I bambini che hanno subito un intervento chirurgico in anestesia generale prima dei 4 anni di età hanno ottenuto punteggi più bassi nei test per la comprensione orale e la performance del quoziente intellettivo (QI) rispetto ai bambini che non sono stati sottoposti ad anestesia. Questo è quanto mostrato da uno studio pubblicato sulla rivista Pediatrics.
Gli anestetici inducono diffusa morte cellulare, cancellazione neuronale permanente e compromissione neurocognitiva in animali immaturi, sollevando preoccupazioni sostanziali in merito a effetti simili che potrebbero verificarsi in bambini piccoli. Studi epidemiologici non sono stati in grado di affrontare adeguatamente questa preoccupazione.
Ad oggi i ricercatori non sono riusciti a trovare il tipo di delezione neuronale misurabile in studi sugli animali riguardo all'uso dell’ anestesia durante lo sviluppo del cervello.
Gli autori di questo studio Barynia Backeljauw, del centro medico dell'ospedale dei bambini di Cincinnati in Ohio, e i suoi colleghi hanno notato un’associazione tra punteggi inferiori QI e di comprensione della lingua con una minore densità di materia grigia nella corteccia occipitale e nel cervelletto.
"Gli attuali risultati suggeriscono che l'anestesia generale per un intervento chirurgico nella prima infanzia può essere associata con una diminuzione a lungo termine delle capacità linguistiche e cognitive, così come delle alterazioni volumetriche regionali nella struttura del cervello" hanno precisato gli autori.
I ricercatori hanno esaminato bambini sani che avevano completato un corso di lingua dai 5 ai 18 anni, mettendo a confronto 53 bambini che avevano subito un intervento chirurgico con anestesia prima dell'età di 4 anni, con 53 bambini che non erano stati esposti ad anestesia generale. Il confronto è stato fatto per età, manualità, sesso e status socio-economico.
I bambini che erano stati esposti ad anestesia avevano punteggi per la comprensione orale che erano, in media, 6 punti più bassi di quelli dei bambini non esposti (p=0,039 aggiustato) e avevano punteggi QI di performance, in media, 6,4 punti in meno rispetto ai bambini non esposti (p=0,039 aggiustato). I punteggi dei test rientravano nella norma della popolazione per entrambi i gruppi, indipendentemente dall'esposizione passata all’anestesia.
Gli autori fanno notare che lo studio non ha potuto dimostrare il nesso di causalità: non c'era alcun modo per determinare se le differenze neurocognitive potevano dipendere da altre fonti, come la chirurgia in sé, l'infiammazione associata e dolore, o l'indicazione di fondo per un intervento chirurgico.
Gli autori hanno riportato che la perdita anche di un solo punto QI può ridurre i guadagni nel corso della vita di un individuo di 18.000 dollari. Un calo da 5 a 6 punti, come si è visto in questo studio, potrebbe tradursi in una perdita di oltre 540 miliardi di dollari tra i 6 milioni di bambini che subiscono la chirurgia ogni anno negli Stati Uniti.
"Inoltre, un potenziale spostamento verso il basso della distribuzione del QI di tutta la popolazione potrebbe comportare un aumento del numero di performance molto basse (QI <70) e concomitante riduzione del numero delle performance alte, con drammatiche implicazioni sociali."
In conclusione, come hanno sottolineato gli autori: "Questi risultati provocatori giustificano gli sforzi di ricerca supplementari per definire meglio l'applicabilità all’uomo dei dati sugli animali, per delineare i meccanismi del fenomeno e mettere a punto strategie per mitigare questo potenziale dilemma per la salute dei bambini".
Emilia Vaccaro
Backeljauw B. et al. Cognition and Brain Structure Following Early Childhood Surgery With Anesthesia.
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