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Il Consiglio di Stato per la prima volta fornisce una nozione di intelligenza artificiale

La sentenza Consiglio di Stato 7891/2021 decide sulla aggiudicazione di una gara  nella quale si  stabiliva d'assegnare 15 punti al concorrente in grado d'offrire un pacemaker con "algoritmo di prevenzione + trattamento delle tachiaritmie atriali", mentre disponeva 7 punti per i prodotti dotati o solo del primo ("algoritmo di prevenzione") o solo del secondo requisito ("trattamento delle tachiaritmie atriali").

La sentenza Consiglio di Stato 7891/2021 decide sulla aggiudicazione di una gara  nella quale si  stabiliva d’assegnare 15 punti al concorrente in grado d’offrire un pacemaker con “algoritmo di prevenzione + trattamento delle tachiaritmie atriali”, mentre disponeva 7 punti per i prodotti dotati o solo del primo (“algoritmo di prevenzione”) o solo del secondo requisito (“trattamento delle tachiaritmie atriali”).

A prescindere dalla questioni giuridiche relative all’esito della gara – che comunque potete trovare nell’articolo pubblicato sul sito dello studio Stefanelli “ La P.A., in fondo, è sempre .... un acquirente privato”) il tema interessante è l’introduzione in sentenza della nozione di  “algoritmo di trattamento”  distinguendola dalla nozione di intelligenza artificiale.

Più esattamente il Consiglio di stato (riprendendo l’impugnata sentenza del TAR Lombardia 843/2021 ) stabilisce che “ha definito il concetto di algoritmo, affermando che “con esso ci si richiama, semplicemente, a una sequenza finita di istruzioni, ben definite e non ambigue, così da poter essere eseguite meccanicamente e tali da produrre un determinato risultato (come risolvere un problema oppure eseguire un calcolo e, nel caso di specie, trattare un’aritmia)”.

La nozione di algoritmo non deve poi con quella di “intelligenza artificiale”, riconducibile invece allo “studio di “agenti intelligenti”, vale a dire allo studio di sistemi che percepiscono ciò che li circonda e intraprendono azioni che massimizzano la probabilità di ottenere con successo gli obiettivi prefissati..... sono tali, ad esempio, quelli che interagiscono con l’ambiente circostante o con le persone, che apprendono dall’esperienza (machine learning), che elaborano il linguaggio naturale oppure che riconoscono volti e movimenti”.

In sostanza si stabilisce – credo per la prima volta – che si parla di  “intelligenza artificiale” quando l’algoritmo contempla meccanismi di machine learnig e crea un sistema che non si limita solo ad applicare le regole sofware e i parametri preimpostati (come fa invece l’algoritmo “tradizionale”) ma, al contrario, elabora costantemente nuovi criteri di inferenza tra dati e assume decisioni efficienti sulla base di tali elaborazioni, secondo un processo di apprendimento automatico.