Diabete

Sinergia fra insulina glargine e lixisenatide, lo conferma studio di Fase III

Secondo successo per LixiLan, una combinazione a dose fissa fra insulina glargine e lixisenatide (un GLP-1 agonista). Dopo lo studio di fase III i cui dati vennero comunicati nel mese di luglio anche un secondo trial, sempre di Fase III, ha centrato l’end point di riduzione dell’emoglobina glicata che è risultata inferiore rispetto a quanto ottenuto con i dei farmaci utilizzati separatamente. Lo ha comunicato Sanofi con una nota.

LixiLan è una combinazione a dose fissa di insulina glargine 100 unità / ml (Lantus) e lixisenatide (Lyxumia), un agonista del recettore GLP-1.

Lo studio ha valutato per un periodo di 30 settimane 736 pazienti con diabete di tipo 2 non adeguatamente controllati con insulina basale, da solo o con uno o due agenti anti-diabetici orali. Il trattamento con metformina, se preso in precedenza, è continuato nel corso dello studio.

I risultati di questo studio saranno presentati in una prossima conferenza medica. Nel mese di luglio, Sanofi ha riportato risultati positivi nel primo studio di fase III in 1.170 pazienti.

Sanofi prevede di presentare la domanda di registrazione all’Fda nel corso del quarto trimestre del 2915 e la domanda all’Ema nel primo trimestre del 2016.

Soprattutto nei pazienti con diabete di tipo I, queste associazioni, sfruttano i vantaggi dell’insulina e quelli dei GLP-1 agonisti, che per certi versi sono complementari.

L'insulina stimola l'utilizzazione di glucosio a livello dei tessuti periferici. Ma nello stesso tempo i GLP-1 agonisti, come lixisenatide, sono in grado di migliorare la risposta da insulina perché rallentano svuotamento gastrico e perché migliora l'azione dell'insulina livello del fegato in quanto riducono le concentrazioni di glucagone.

Non solo.  Il GLP-1 si contrappone a quello che è un tipico effetto dell'insulina c'è quello della stimolo dell'aumento del peso perché questi farmaci hanno un effetto anoressizzante.

La combinazione delle due classi di farmaci è quindi razionale. Tanto da aver dato luogo a diverse combinazioni fisse: degludec più liraglutide (già approvata), insulina glargine e lixisenatite e altre ancora. I dati clinici di queste associazioni come abbiamo visto, sono promettenti ed esse potrebbero avere un ruolo clinico importante.

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