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Identificare il rischio di infarto anni prima che colpisca grazie all'intelligenza artificiale?

Lo strumento CaRi-Heart, sviluppato da Caristo Diagnostics e basato sulla ricerca finanziata dalla British Heart Foundation (BHF), è in grado di predire le possibili malattie cardiache utilizzando scansioni cardiache di routine. Grazie all'intelligenza artificiale può identificare le persone a rischio di infarto anni prima che questo colpisca.

Lo strumento CaRi-Heart, sviluppato da Caristo Diagnostics e basato sulla ricerca finanziata dalla British Heart Foundation (BHF), è in grado di predire le possibili malattie cardiache utilizzando scansioni cardiache di routine. Grazie all’intelligenza artificiale può identificare le persone a rischio di infarto anni prima che questo colpisca.

Funziona analizzando le arterie che potrebbero ostruirsi e provocare un attacco di cuore. Tramite la valutazione delle scansioni cardiache effettuate con regolarità da un soggetto, la tecnologia dell'intelligenza artificiale produce un "Fat Attenuation Index Score" (punteggio FAI) che misura accuratamente il grado di infiammazione dei vasi sanguigni dentro e intorno al cuore.

L’infiammazione potrebbe nel tempo portare a un attacco di cuore e le persone identificate come ad alto rischio avrebbero la possibilità di ricevere anticipatamente una terapia farmacologica mirata e personalizzata, oltre ad essere monitorati più da vicino per prevenire una situazione pericolosa per la vita.

La malattia coronarica è causa di moltissimi decessi a livello globale ma spesso passa inosservata fino a che non è troppo tardi. Da decenni i cardiologi sanno che l'infiammazione è il processo chiave alla base dello sviluppo della condizione, ma non è rilevabile con gli attuali test diagnostici di routine.

Ogni anno nel Regno Unito ci sono centinaia di migliaia di visite ospedaliere per persone che soffrono di dolore toracico e circa 350mila persone effettuano una scansione angiografica coronarica (CCTA), il test di prima linea per i pazienti con angina che viene utilizzato per verificare la presenza di segmenti ristretti o bloccati nei vasi sanguigni che irrorano il cuore. Il 75% di questi soggetti non mostra però un restringimento significativo delle arterie e viene mandato a casa senza un trattamento, ma alcuni di loro avranno in futuro un attacco di cuore.

Approvazione europea a marzo
CaRi-Heart ha ricevuto la certificazione CE nel mese di marzo ed è pronto per essere implementato nel National Health Service (NHS), il sistema sanitario del Regno Unito, e nel resto d’Europa.

«Il bello della nostra tecnologia è che non solo salverà innumerevoli vite, ma è incredibilmente semplice. L'analisi CaRi-Heart può essere eseguita su qualsiasi scansione cardiaca TC, gli ospedali non hanno bisogno di cambiare attrezzatura e i pazienti non hanno bisogno di fare altri test» ha dichiarato Cheerag Shirodaria, AD e co-fondatore di Caristo Diagnostics. «I medici devono semplicemente inviare una TC cardiaca e riceveranno il punteggio FAI personalizzato e il rischio cardiaco CaRi per gestire al meglio il loro paziente».

Il lavoro scientifico alla base del nuovo strumento è stato inizialmente svolto dai ricercatori della British Heart Foundation (BHF) presso l'Università di Oxford. La tecnologia è stata convalidata in uno studio condotto su 4.000 pazienti che sono stati seguiti per nove anni dopo l'angiografia TC coronarica originale. Ne è emerso che le persone con un FAI anormale avevano fino a nove volte più probabilità di morire di infarto nei nove anni successivi rispetto a quelle con normali letture FAI.

Lo studio ha anche mostrato che almeno un terzo dei pazienti sottoposti a un angiogramma TC coronarico di routine e inizialmente considerati a basso rischio, aveva invece un rischio molto più elevato dopo che CaRi-Heart ha analizzato la scansione.

Nuove patologie nel mirino
I ricercatori stanno valutando come utilizzare la tecnologia per prevedere meglio il rischio di un individuo di sviluppare ictus e diabete tramite l’analisi delle scansioni TC di routine. Stanno inoltre sviluppando uno strumento di intelligenza artificiale per identificare specificamente i pazienti con Covid-19 ad alto rischio di avere un futuro infarto o ictus.

«Lo sviluppo e l'approvazione di questo nuovo strumento di intelligenza artificiale è una storia di grande successo. È un ottimo esempio di come la ricerca finanziata dal BHF possa gettare le basi per un progresso veramente trasformativo nella diagnosi e nella prevenzione delle malattie cardiache e circolatorie» ha commentato Il professor James Leiper, direttore medico associato presso la British Heart Foundation. «Purtroppo la pandemia è stata devastante per i fondi destinati alla ricerca del BHF, che è stata dimezzata dal taglio di 50 milioni di sterline solo quest'anno. Abbiamo più che mai bisogno del sostegno del pubblico per continuare la nostra ricerca salvavita in modo chealtri progetti come questo possano decollare».


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