Anestesia generale, la quantità di anestetico varia del 300% tra individui diversi

Dolore

La quantità di anestetico necessaria per l'anestesia generale durante la chirurgia varia ampiamente da paziente a paziente (fino al 300% di variazione); alcuni soggetti possono essere in grado di ricevere una dose inferiore a quella tipicamente somministrata. E' quanto suggerisce uno studio presentato al meeting annuale dell'American Society of Anesthesiologists "Anestesiology 2015" che si è concluso ieri a San Diego.

La quantità di anestetico necessaria per l'anestesia generale durante la chirurgia varia ampiamente da paziente a paziente (fino al 300% di variazione); alcuni soggetti possono essere in grado di ricevere una dose inferiore a quella tipicamente somministrata. E’ quanto suggerisce uno studio presentato al meeting annuale dell’American Society of Anesthesiologists “Anestesiology 2015” che si è concluso ieri a San Diego.
"Fornire l'anestesia generale è un delicato equilibrio, bisogna assicurarsi che il paziente riceva abbastanza, ma non più del necessario", ha dichiarato Ana Ferreira, autore principale dello studio e ricercatore medico presso il Dipartimento di Anestesiologia del Centro Hospitalar do Porto, Portogallo. La nostra ricerca mostra che non vi è alcun modo di prevedere di quanto anestetico necessita un paziente. Per somministrare la giusta quantità di anestetico è necessario un anestesista con una vasta conoscenza di anestesia, utilizzo sicuro ed efficace, che abbia un’ampia conoscenza del corpo umano, e che sappia e possa controllare le funzioni vitali da vicino potendo immediatamente reagire ai cambiamenti in atto. Questa esperienza assicura risultati migliori e la cura personalizzata. "
I medici anestesisti utilizzano, per rendere incosciente il paziente, una combinazione di farmaci per l’anestesia in chirurgia, di cui il più comune è il propofol.
 Nello studio, i ricercatori hanno determinato che la quantità di propofol richiesta per produrre incoscienza varia ampiamente tra i pazienti ed è indipendente da età, sesso, peso o altezza.
E’ stato utilizzato un’ attento monitoraggio dei segni e delle onde cerebrali neurologiche del paziente per determinare quando è stato raggiunto il corretto dosaggio.
Per lo studio, 126 pazienti hanno ricevuto propofol a velocità costante e lenta infusione, consentendo ai ricercatori di monitorare continuamente la risposta del paziente e precisamente determinare quando si fosse verificata la perdita di coscienza (ad esempio quando il soggetto non risponde al nome, non apre gli occhi, ecc), nonché come individuare l'esatta quantità di propofol richiesta.
I ricercatori hanno trovato che c'era una variazione del 300% nella quantità di propofol necessaria per indurre la perdita di coscienza e che più di due terzi dei pazienti hanno richiesto meno rispetto alla dose iniziale raccomandata nei foglietti illustrativi dei farmaci.
E’ stato, inoltre, osservato che il tempo necessario per indurre la perdita di coscienza varia da un minuto e 22 secondi fino a quasi quattro minuti. 
I ricercatori hanno anche trovato molto che è necessario meno propofol quando l’antidolorifico (in questo caso remifentanil) viene somministrato al paziente prima del propofol, piuttosto che dopo.

Come precisano gli autori nel lavoro, è necessario modificare le raccomandazioni relative alla quantità di anestetico da somministrare. Non bisogna più considerare la quantità specifica di propofol in base al peso del paziente e l'età ma attenersi a una metodica che permetta l’individualizzazione dei bisogni del paziente.
“Ciò significa che la somministrazione di propofol va effettuata lentamente monitorando la risposta del paziente ogni 10 secondi per identificare con precisione la il momento della perdita di coscienza, individuando la quantità di propofol che ogni paziente richiede e quindi utilizzando tali informazioni per guidare la velocità di infusione di anestetico necessario a  indurre e mantenere un adeguato livello di anestesia ", ha evidenziato Pedro Amorim, co-autore dello studio, direttore dello staff del Dipartimento di Anestesiologia presso il Centro Hospitalar do Porto. "Il tempo necessario per l'induzione, utilizzando questo metodo, è più lungo se propofol è dato in base al peso del paziente ed età, ma un tempo inferiore ai quattro minuti è accettabile per indurre la perdita di coscienza e garantisce una cura sicura ed efficace."
EV
American Society of Anesthesiologists (ASA). "Medication dose needed for general anesthesia varies widely: Some patients may require less anesthesia."


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