Dolore

Antinfiammatori e ca alla prostata: c' una relazione?

L’assunzione di aspirina è associata a una leggera diminuzione del rischio di cancro alla prostata. Questo è quanto deriva da una metanalisi pubblicata su World Journal of Surgical Oncology. Tale analisi ha anche evidenziato che gli antinfiammatori non steroidei (esclusa l’aspirina) aumentano il rischio di cancro alla prostata, ma non sono ancora stati chiariti i meccanismi biologici alla base di tale effetto.

Il cancro alla prostata è la patologia oncologica più comune tra gli uomini e si classifica come la seconda causa di morte cancro-specifica in tutto il mondo.
Gli studi epidemiologici hanno illustrato che sia cause ambientali che alterazioni genetiche sono ben definite come fattori di rischio di questa patologia. Tuttavia, quest’ultimo fattore non riesce a spiegare le diverse incidenze di cancro alla prostata in diversi Paesi.

Pertanto, stile di vita quotidiano potrebbe svolgere un ruolo importante nella carcinogenesi.
Precedenti ricerche hanno dimostrato che gli antinfiammatori non steroidei (Fans) potrebbe ridurre il rischio di diversi tipi di cancro, tra cui il cancro del colon-retto, cancro esofageo, e il cancro al seno. Ricerche di laboratorio hanno evidenziato che l’infiammazione ha un ruolo essenziale nella carcinogenesi della prostata.

E 'generalmente accettato che le cicloossigenasi, che sono il target della maggior parte dei Fans, sono coinvolte nella carcinogenesi della prostata. Gli studi presenti in letteratura riportano dati contrastanti, una precedente metanalisi ha mostrato che i Fans potrebbero prevenire il cancro alla prostata svolgendo un potenziale effetto protettivo, mentre gli negli studi epidemiologici l'associazione tra assunzione di Fans e il rischio del cancro della prostata ancora rimasta controversa

Pertanto, i ricercatori  del Dipartimento di Urologia della Scuola Medica dell’Università di Zhejiang, Cina hanno condotto una meta-analisi per valutare sia la forza e la coerenza della potenziale associazione tra l'assunzione di Fans e il rischio di cancro alla prostata.

Al fine di questo lavoro sono stati selezionati studi pubblicati fino ad ottobre 2013. La selezione ha portato a identificare 29 articoli di cui 15 studi di coorte e 14 caso-controllo. Sedici studi erano stati condotti in USA e 13 in altri Paesi. Undici studi riguardavano tutti i Fans, 24 solo l’aspirina e 14 con Fans-non aspirina. Undici studi riguardavano il cancro avanzato.

I risultati hanno mostrato che l'assunzione di aspirina era associata a una marginale riduzione del rischio di cancro alla prostata (OR=0.95, 95% CI=0.93-0.98). E’ stata rilevata un’eterogeneità statistica, quindi, è stata effettuata l'analisi causa-effetto (I2 = 60.7%, p<0.001).

Il rischio di tumore avanzato della prostata era inferiore rispetto a quello di cancro alla prostata (OR=0.89, 95% CI=0.82-0.96). L'analisi a effetti fissi è stata condotta e non è stata trovata alcuna eterogeneità significativa (I2 = 4.5%, p= 0.4).

Quando è stata effettuata l’ analisi di sottogruppi, è stato evidenziato un effetto protettivo dell’aspirina negli studi americani (OR =0.937, 95% CI =0.900-0.975). Mentre non è stata trovata alcuna associazione negli altri Paesi (OR =0.969, 95% CI=0.934-1.006).

L’analisi di sottogruppo per tipologia di studi ha, inoltre, evidenziato un blando effetto protettivo dell’aspirina negli studi di coorte (OR =0.930,95% CI =0.894-0.967), ma non in quelli caso-controllo (OR=0.976, 95% CI =0.940-1.013).
Per quanto riguarda l’associazione tra tutti gli altri Fans e il rischio di cancro alla prostata, è stata trovata una correlazione positiva (OR=1.18, 95% Cl=1.15-1.22) come anche nel caso dell’associazione tra cancro avanzato e tutti i Fans (OR=1.43, 95% Cl=1.32-1.56, I2=92.8%, p<0.001).

Nell’analisi di sottogruppo, le stime OR hanno suggerito l’esistenza di nessun rapporto diretto tra tutti i Fans e il rischio di cancro alla prostata negli Stati Uniti (OR=0.922, 95% CI=0.836-1.016). In particolare, gli autori hanno rilevato una correlazione positiva tra tutti i Fans e il rischio di cancro della prostata (OR=1.212, 95% CI = 1.174-1.251). L’analisi stratificata non ha evidenziato alcun effetto protettivo su tale patologia nel gruppo di coorte (OR=1.022, 95% CI = 0.938-1.113). Tuttavia, nel gruppo caso-controllo, l'assunzione di tutti i Fans potrebbero essere un potenziale fattore di rischio nella carcinogenesi della prostata (OR=1.205, 95% CI=1.167-1.245).

Tra i 14 articoli relativi ai Fans diversi dall'aspirina è stata osservata una marginalmente relazione inversa (OR=0.94, 95% CI=0.90-0.98).
Tuttavia, è stata rilevata una relazione opposta tra i Fans diversi dall'aspirina e il cancro avanzato della prostata (OR=1.25, 95% CI=1.13-1.38, I2 = 65.8%, p<0.01).

Nell'analisi stratificata, è stato dimostrato che i Fans diversi dall'aspirina erano associati a un ridotto rischio di cancro alla prostata in altri Paesi, tranne gli Stati Uniti (OR=0.915, 95% CI=0.869-0.964). Tuttavia, dichiarano  gli autori «non siamo riusciti a trovare un rapporto simile negli Stati Uniti (OR=1.009,95% CI=0.927-1.099). Quando è stata eseguita l'analisi stratificata abbiamo osservato un effetto marginalmente protettivo sul cancro alla prostata nel gruppo caso-controllo (OR=0.922, 95% CI=0.876-0.971). Tuttavia, tale risultato non è stato rilevato nella gruppo di coorte (OR=0.992, 95% CI 0.909-1.083)».

In conclusione, questo studio attraverso l’analisi di sottogruppi ha evidenziato che l’aspirina ha un effetto protettivo (lieve) nei confronti del rischio di cancro alla prostata in USA ma non in altri Paesi. Nelle analisi in cui sono stati considerati tutti i Fans è stata trovata una correlazione diretta con il rischio di cancro alla prostata mentre nelle analisi in cui era stata esclusa l’aspirina c’era una correlazione inversa con il rischio di cancro alla prostata ma la situazione era opposta quando si parlava di cancro avanzato. Gli autori hanno sottolineato che c’è bisogno di ulteriori studi per confermare questi risultati e soprattutto per analizzare i meccanismi biologici alla base di questi differenti effetti.

Emilia Vaccaro
Wang X. et al. Meta-analysis of nonsteroidal anti-inflammatory drug intake and prostate cancer risk. World J Surg Oncol. 2014 Oct 5;12(1):304.
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