Anno europeo contro i dolori articolari: per l'EFIC "servono trattamenti entro tempi più brevi"

Oggi la Federazione europea per il trattamento del dolore (European Pain Federation EFIC) lancia a Bruxelles la sua campagna per l'Anno europeo contro il dolore (European Year Against Pain, EYAP). Con la nuova campagna l'EFIC intende accendere i riflettori su un problema di salute di cui soffre oltre la metà della popolazione totale over 50.

Oggi la Federazione europea per il trattamento del dolore (European Pain Federation EFIC) lancia a Bruxelles la sua campagna per l’Anno europeo contro il dolore (European Year Against Pain, EYAP). Con la nuova campagna l’EFIC intende accendere i riflettori su un problema di salute di cui soffre oltre la metà della popolazione totale over 50.

“I dolori articolari sono fra i più frequenti disturbi di salute e una delle principali cause di invalidità” ha dichiarato il presidente dell’EFIC Chris Wells. “I dolori articolari diventeranno un problema ancora più urgente in futuro, con il crescente affermarsi dello stile di vita sedentario, la maggiore diffusione dell’obesità e l’aumento delle aspettative di vita. Al pari dei dolori cronici in generale, i dolori articolari causano non solo una sofferenza a livello individuale ma anche un enorme costo sociale sotto forma di spese sanitarie, assenza dal lavoro per malattia, calo della produttività o invalidità professionale.”

 I dati emersi da studi condotti negli Stati Uniti confermano un simile impatto economico: l’aumento rilevato fra il 1996 e il 2011 nei costi per il trattamento dei disturbi articolari, pari al 192%, è stato maggiore che in qualsiasi altra categoria. In tutta l’Unione europea, i disturbi muscolo-scheletrici costituiscono la più importante categoria di diagnosi in termini di spesa sanitaria e di costi indiretti legati al calo della produttività.

Nonostante i notevoli sforzi compiuti, le terapie attualmente disponibili non producono gli effetti sperati e in alcuni casi risultano inferiori alle aspettative dei pazienti. Il presidente dell’EFIC ha dichiarato che “Il trattamento deve essere migliorato in modo sostanziale. I pazienti affetti da dolori articolari devono ricevere una terapia adeguata e affidabile in tempi più brevi, una terapia volta non solo a combattere il dolore ma anche a permettere alle articolazioni di conservare la loro funzionalità. Il nostro intento è quello di indicare la strada per raggiungere questo obiettivo e fare opera di sensibilizzazione su quanto sia proficuo investire nel trattamento dei dolori articolari.”

L’obiettivo dell’Anno europeo contro i dolori articolari è quello di informare il pubblico riguardo ai diversi sintomi di tali disturbi e alle terapie disponibili. In tal modo, chi ne soffre potrà “accedere tempestivamente a cure appropriate”, sottolinea il presidente dell’EFIC Wells. Sul sito web www.efic.org è possibile consultare i dati raccolti e le informazioni sui pazienti circa le varie forme di dolori articolari. L’Anno prevede una serie di iniziative, attività di pubbliche relazioni e convegni nei 37 Paesi in cui l’EFIC è rappresentata con sezioni nazionali. A settembre si svolgerà a Dubrovnik, in Croazia, un seminario organizzato dall’EFIC espressamente su questo tema.

Almeno 150 i tipi di dolori articolari identificati finora
Fino ad oggi sono stati identificati circa 150 tipi di dolori articolari, che hanno origini disparate, tra cui fratture ossee o interventi di artroplastica. Le cause più frequenti di disturbi articolari cronici, tuttavia, sono artrosi da usura, formazione di depositi di cristalli (gotta) e processi infiammatori. Il Prof. Bart Morlion, neopresidente dell’EFIC e coordinatore dell’Anno europeo contro il dolore, dichiara: “Oggi non abbiamo ancora un quadro esaustivo delle cause e dei meccanismi relativi all’ampia gamma di forme in cui il dolore articolare può presentarsi. Fino ad oggi, i ricercatori si sono concentrati prevalentemente sulle forme più frequenti. Di recente sono state effettuate nuove importanti scoperte, che devono però trovare ancora la loro via nella pratica attuale. Le scoperte riguardano i comuni meccanismi di insorgenza o manifestazione di tutte le diverse forme del dolore articolare. I decisori politici sono chiamati a creare il quadro di riferimento necessario per stabilire programmi mirati ai diversi gruppi di pazienti. “Se i cambiamenti ossei vanno trattati con i corrispondenti principi attivi, ad esempio, i soggetti con importanti problemi di obesità dovrebbero ricevere dei programmi per la riduzione del peso. È inoltre di primaria importanza che i ricercatori trovino risposte ai molti quesiti irrisolti relativi alla diagnosi e alla terapia. Come sostiene il Prof. Morlion: “Facciamo grande assegnamento sull’Anno europeo contro i dolori articolari per dare un nuovo impulso a questo tipo di impegno.”

