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Innovare la terapia medica delle malattie croniche

L'Organizzazione Mondiale della Sanitą ha recentemente segnalato che le malattie croniche comportano un "tributo immenso e crescente di vite", principale causa di morte e sofferenza a livello mondiale. In Italia, l'ultimo Rapporto Osservasalute, curato dall'Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane, stima in 24 milioni le persone interessate da almeno una patologia cronica, la metą delle quali deve convivere con pił di una di queste condizioni contemporaneamente.

Articolo a cura di Andrea Bracci

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha recentemente segnalato che le malattie croniche comportano un "tributo immenso e crescente di vite", principale causa di morte e sofferenza a livello mondiale.

In Italia, l’ultimo Rapporto Osservasalute, curato dall'Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane, stima in 24 milioni le persone interessate da almeno una patologia cronica, la metà delle quali deve convivere con più di una di queste condizioni contemporaneamente.

La gestione della cronicità consuma una significativa quantità di risorse: oltre il 70% delle risorse sanitarie 2 viene destinato a questo scopo sia in Italia e nei paesi ad economia avanzata. Le malattie croniche maggiormente diffuse in Italia sono rappresentate da ipertensione arteriosa, artrosi-artrite, malattie allergiche, osteoporosi, diabete, BPCO-asma.

È evidente, quindi, che le malattie croniche costituiscano un’emergenza sanitaria prioritaria sia a livello nazionale, sia globale.

Innovare la terapia delle malattie croniche
Per affrontare questa sfida, è necessario innovare la terapia, con l’obiettivo di sviluppare soluzioni che possano migliorare la salute e la qualità della vita dei pazienti e ridurre gli effetti negativi delle cronicità.

La ricerca di nuovi bersagli biologici per nuovi composti sempre più selettivi è stata per molti anni la modalità utilizzata per lo sviluppo di farmaci verso le malattie croniche. Negli ultimi decenni altre tecnologie in particolare basate su anticorpi monoclonali, si sono progressivamente affiancate e rappresentano oggi una area primaria della ricerca.

L’approccio biologico è fondamentale, ma non riesce ad esaurire tutti i bisogni del paziente. Il trattamento delle malattie croniche accompagna tutta la vita del paziente e richiede un monitoraggio costante della sua evoluzione e della sua terapia, richiede che il paziente sia formato ed informato sulla sua malattia, che abbia un ruolo attivo nella gestione della malattia.

Lo sviluppo Bio-Digitale
Al ruolo primario della ricerca di nuovi farmaci si aggiunge ora la ricerca di nuove opportunità per il trattamento delle malattie croniche, basate sulla tecnologia digitale. La convergenza di queste diverse tecnologie, farmacologica e digitale, rappresenta la base della evoluzione “ biotecnologia digitale”, che integra le applicazioni digitali attualmente in fase di ricerca e sviluppo con le applicazioni biotecnologiche disponibili o in corso di sviluppo.

La Digital Medicine rappresenta un nuovo modello di Medicina, basata su dispositivi digitali sia di misurazione sia di intervento in grado di determinare il miglioramento degli esiti clinici, che trova indicazione soprattutto nella gestione e nel trattamento delle malattie croniche, nelle quali i comportamenti disfunzionali del paziente rappresentano spesso un fattore di malattia.

La associazione tra interventi basati sul farmaco ed interventi basati su dispositivi digitali può oggi consentire lo sviluppo di nuove opzioni terapeutiche, che possono essere definite “bio-digitali”. La ricerca e sviluppo di terapie bio-digitali, in grado di offrire la maggior qualità e quantità di salute alla persona con la malattia, rappresenta oggi uno degli obiettivi primari di Polifarma, la quale intende dare un contributo innovativo al miglioramento della gestione e del trattamento delle malattie croniche attraverso l’associazione di propri farmaci con applicazioni digitali a finalità di monitoraggio o trattamento delle malattie.

