Anti-infiammatori non steroidei, sono efficaci sui sintomi del raffreddore?

Dolore
I farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS) sono abbastanza efficaci nell’alleviare il disagio causato dal comune raffreddore, ma non vi è alcuna chiara evidenza del loro effetto nell’alleviare i sintomi respiratori. E’ quanto riportato in un lavoro pubblicato su una recente review Cochrane. Gli autori sottolineano che va sempre considerato l'equilibrio tra benefici e danni quando si usano i FANS per il raffreddore.
Il raffreddore è la malattia più comune e diffusa nota all'uomo. 
FANS come aspirina, ibuprofene e naprossene, hanno effetto analgesico ed effetto antipiretico e sono stati ampiamente utilizzati, per più di un secolo, per il trattamento di dolore e febbre associati al raffreddore comune.
Gli obiettivi di questa revisione sistematica della letteratura sono stati la valutazione degli effetti dei FANS rispetto al placebo (e di altri trattamenti) sui segni e sintomi del raffreddore comune, e stabilire gli eventuali effetti negativi di FANS nelle persone con il comune raffreddore.
A tal fine è stata effettuata un’attenta analisi dei lavori riportati in letteratura con l’aiuto dei database CENTRAL, EMBASE, CINAHL e ProQuest Digital Dissertations.
Sono stati inclusi gli studi clinici randomizzati e controllati (RCT) su FANS in pazienti affetti da comune raffreddore; i dati sono stati estratti da quattro revisori. 
Le prove sono state divise in RCT controllati con placebo e confronti testa a testa tra FANS.
I dati estratti riguardavano gli effetti analgesici globali (come la riduzione di cefalea e mialgia), effetti non analgesici (come la riduzione dei sintomi nasali, tosse, espettorato e starnuti) e gli effetti collaterali.
Gli esiti dicotomici sono stati espressi come rapporti di rischio (RR) con intervalli di confidenza al 95% (CI) e dati continui come differenze medie (MD) o differenze medie standardizzate (SMD).
Alla fine sono stati inclusi nove RCT con 1069 partecipanti (di entrambi i sessi, compresi bambini, adulti e persone anziane da USA, Giappone, Belgio e Danimarca), descrivendo 37 confronti: sei riguardavano i FANS rispetto al placebo e tre FANS contro FANS. 
Il rischio complessivo di bias negli studi inclusi era mista.
In una analisi globale, i FANS non riducevano significativamente il punteggio totale dei sintomi (SMD -0,40, 95% CI -1,03 a 0,24, tre studi, modello a effetti casuali), o la durata del raffreddore (MD -0.23, 95% CI -1,75 a 1,29, due studi, modello a effetti casuali).
Per i sintomi respiratori, la tosse non è risultata migliorata (SMD -0,05, 95% CI -0,66-0,56, due studi, modelli ad effetti casuali), ma il punteggio relativo agli starnuti era notevolmente migliorato (SMD -0,44, 95% CI -0,75 a -0,12, due studi, modello a effetti casuali).
Per quanto riguarda i risultati relativi agli effetti analgesici dei FANS (mal di testa, dolore alle orecchie, e dolore muscolare e articolare) il trattamento ha prodotto benefici significativi.
Il rischio di effetti avversi non era alto con i FANS (RR 2,94, 95% CI 0,51 a 17.03, due studi, modello a effetti casuali), ma è difficile concludere che tali farmaci non sono diversi rispetto al placebo.
Alcuni degli studi inclusi hanno riportato disturbi gastrointestinali, eruzioni cutanee ed edema (ritenzione di liquidi) nei pazienti trattati con FANS.
In generale, la qualità delle prove può essere stimata come 'moderata' a causa di imprecisioni. I limiti principali di questa revisione sono che i risultati degli studi sono molto diverse e il numero di studi per ogni risultato è piuttosto piccolo.
In conclusione, questi risultati suggeriscono che i FANS possono migliorare i sintomi correlati all’analgesia causati dal freddo (mal di testa, mal d’orecchio, e dolori muscolari e articolari), ma non vi è alcuna chiara evidenza che i FANS sono efficaci nel migliorare la tosse e il naso che cola, sintomi causati dal comune raffreddore.
Emilia Vaccaro
Kim SY et al. Non-steroidal anti-inflammatory drugs for the common cold. Cochrane Database Syst Rev.
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