Osteoartrite e gotta, patologie comuni
La gotta è la più comune delle patologie infiammatorie articolari che causano dolore. È caratterizzata da episodi di dolore acuto che possono anche sfociare in una condizione infiammatoria cronica. Soffre di gotta l’1-4% della popolazione. La più diffusa patologia infiammatoria articolare di origine autoimmune è l’artrite reumatoide. Quasi l’1% della popolazione mondiale soffre di questa malattia, che in genere colpisce diverse articolazioni.
L’osteoartrite è il più frequente dei disturbi articolari dolorosi. Questa complessa patologia è caratterizzata da un’eccessiva usura delle articolazioni, dove il dolore meccanico può presentarsi insieme a dolori infiammatori e/o neuropatici. L’osteoartrite rappresenta il 20% di tutte le patologie dolorose croniche della popolazione mondiale. Il 10-15% della popolazione globale è affetta da questa malattia, la cui diffusione aumenta nettamente con l’età. Fra tutti i soggetti di 60-70 anni di età, l’osteoartrite viene diagnosticata nel 40% delle donne e nel 25% degli uomini. È la malattia più comune del sistema muscolo-scheletrico nelle persone anziane, per le quali costituisce una causa di invalidità più di ogni altra patologia. Non tutti i pazienti a cui viene diagnosticata la malattia attraverso esami radiologici presentano sintomi come dolore o rigidità articolare. Questo è quanto avviene per il 10-15% della popolazione. Le articolazioni delle ginocchia, delle mani e delle anche sono in genere le più interessate.

L’osteoartrite è più di una semplice patologia articolare
Per molto tempo il dolore osteoartrosico è stato trascurato e i meccanismi che lo sottendono, così come le possibili terapie, non sono stati valutati correttamente. Come sottolinea il Prof. Morlion, “Oggi sappiamo che l’osteoartrite è più di una malattia articolare. C’è una complessa interazione fra questa patologia e l’obesità da una parte, e la sindrome metabolica e le malattie cardiovascolari dall’altra.”
È stato scoperto che sostanze ormonosimili come le adipochine, le miochine e le citochine rappresentano il comune denominatore di queste patologie. Vengono secrete nel sangue dal tessuto articolare, dai muscoli e dal grasso e contribuiscono allo sviluppo di processi infiammatori e alla degenerazione della cartilagine. Il Prof. Morlion afferma che “l’obiettivo continua a essere quello di trattare l’osteoartrite in modo da preservare l’articolazione. In tal senso, un passo decisivo è stato compiuto di recente con la descrizione delle varie manifestazioni di osteoartrite.
L’Osteoarthritis Research Society International (OARSI, Società internazionale di ricerca sull’osteoartrite) ha pubblicato delle linee guida per trattamenti non chirurgici. Queste linee guida contengono una novità, ossia indicazioni che variano in base alla sottocategoria clinica e che tengono conto, ad esempio per l’osteoartrite al ginocchio, della presenza di comorbilità.” I principali trattamenti adatti per tutti i pazienti comprendono ginnastica e ginnastica in acqua, controllo del peso, allenamenti per la forza ed esercizi di riabilitazione.

Uso dei farmaci su base meccanica
L’obiettivo da perseguire in pressoché tutte le varie forme di dolore articolare è quello di impedire che tale dolore diventi cronico. Su questo punto, l’avviso degli esperti è unanime. Ma il rischio resta alto. Nel caso dell’osteoartrite, ad esempio, molti pazienti si rivolgono a uno specialista diverso tempo dopo l’insorgere del problema. Il 66% prova ad alleviare il disturbo con integratori alimentari e farmaci non soggetti a prescrizione, mentre il 41% soffre di dolori articolari almeno da un anno prima di richiedere una diagnosi.
La gamma di terapie disponibili è ampia come quella delle cause e delle manifestazioni del dolore articolare. Termoterapie (caldo e freddo), elettroterapie, esercizi fisici, allenamenti per la forza o la perdita di peso sono alcuni tra i più importanti metodi di trattamento senza farmaci. In termini di terapie farmacologiche, per il dolore articolare si sta imponendo un nuovo metodo, ossia una selezione di sostanze mirate al meccanismo di una determinata manifestazione del dolore. In genere la terapia per il dolore articolare viene adattata alla gravità del disturbo seguendo la scala di valutazione del dolore elaborata dall’OMS: analgesici non oppioidi e farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) utilizzati per dolori di lieve entità, oppioidi minori per un dolore moderato e oppioidi maggiori per un dolore severo.

