere una probabilità circa sei volte maggiore di avere un ispessimento dell’intima-media carotidea (OR 6,41; IC al 95% 2,5-16,4; P < 0,0001) e una disfunzione endoteliale (OR 5,77; IC al 95% 2,77-14,77, P < 0,003), rispetto agli uomini con livelli sierici normali dell’ormone.

La percentuale di pazienti che hanno mostrato un ispessimento dell’intima-media carotidea di 0,1 cm o superiore è risultata significativamente più alta nel gruppo di pazienti con ipotestosteronemia (80% contro 39%), così come quella dei pazienti con disfunzione endoteliale (80,5% contro 42,3%), con placche aterosclerotiche (68,5% contro 44,8%; OR 2,60; IC al 95% 1,12-6,03; P < 0,0001) e con livelli elevati di proteina C reattiva (2,74 ± 5,82 contro 0,89 ± 0,88 mg/l; P < 0,0001).

Questi risultati si riferiscono ai valori di testosterone totale, ma gli autori hanno trovato risultati analoghi anche quando hanno considerato i valori di testosterone libero.

Nel complesso, il 54% degli uomini con bassi livelli di testosterone e il 10% di quelli con testosterone normale sono stati trovati ad aumentato rischio di malattia vascolare.

Tuttavia, dopo l’ analisi multivariata, la presenza di livelli bassi di testosterone non è più risultata correlata a una probabilità maggiore di avere placche aterosclerotiche, forse perché la presenza di tali placche era influenzata da altri fattori di rischio come il fumo e l’ipertensione, ipotizzano gli autori.

"Bisogna ancora capire se il testosterone sia direttamente coinvolto nello sviluppo dell’aterosclerosi o se è sia un indicatore di malattia avanzata" dice Farias nel comunicato. "Questo studio è un punto di partenza per comprendere meglio i rischi di eventi cardiovascolari negli uomini che hanno sia bassi livelli di testosterone sia il diabete di tipo 2".

Alessandra Terzaghi

J.M. Farias, et al. Low Testosterone Concentration and Atherosclerotic Disease Markers in Male Patients With Type 2 Diabetes. The Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism, 2014; jc.2014-2585; doi: 10.1210/jc.2014-2585.
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