Antinfiammatori non steroidei, in Italia si usano sempre correttamente?

Dolore
L'uso inappropriato di antinfiammatori non steroidei per il dolore cronico associato a osteoartrosi, artrite reumatoide e altre condizioni è ancora molto elevato in Italia rispetto all’utilizzo degli oppioidi.

Questo è quanto riportato da una ricerca pubblicata di recente su Drug Design, Development and Therapy. Nel lavoro sono stati coinvolti tre gruppi italiani, Università di Siena, Ospedale Universitario di Udine e una Asl friulana oltre a due gruppi di ricerca americani.

Il dolore rimane uno dei principali motivi di visita ai medici di medicina generale in tutto il mondo. Dolore con intensità da moderata a grave si verifica nel 19% dei soggetti europei adulti, che compromettono gravemente la qualità della loro vita sociale e lavorativa.
I farmaci anti-infiammatori non steroidei (Fans) non sono raccomandati per un uso a lungo termine e necessitano di una sorveglianza attenta al fine di monitorarne la tossicità e l'efficacia.

Questo studio ha avuto l'obiettivo primario di valutare la prevalenza nell’uso di Fans e oppioidi e la durata della terapia faramcologica.
L'endpoint secondario del trial era studiare la prevalenza di Fans assunti per più di 21 giorni consecutivi in concomitanza con farmaci per l'ulcera peptica e malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE) o farmaci antiaggreganti piastrinici.

Il timepoint dei 21 giorni è stato deciso in accordo alla nota 66 dell’Aifa in cui si afferma che: “Un effetto analgesico si ottiene in genere in una settimana, mentre per un effetto antinfiammatorio completo (anche dal punto di vista clinico) servono spesso anche tre settimane. Se trascorso questo tempo non vi sono risultati, è bene tentare con un altro farmaco.”

Nello studio è stato anche stimato il costo annuale per i singoli utenti di tali antinfiammatori concomitanti per più di 21 giorni consecutivi e di farmaci MRGE.

I ricercatori hanno studiato una banca dati per un totale di 3.050 pazienti con dolore cronico che hanno accettato di partecipare anonimamente in un programma di sorveglianza di farmacovigilanza che ha seguito i loro acquisti di farmaci da banco (OTC-over-the-counter) e da prescrizione nel corso di 18 mesi.

I pazienti avevano un’età compresa tra i 39 anni e i 64 anni, e il 65% erano donne.
L'uso di Fans e oppioidi è stato calcolato come rapporto tra il numero di pazienti che hanno ricevuto un farmaco di interesse e il numero totale dei pazienti arruolati nel programma.

La sovraesposizione è stata definita come un’esposizione a 21 o più giorni ai Fans.
Dei 3.050 pazienti con dolore cronico, circa 2.980 avevano assunto Fans per più di 21 giorni consecutivi durante il periodo di studio.
La durata media dell'esposizione a tali antinfiammatori è risultata essere 30,43 giorni consecutivi nelle donne e 30,37 giorni negli uomini.
Il costo individuale annuale per chi usava Fans per più di 21 giorni consecutivi, così come i farmaci concomitanti MRGE è risultato € 61,23.
Secondo i ricercatori, un quarto dei pazienti esposti ai Fans per più di 21 giorni sono stati trattati anche con farmaci per l'ulcera peptica o malattia da reflusso gastroesofageo.

Inoltre, l’8% dei pazienti esposti a Fans per più di 21 giorni hanno ricevuto anche uno dei seguenti agenti antipiastrinici: acido acetilsalicilico (91%), ticlopidina o clopidogrel.
Circa 2.400 pazienti (880 uomini; 11% della popolazione in studio) avevano utilizzato oppioidi almeno una volta durante il periodo di studio, con 48 pazienti (2%) che avevano ricevuto oppioidi per più di 90 giorni consecutivi (una media di 158 giorni consecutivi nelle donne, 191 giorni negli uomini).
A cinque anni dopo l’introduzione della legge 38 sul trattamento del dolore, il punto debole rimane l'uso eccessivo e inappropriato di Fans in Italia, che hanno un costo annuo di oltre 500 milioni di euro, rispetto a meno di 140 milioni di euro l'anno per gli oppioidi. Questa analisi sistematica conferma questa tendenza: oltre il 97% della coorte in studio utilizzava Fans per più di 21 giorni consecutivi, e tale quota è addirittura superiore al numero totale dei soggetti che hanno ricevuto oppioidi solo una volta.
C’è da considerare che lo studio si basa su dati di una coorte di pazienti quindi non è rappresentativo della popolazione generale.
Si conferma, però,  un uso elevato concomitante di antipiastrinici che andrebbero usati con cautela in questi individui mentre l’uso di farmaci per l’ulcera peptica e il reflusso gastro esofageo è in linea con la popolazione generale.

Emilia Vaccaro

Ussai S, et al. Impact of potential inappropriate NSAIDs use in chronic pain. Drug Des Devel Ther. 2015; http://www.dovepress.com/impact-of-potential-inappropriate-nsaids-usenbspinnbspchronic-pain-peer-reviewed-article-DDDT
http://www.agenziafarmaco.gov.it/it/content/nota-66