Il Prof. Morlion rende noto che “Un nuovo metodo è ora sempre più diffuso, ossia selezionare la terapia in base al meccanismo che produce un determinato dolore e al target di un dato farmaco. “Per il dolore articolare, questo significa che il dolore nocicettivo di origine infiammatoria dovrebbe essere trattato di norma con farmaci antinfiammatori steroidei o non steroidei, il dolore nocicettivo non infiammatorio con analgesici oppioidi e non oppioidi, il dolore neuropatico con antidepressivi o anticonvulsivanti, o vari tipi di disturbi reumatici con anticorpi monoclonali. Il Prof. Morlion sottolinea che un tale approccio “equivale a un progresso, perché in tal modo le terapie sono strettamente connesse ai bisogni dei pazienti molto più delle consuete strategie a incremento, dai farmaci più deboli a quelli più forti.”

Mancata somministrazione del trattamento completo
Avviene spesso che ai soggetti affetti da dolori articolari non venga somministrata la terapia farmacologica completa. Un motivo di questa scelta è il timore che insorgano effetti indesiderati, soprattutto nel caso di pazienti anziani. Il Prof. Morlion dichiara che “in tempi recenti si è assistito tuttavia a diversi miglioramenti. Dei nuovi oppioidi, ad esempio, hanno ottenuto un successo costante se usati per problemi di lieve entità in ambito gastrointestinale o cognitivo e il rischio di assuefazione è ridotto.” È stata dimostrato inoltre che la somministrazione a livello locale di antidolorifici riduce gli effetti collaterali. I metodi pubblicati di recente che implicano anticorpi in grado di bloccare i fattori di crescita nervosi evidenziano anch’essi il potenziale delle terapie biologiche per l’osteoartrite. Sono mirate ai meccanismi di dolore periferico e penetrano difficilmente nel sistema nervoso centrale. Pertanto, effetti collaterali come la sonnolenza o la nausea sono ormai problemi del passato. Il Prof. Morlion sottolinea che “il dolore dovrebbe in ogni caso essere trattato nella sua fase iniziale, perché ora siamo in grado di determinare la causa in tempi più rapidi.”

Anno europeo contro il dolore
“Ogni anno ci concentriamo su un determinato tipo di dolore o una patologia particolare con la nostra consueta campagna d’informazione dedicata, organizzata in collaborazione con l’International Association for the Study of Pain (IASP)”, ha affermato il presidente dell’EFIC Chris Wells. “Il nostro obiettivo è quello di esaminare il problema del dolore in tutti i suoi aspetti e conseguenze, per fornire il necessario supporto ai pazienti affetti dal disturbo e per sensibilizzare più ampie fasce di pubblico. Inoltre, consideriamo essenziale sensibilizzare i decisori politici sui problemi che il dolore cronico pone al sistema della sanità e per elaborare misure prioritarie in questo settore.”

Fonti: MacDonald KV et al, Osteoarthrits Cartilage 2014; Supplemento (22): S208; EFIC/IASP-Scheda informativa Vergne-Salle, Pascale: “WHO Analgesic Ladder: Is It Appropriate for Joint Pain? From NSAIDS to Opioids”; EFIC/IASP- Scheda informativa “Treating People with Joint Paint”; Neogi, Tuhina: EFIC/IASP- Scheda informativa “Joint Pain Epidemiology”; EFIC/IASP-Scheda informativa Perrot, Serge: “Osteoarthritis Pain: Pathophysiology, Diagnosis, and Management”; EFIC/IASP-Scheda informativa Walsh, David: “New Treatment Opportunities for Joint Pain”; EFIC/IASP-Scheda informativa Graeme, Jones: “Predispositions and Other Important Factors in Joint Pain”; EFIC/IASP- Scheda informativa Henrotin, Yves: “Exercise, Sports, and Joint Pain”