Dolore

Antinfiammatori topici, efficacia nel dolore acuto

Formulazioni topiche di diclofenac e ketoprofene sono utili in condizioni di dolore acuto come stiramento tendineo o trauma ai legamenti. E' quanto emerge da una revisione sistematica della letteratura pubblicata sul database Cochrane Database of Systematic Reviews in cui si sottolinea come la formulazione esatta utilizzata di fondamentale importanza nelle condizioni acute e potrebbe anche essere applicata ad altre condizioni di dolore.

Formulazioni topiche di diclofenac e ketoprofene sono utili in condizioni di dolore acuto come stiramento tendineo o trauma ai legamenti. E’ quanto emerge da una revisione sistematica della letteratura pubblicata sul database Cochrane Database of Systematic Reviews in cui si sottolinea come la formulazione esatta utilizzata è di fondamentale importanza nelle condizioni acute e potrebbe anche essere applicata ad altre condizioni di dolore.

I farmaci analgesici topici vengono usati per una varietà di condizioni dolorose; in alcuni casi si tratta di problemi acuti, tipicamente stiramenti o distorsioni, tendinopatie o dolori muscolari. Altri sono cronici, come l'osteoartrosi della mano o del ginocchio o dolore neuropatico.

In questa revisione della letteratura è stata effettuata una panoramica su varie formulazioni di analgesici topici per evidenziarne l'efficacia analgesica e degli eventi avversi associati. I farmaci analizzati sono stati analgesici topici (principalmente farmaci antiinfiammatori non steroidei (NSAIDs), rubefacenti contenenti salicilati, capsaicina e lidocaina) applicati sulla pelle intatta per il trattamento del dolore acuto e cronico negli adulti.

A tal fine sono state individuate revisioni sistematiche su dolore acuto e cronico pubblicate fino a febbraio 2017 nel database Cochrane. 

L'endpoint primario era almeno il 50% di sollievo dal dolore (dichiarato dal partecipante) ad una durata appropriata. 

Come parametro di valutazione è stato scelto il numero necessario l’NNT (numero necessario da trattare per ottenere un esito)  per i risultati di efficacia per ogni analgesico o formulazione topica e l’NNH (numero necessario da trattare per ottenere un effetto avverso) per gli eventi avversi. 

Dalle review selezionate sono state anche estratto informazioni sulle interruzioni a causa della mancanza di efficacia o eventi avversi, eventi avversi sistemici e locali e gravi eventi avversi. 

Sono state estratte informazioni da almeno 200 partecipanti, in almeno due studi. 
Per la valutazioni degli studi è stato utilizzata la scala di valutazione GRADE.

I risultati hanno mostrato che 13 revisioni , per un totale di 206 studi con circa 30.700 partecipanti, hanno valutato l'efficacia e il danno in seguito al trattamento con una serie di analgesici topici applicati alla pelle intatta in una serie di condizioni dolorose acute e croniche. 

Le revisioni sono state supervisionate da diversi gruppi di esperti e si sono concentrati sugli studi che confrontavano l'analgesico topico con il placebo topico; confronti tra analgesici topici e orali erano rari. 

Considerando l’endpoint primario “ almeno il 50% di sollievo dal dolore”, i risultati sono stati considerati di qualità  moderata o alta per diverse terapie; i ricercatori hanno evidenziato la qualità sottostante degli studi e sulla suscettibilità alla bias di pubblicazione. 

E’ stato evidenziato che dopo 7 giorni di trattamento di soggetti con  dolore muscoloscheletrico acuto (successivo a stiramenti, distorsioni, piccoli traumi etc. ), le terapie maggiormente utilizzate erano a base di gel di diclofenac (2 studi, 314 partecipanti, NNT 1.8 ( intervallo di confidenza al 95% da 1,5 a 2,1)), gel di ketoprofen (5 studi, 348 partecipanti, NNT 2.5 (da 2,0 a 3,4)), gel di piroxicam (3 studi, 522 partecipanti, NNT 4,4 (3,2-6,9), varie tipologie di cerotto di diclofenac  (7 studi,  circa 1500 partecipanti, NNT 4.0). 