Su queste premesse, nel 2022 Polifarma ha aggiornato e orientato la propria attività di ricerca, con l’obiettivo di ricercare e sviluppare terapie bio-digitali secondo l’approccio della Open Innovation, ovvero attraverso la collaborazione aperta con parti – pubbliche o private – portatrici di specifiche esperienze in grado di completare le competenze aziendali. Ogni progetto di sviluppo è guidato da uno Steering Committee con coinvolgimento attivo di Pazienti Esperti, Medici e Operatori Sanitari con i quali sono analizzati i bisogni e definiti i percorsi di sviluppo delle soluzioni. I pazienti, i loro caregivers e gli operatori sanitari restano centrali nel processo di ricerca e sviluppo.

Aggiornare i modelli di collaborazione
La collaborazione tra il settore medico e le aziende farmaceutiche è essenziale per favorire la diffusione di queste nuove terapie e garantire che le innovazioni tecnologiche si traducano effettiva- mente in benefici concreti per la salute delle persone. La trasformazione culturale necessaria richiede impegno, apertura al cambiamento e una visione condivisa per costruire un futuro migliore per la gestione delle malattie croniche. Dunque, è importante in primis che i medici e le loro associazioni adottino le terapie digitali come parte integrante delle loro pratiche mediche.

Per raggiungere questo obiettivo è fondamentale che i medici acquisiscano conoscenze approfondite sulle nuove tecnologie anche per essere in grado di fornire informazioni adeguate ai pazienti sull’utilizzo dei dispositivi medici digitali e creare fiducia nelle terapie che prescrivono. Le aziende farmaceutiche possono svolgere un ruolo cruciale in questo processo contribuendo attraverso la propria rete di informazione scientifica alla diffusione delle informazioni scientifiche sulle terapie digitali e più in generale, sulle tecnologie digitali per la salute.

Nuovi Modelli di Business

In linea con questo approccio, abbiamo proposto un nuovo Business Model per promuovere l’adozione delle terapie digitali in Italia.

Il fallimento di Pear Therapeutics ha portato alla luce la riflessione principale: l’importanza del rimborso è secondaria rispetto alla necessità che i medici adottino queste nuove opzioni terapeutiche con urgenza. Il rimborso ha infatti un impatto limitato, se non nullo o persino controproducente, se non preceduto dall’adozione da parte della comunità medica e sanitaria. Ciò richiede conoscenza, approfondimento e l’inserimento di queste nuove terapie nelle linee guida diagnostiche e terapeutiche.

Da parte dei medici, significa promuovere una trasformazione culturale in tempi rapidi e aggiornare le loro opzioni terapeutiche, per poi formare i pazienti nell’uso di queste nuove terapie. Per attuare questa trasformazione sono necessarie due condizioni fondamentali: la diffusione delle nuove opzioni terapeutiche digitali tra i medici e la fiducia del medico nella terapia che prescriverà. Le aziende farmaceutiche possono soddisfare entrambe queste condizioni tramite la loro rete di informazioni scientifiche per la prima e combinando la nuova terapia digitale con un farmaco di comprovata efficacia per la seconda.

Questo permetterà al medico di mantenere fiducia nei risultati della terapia, di osservarne l’effetto clinico incrementale rispetto alle esperienze precedenti e di accumulare gradualmente la conoscenza, l’esperienza e la fiducia necessarie per adottare la terapia digitale anche in modo esclusivo.
Nel nostro paese sono in corso di sviluppo i primi esempi di questo modello.
Siamo orgogliosi di essere pionieri e protagonisti di questa nuova fase della ricerca e della terapia medica delle malattie croniche.

Andrea Bracci 
Amministratore Delegato, Polifarma spa – Roma

Riferimenti bibliografici
UN News - Global perspective Human stories
Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane - Rapporto Osservasalute 2022
Le malattie croniche più diffuse in Italia
Pear Therapeutics Files For Bankruptcy As CEO Blames Shortfalls On Insurers