Vuoi perdere peso? Meglio un digiuno intermittente abbinato a dieta ipocalorica

Le donne in sovrappeso che per otto settimane hanno seguito una dieta a basso contenuto calorico e hanno digiunato 3 giorni alla settimana hanno perso pi¨ peso e hanno avuto migliori marcatori cardiometabolici rispetto a quelle che hanno unicamente ridotto il loro apporto calorico, o solo digiunato, o nessuno dei due. Sono i risultati di uno studio pubblicato sulla rivista Obesity.

Le donne in sovrappeso che per otto settimane hanno seguito una dieta a basso contenuto calorico e hanno digiunato 3 giorni alla settimana hanno perso più peso e hanno avuto migliori marcatori cardiometabolici rispetto a quelle che hanno unicamente ridotto il loro apporto calorico, o solo digiunato, o nessuno dei due. Sono i risultati di uno studio pubblicato sulla rivista Obesity.

Lo studio PREFER (Effects of Periodic Fasting Versus Daily Energy Restriction on Metabolic Health) ha coinvolto 88 donne in sovrappeso o obese che sono state randomizzate a quattro diverse strategie finalizzate alla perdita di peso. Le partecipanti con i migliori risultati hanno perso da 0,5 a 1 kg a settimana.

«Le donne obese che seguivano una dieta in cui assumevano il 70% del fabbisogno energetico richiesto e digiunavano a intermittenza hanno perso più peso», ha affermato l'autrice principale Amy Hutchison dell’Università di Adelaide in Australia. «Le donne che hanno digiunato a intermittenza senza ridurre l'apporto calorico, quelle che hanno assunto meno cibo ma non hanno digiunato e i controlli non hanno ottenuto gli stessi risultati».

«Questo studio aggiunge l'evidenza che il digiuno intermittente, almeno nel breve periodo, può fornire risultati migliori per la salute e potenzialmente per la perdita di peso rispetto a una dieta continua», ha detto l'autore senior Leonie Heilbronn.

Digiuno intermittente, meno calorie o entrambi?
Una dieta a basso contenuto calorico continuo rimane «l'intervento fondamentale per ridurre il rischio di sviluppare diabete di tipo 2 e malattie cardiovascolari nelle persone sovrappeso», scrivono gli autori. Tuttavia, il digiuno intermittente potrebbe essere una strategia vincente, dato che molte persone trovano difficile attenersi con continuità a un piano alimentare ipocalorico.

I risultati di precedenti ricerche sul digiuno transitorio sono stati discordanti. In particolare, cinque studi della durata da 2 a 12 mesi hanno dimostrato che il digiuno intermittente e la riduzione dell'apporto calorico hanno prodotto riduzioni simili nel peso corporeo e nei marcatori di rischio cardiovascolare.

Ma non è chiaro, ritengono gli autori, se alla base dei benefici per la salute derivanti dal digiuno intermittente ci sia il "passaggio metabolico" tra alimentazione e digiuno piuttosto che la perdita di peso.

Per questo motivo hanno condotto uno studio controllato e randomizzato in donne sovrappeso/obese per confrontare gli effetti dell'assunzione alimentare intermittente rispetto a quella continua a due livelli energetici sulla sensibilità periferica dell'insulina, peso, composizione corporea e marcatori cardiometabolici, oltre che per esaminare i cambiamenti metabolici acuti quando i partecipanti sono passati da uno stato di alimentazione a uno di digiuno.

Un totale di 88 donne, di età compresa tra 35 e 70 anni, con un indice di massa corporea compreso tra 25 e 42 kg/m2 senza diabete e non attive fisicamente, sono state randomizzate in quattro gruppi per 8 settimane:

•    Nessuna riduzione di calorie o digiuno (100% delle calorie necessarie per mantenere il peso basale), gruppo di controllo (12 donne)
•    Digiuno intermittente e calorie ridotte (il 70% delle calorie necessarie per mantenere il peso basale) (26 donne)
•    Digiuno intermittente senza riduzione delle calorie (25 donne)
•    Ridotto apporto calorico (70%) senza digiuno (25 donne).

Nei gruppi sottoposti a digiuno, i partecipanti non hanno assunto cibo per tre giorni della settimana non consecutivi e sono stati autorizzati ad assumere solo acqua e piccole quantità di alimenti e bevande senza calorie (caffè nero o tè, bevande dietetiche, gomme da masticare o mentine) e 250 ml di un brodo con 20 calorie.

Migliori risultati metabolici con digiuno e calorie ridotte
La sensibilità all'insulina, il peso, la composizione corporea e i marcatori plasmatici sono stati valutati al basale e dopo 8 settimane. Le donne nel gruppo digiuno intermittente/ridotto apporto calorico hanno mostrato maggiori riduzioni di peso, massa grassa, colesterolo totale, LDL e acidi grassi non esterificati (NEFA) rispetto alle donne con solo uno dei due approcci (p≤0,05 per tutti).

«Il digiuno intermittente è stato più efficace della restrizione dietetica nel ridurre il peso corporeo e migliorare la salute metabolica in presenza di un simile deficit energetico, ma non ha avuto un impatto differenziale sulla sensibilità insulinica», affermano Hutchison e colleghi.

Quando invece il digiuno intermittente è stato prescritto senza restrizioni energetiche, ci sono stati aumenti transitori nei marker del rischio di diabete «e nessun miglioramento generale dei parametri metabolici rispetto ad altri gruppi, nonostante una minore perdita di peso», osservano. «Questo studio dimostra che l’approccio con digiuno intermittente tramite digiuni ripetuti di 24 ore migliora la salute metabolica in presenza di un deficit energetico ma non in condizioni di bilancio energetico».

I ricercatori fanno presente che la loro ricerca ha considerato un campione sottodimensionato e riconoscono che questi risultati non possono essere generalizzati a un intervento più lungo o ad altre popolazioni di pazienti prima di essere confermati da ulteriori studi.

Bibliografia

Hutchison AT et al. Effects of Intermittent Versus Continuous Energy Intakes on Insulin Sensitivity and Metabolic Risk in Women with Overweight. Obesity. 2019;27:50-58
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