Nel caso di dolori muscoloscheletrici (principalmente da osteoartrite della mano e del ginocchio) nella maggior parte dei casi sono state utilizzate preparazioni topiche di diclofenac per meno di sei settimane (5 studi, 732 partecipanti, NNT 5.0 (3,7 a 7,4)), a base di ketoprofene da 6 a 12 settimane (4 studi, 2573 partecipanti, NNT 6,9 (da 5,4 a 9,3)) e preparati topici a base di diclofenac da 6 a 12 settimane (4 studi, 2343 partecipanti, NNT 9,8 (7,1-16)). 

Nella nevralgia posterpetica, la capsaicina ad alta concentrazione topica aveva limitate evidenze di moderata qualità di efficacia (2 studi, 571 partecipanti, NNT 11 (da 6.1 a 62)). 

Sono state giudicate di qualità bassa o molto bassa prove di efficacia per altre terapie.
Sono state riscontrate limitate evidenze di efficacia, potenzialmente soggette a bias di pubblicazione, per preparazioni topiche di gel e creme di ibuprofene, formulazioni non specificate di diclofenac e gel di diclofenac diversi da quelli noti sul mercato, indometacina e cerotti di ketoprofene in condizioni di dolore acuto e per rubefacenti salicilati per condizioni di dolore cronico. 

Per quanto riguarda il grado di evidenza per altri trattamenti  era di scarsa qualità e tipicamente limitato a singoli studi o confronti con dati sparsi (altri FANS, salicilati topici in condizioni di dolore acuto, capsaicina a bassa concentrazione, lidocaina, clonidina per dolore neuropatico e rimedi erboristici per qualsiasi condizione).

Sono stati valutati anche studi con pazienti che avevano abbandonato e la qualità è stata ritenuta moderata o molto bassa, a causa di un piccolo numero di eventi. 

In condizioni di dolore cronico l’abbandono per scarsa efficacia era basso con il diclofenac topico (6%) rispetto al placebo (9%) (11 studi, 3455 partecipanti, numero necessario per trattare per prevenire (NNTp) 26, prove di moderata qualità) e salicilato topico (2% vs 7% per il placebo; 5 studi, 501 partecipanti, NNTp 21, prove di scarsa qualità). 

L’abbandono per eventi avversi sono stati numerosi per la capsaicina a bassa concentrazione (15%) rispetto al placebo (3%) (4 studi, 477 partecipanti, NNH 8, evidenze di scarsa qualità), salicilato topico (5% vs 1% per il placebo; 7 studi, 735 partecipanti, NNH 26, evidenze di scarsa qualità) e diclofenac topico (5% vs 4% per il placebo; 12 studi, 3552 partecipanti, NNH 51, prove di scarsa qualità). 

Nel caso del dolore acuto, gli avversi sistemici o locali con FANS topici  sono stati del 4.3%, non superiori al placebo topico (4.6%) (42 studi, 6740 partecipanti, prove di alta qualità). 

Nel dolore cronico gli eventi avversi locali con capsaicina a bassa concentrazione (63%) erano superiori rispetto al placebo topico (5 studi, 557 partecipanti, NNH di 2.6), prove di alta qualità. 

Prove di moderata qualità hanno indicato un maggior numero di eventi avversi locali rispetto al placebo in condizioni di dolore cronico con diclofenac topico (NNH 16) e nel dolore locale con concentrazione topiche di capsaicina ad alta concentrazione (NNH 16). 

E’ stata anche evidenziata qualità moderata per nessun evento avverso aggiuntivo locale con ketoprofene topico rispetto al placebo topico nel dolore cronico. 
Gli eventi avversi gravi sono stati rari (prove di scarsa qualità). 

In conclusione, formulazioni topiche di diclofenac e ketoprofene sono utili in condizioni di dolore acuto. Gli autori sottolineano che la formulazione esatta utilizzata è di fondamentale importanza nelle condizioni acute e potrebbe anche essere applicata ad altre condizioni di dolore. Nelle condizioni muscoloscheletriche croniche come osteoartrosi della mano e nel ginocchio, la maggior parte dei farmaci valutati ha mostrato scarsa efficacia. 

S. Derry et al. Topical analgesics for acute and chronic pain in adults - an overview of Cochrane Reviews. Cochrane Database Syst Rev. 2017 May 12;5:CD008609. doi: 10.1002/14651858.CD008609.pub2. 

leggi



SEZIONE DOWNLOAD