Anestesia in chirurgia bariatrica, oppioidi si o no?

Nonostante la sua crescente popolaritÓ, l'anestesia senza oppioidi per la chirurgia bariatrica potrebbe non essere la scelta ottimale. Uno studio preliminare ha scoperto che l'approccio privo di oppiacei non ha migliorato il profilo di recupero dei pazienti, sebbene il campione di popolazione fosse piccolo. Il lavoro Ŕ stato presentato al congresso annuale dell'International Anesthesia Research Society.

Nonostante la sua crescente popolarità, l'anestesia senza oppioidi per la chirurgia bariatrica potrebbe non essere la scelta ottimale. Uno studio preliminare ha scoperto che l'approccio privo di oppiacei non ha migliorato il profilo di recupero dei pazienti, sebbene il campione di popolazione fosse piccolo. Il lavoro è stato presentato al congresso annuale dell'International Anesthesia Research Society.

"L'obesità è un'epidemia in crescita e un numero crescente di pazienti è sottoposto a chirurgia bariatrica per curare questa condizione", ha dichiarato la dr.ssa Masha Zeltsman, della Zucker School of Medicine di Hofstra/Northwell, a New Hyde Park, NY “Tuttavia, questi pazienti presentano in genere molte comorbilità, inclusa un'alta prevalenza di apnea ostruttiva del sonno, che li rende molto sensibili agli effetti depressivi respiratori degli oppioidi.

"Quindi, cercare di trovare un modo per ridurre al minimo gli effetti collaterali degli oppioidi attraverso tecniche di risparmio degli oppioidi è sicuramente qualcosa che può migliorare il recupero dei pazienti", ha aggiunto Zeltsman.
Data la crescente tendenza verso l'anestesia senza oppioidi per il dolore postoperatorio in altre procedure, Zeltsman e i suoi colleghi hanno cercato di valutare la sua validità nella chirurgia bariatrica.
A tale fine sono state innanzitutto esaminate le registrazioni di 22 pazienti patologicamente obesi sottoposti a gastrectomia a manica verticale minimamente invasiva presso il North Shore University Hospital tra maggio e dicembre 2018.
I pazienti sono stati gestiti intraoperatoriamente con un regime a base di oppioidi costituito da sevoflurano con fentanil (n=12) o una tecnica priva di oppioidi di propofol con infusioni di ketamina o dexmedetomidina (n=10).

Il protocollo di recupero potenziato dell'ospedale per la chirurgia bariatrica è stato seguito in tutti i pazienti. I narcotici postoperatori sono stati somministrati solo dopo che tutte le opzioni non narcotiche erano state esaurite.

I ricercatori hanno misurato diversi parametri nelle prime 24 ore dopo l'intervento chirurgico, in particolare l'uso totale di narcotici (convertiti in equivalenti orali di morfina) e punteggi di dolore con scala di valutazione numerica.

Nonostante il piccolo numero di pazienti, i due gruppi erano demograficamente simili. In media, l'80% dei pazienti era costituito da donne di età superiore ai 40 anni e lo stato fisico ASA medio di classe III. Anche i tempi chirurgici e di anestesia erano simili in entrambi i gruppi.

Il consumo totale post-operatorio di oppioidi è stato di 23,25 mg tra i pazienti nel gruppo senza utilizzo di oppiacei, significativamente più alto rispetto a quelli che avevano ricevuto oppioidi in cui era pari a 9,79 mg (p=0.03). I punteggi massimi del dolore mediano non differivano tra i gruppi.

Allo stesso modo, il gruppo senza oppiacei in anestesia ha anche avuto bisogno di 255,3 minuti per raggiungere un punteggio Aldrete di almeno 9, significativamente più lungo dei 135,4 minuti richiesti dai pazienti nel gruppo oppioidi (p=0,03).
Il punteggio Aldrete quantifica in maniera quanto meno soggettiva la situazione del paziente uscito dalla sala operatoria e si basa sull’osservazione dei seguenti parametri: coscienza, colorito, motilità, validità respiratoria, stabilità circolatoria.
Infine, il 70% dei pazienti nel gruppo senza oppiacei in anestesia ha richiesto più farmaci antiemetici di salvataggio per la nausea e il vomito postoperatori (PONV), rispetto al 25% di quelli nel gruppo con oppioidi insieme all’anestetico (p=0,08).
Anche i pazienti nel gruppo senza oppiacei in anestesia sono rimasti più a lungo nell’unità di terapia post anestesia (317,9 contro 244,8 minuti), ma questo non era statisticamente significativo (p=0,11). Gli eventi respiratori critici sono stati simili in entrambi i gruppi e tutti i pazienti sono stati dimessi il giorno 1 post-operatorio indipendentemente dalla tecnica utilizzata.

"È interessante notare che, sebbene la letteratura sia disponibile per altre procedure operative, in bariatrica viene pubblicato molto poco", ha dichiarato Zeltsman. "La maggior parte della letteratura mostra che questi pazienti bariatrici fanno meglio e si riprendono più rapidamente con l'anestesia senza oppioidi.

"Ovviamente, i nostri pazienti senza oppiacei hanno sofferto di più dolore dopo l'intervento, motivo per cui hanno ricevuto più narcotici dopo l'intervento chirurgico. Inoltre, con la tendenza verso una maggiore PONV nel gruppo di anestesia privo di oppioidi, hanno anche ricevuto più farmaci antiemetici di salvataggio. Molti di questi agenti possono essere sedativi, il che a sua volta può ritardare la dimissione dall’unità di terapia post anestesia. "

Ovviamente questi risultati avendo coinvolto solo 22 pazienti meritano approfondimenti. Da quanto emerge da questi dati l'anestesia senza oppiacei in questi pazienti non risulta efficace.

Zeltsman M. et al., International Anesthesia Research Society 2019 (abstract F122)