Dolore

71^Congresso Nazionale SIAARTI, dall'anestesia pediatrica al trattamento delle emorragie durante gli attentati

Umanizzazione delle cure in anestesia pediatrica, nuovi protocolli per il trattamento delle emorragie in ambito militare e in caso di feriti in attentati terroristici, misurazione della temperatura corporea in sala operatoria sono alcuni dei topics affrontati in questi giorni a Rimini in occasione del 71░ Congresso Nazionale della SocietÓ Italiana di Anestesia, Analgesia, Rianimazione, Terapia Intensiva (SIAARTI).

Umanizzazione delle cure in anestesia pediatrica, nuovi protocolli per il trattamento delle emorragie in ambito militare e in caso di feriti in attentati terroristici, misurazione della temperatura corporea in sala operatoria sono alcuni dei topics affrontati in questi giorni a Rimini in occasione del 71° Congresso Nazionale della Società Italiana di Anestesia, Analgesia, Rianimazione, Terapia Intensiva (SIAARTI).

Umanizzazione delle cure in anestesia pediatrica
“L'umanizzazione delle cure con apertura alle famiglie e approccio sedativo minimalista (light sedation) rappresenta una pietra angolare della gestione intensiva moderna del bambino in condizioni cliniche. Da questo punto di vista le terapie intensive pediatriche italiane sono assolutamente all'avanguardia sia per quanto riguarda la ricerca che la gestione clinica” ha dichiarato Giorgio Conti, direttore di terapia intensiva pediatrica e Trauma Center del Policlinico Gemelli di Roma.

Di recente è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista The Lancet Respiratory Medicine, uno studio, al quale ha collaborato anche il dr. Conti sulla sindrome respiratoria nei neonati, l’ARDS.

“Lo studio evidenzia come la sindrome da distress respiratorio acuto possa colpire non solo adulti e bambini ma anche neonati, ribaltando la visione precedentemente accettata. Diagnosticare correttamente e trattare in modo ottimale tale patologia nel neonato probabilmente permetterà anche di ottimizzarne la prognosi. Mi piace concludere ricordando che questo grosso studio "worldwide" abbia avuto una forte trazione della ricerca Italiana” ha precisato Conti.


Novità per il trattamento delle emorragie in ambito militare e durante gli attentati terroristici
I numerosi attentati terroristici hanno cambiato lo scenario della nostra società. “L’incremento esponenziale di attentati in paesi europei, ricordiamo da ultimo il recente episodio sulle Ramblas di Barcellona, hanno sicuramente cambiato la percezione dello scenario che si presenta al medico che opera “in prima linea” e conseguentemente il tipo di preparazione e di addestramento al quale deve essere opportunamente preparato. I protocolli operativi utilizzati in tale contesto sono quelli che appartengono al programma “Stop the bleed” (Ferma il sanguinamento) ispirato principalmente al TECC (Tactical Emergency Casualty Care)” ha sottolineato Paolo Marin, Coordinatore del Gruppo di Studio SIAARTI “Anestesia in ambito militare.

Il medico che opera “in prima linea” ha tra i primi protocolli operativi quello dello “Stop the bleed” (Ferma il sanguinamento) ispirato al TECC (Tactical Emergency Casualty Care).”
“Mentre una ventina di anni orsono si parlava di “Golden hour”, l’applicazione dei protocolli operativi per la cura di pazienti feriti in guerra o in atti terroristici ha sostituito tale concetto con quello del “Platinum Ten” intendendo che nei primi 10 minuti dall’evento (e soprattutto nei primi minuti per quello che concerne il controllo dell’emorragia) si decide la sorte del paziente.”

La triade letale in caso di politrauma
“Con il termine “Triade Letale” si intende una condizione medica rappresentante la combinazione di ipotermia, acidosi e coagulopatia. Tale stato patologico è comune nei pazienti che hanno avuto un severo politrauma accompagnato da un massivo sanguinamento ed è accompagnato da un significativo aumento del tasso di mortalità. I tre elementi che la costituiscono, con il passare del tempo esercitano un ciclo vizioso che si auto alimenta ininterrottamente fino alla morte del paziente. Il razionale dell’utilizzo dei protocolli operativi di rianimazione è quello di bloccare questo ciclo.”

Normo days
Altro evento che ha fatto tappa a Rimini per il congresso SIAARTI è l’evento sulla normotermia (accreditato ECM) “Normo Days” parte della Campagna di sensibilizzazione “Chirurgia senza Brivido”, iniziativa che viene organizzata con contributo non condizionato di 3M Italia.

L’ipotermia – ovvero una temperatura centrale corporea inferiore a 36.0 °C – rappresenta una complicanza comune degli interventi chirurgici: interessa tra il 50%-90% dei pazienti sottoposti sia a operazioni chirurgiche maggiori sia a procedure brevi. Nel 72% degli Ospedali dell’Emilia Romagna non si misura la temperatura prima delle operazioni. Ecco invece perché sarebbe molto importante per la salute dei pazienti. Un fenomeno che oltre ad arrecare disagio al paziente comporta un aumento dell’incidenza di complicazioni associate all’ipotermia inattesa quali maggiore rischio di mortalità, necessità di emotrasfusione, degenze più lunghe con conseguente aumento dei costi per gli ospedali.

Per “fotografare” la situazione italiana, in occasione della campagna, SIAARTI ha condotto una survey sulla gestione della normotermia per individuare lo stato dell'arte e le differenze tra le varie Regioni. Dall’indagine è emerso che nel 75% delle strutture dell’Emilia Romagna la temperatura corporea, prima dell’ingresso in sala operatoria, viene misurata raramente o mai; nel 61% dei casi viene effettuato il monitoraggio della temperatura corporea in sala operatoria. Nel 72% degli Ospedali non è presente un protocollo specifico per la prevenzione dell’ipotermia e il monitoraggio perioperatorio dei pazienti. Tra le ragioni dell’assenza di monitoraggio, il 32% indica la non disponibilità di sistemi idonei mentre il 30% dichiara che non vi è interesse per la misurazione della temperatura.


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