Artrite reumatoide, gli omega-3 potrebbero avere un ruolo nel sopprimere il dolore

Gli acidi grassi omega-3 possono giocare un ruolo nel sopprimere il dolore non infiammatorio nell'artrite reumatoide (RA). E' quanto emerge da uno studio svedese pubblicato su Arthritis Care & Research. Gli autori nel lavoro sottolineano che pur essendo evidente un effetto sul dolore non si pu˛ pensare agli omega-3 come una opzione terapeutica contro il dolore.

Gli acidi grassi omega-3 possono giocare un ruolo nel sopprimere il dolore non infiammatorio nell'artrite reumatoide (RA). E’ quanto emerge da uno studio svedese pubblicato su Arthritis Care & Research. Gli autori nel lavoro sottolineano che pur essendo evidente un effetto sul dolore non si può pensare agli omega-3 come una opzione terapeutica contro il dolore.
 
Gli autori, la dr.ssa Cecilia Lourdudoss del Karolinska University Hospital di Stoccolma, e i suoi colleghi sottolineano nel lavoro come l’assunzione di acidi grassi omega-3 è risultata inversamente associata a dolore inaccettabile (OR=0.57, 95% CI 0,35-0,95) e refrattario (OR=0.47, 95% CI 0,26-0,84) in pazienti con artrite reumatoide (RA) precoce che avevano avuto almeno 3 mesi di trattamento con metotressato.
 
Il rapporto omega-6 su omega-3 - ma non l’omega-6 da solo è direttamente collegato a dolore inaccettabile (OR=1,70, 95% CI 1,03-2,82) e dolore refrattario (OR=2,33, 95% CI 1.28- 4.24). Queste associazioni sembravano essere indipendenti dall’ infiammazione.
 
"L'associazione inversa tra acidi grassi omega-3 e dolore refrattario può avere un ruolo nella soppressione del dolore nell’RA", hanno precisato gli autori.
 
Essi hanno rilevato che questo è stato il primo studio che esamina il collegamento tra acidi grassi polinsaturi e dolore non infiammatorio in un ampio gruppo di pazienti con RA precoce.
 
Lo studio ha incluso 591 pazienti affetti da RA di nuova diagnosi reclutati da ottobre 2005 a marzo 2012; i pazienti erano stati sottoposti a trattamento con metotressato per almeno 3 mesi e avevano completato un questionario di frequenza alimentare al basale. 
Il campione era parte di uno studio prospettico “Epidemiological Investigation of Rheumatoid Arthritis (EIRA”), studio caso-controllo composto principalmente da donne (70,6%) con un'età media di 52,8±13,0 anni e un indice medio di massa corporea di 25.8±4.7.
Il questionario sulla frequenza alimentare richiedeva informazioni circa la dieta dei pazienti, la frequenza del mangiare, e le dimensioni delle porzioni. I ricercatori hanno calcolato l’assunzione di acidi grassi polinsaturi moltiplicando la frequenza media di ogni cibo consumato per il suo contenuto di nutrienti. Il questionario comprendeva anche domande circa il consumo di omega-3 e integratori di olio di pesce.
 
I ricercatori hanno misurato il dolore al basale e dopo 3 mesi di trattamento utilizzando una scala analogica visiva (VAS) con intervallo 0-100 mm, con VAS> 40 mm definito come dolore inaccettabile. 
 
Il dolore refrattario è stato definito come VAS> 40 mm e proteina C-reattiva (CRP) 40 mm e CRP> 10 mg / L dopo metotressato.
 
Dopo 3 mesi di trattamento con metotressato, il 15,6% dei pazienti aveva dolore refrattario, che il team ha osservato coerente con altri studi. "Il dolore diffuso è comune in pazienti con RA ed è stato spesso associato con alti livelli di dolore, stanchezza e problemi di sonno, soprattutto durante il primo anno dopo la diagnosi di RA", hanno sottolineato i ricercatori, aggiungendo che la terapia immunosoppressiva non è in grado di diminuire il dolore ulteriormente in questi casi.
 
I risultati hanno anche mostrato che l’assunzione di omega-3 era più bassa nei pazienti con dolore refrattario rispetto a quelli senza di esso (0,6 ± 0,3 g / die rispetto 0,7 ± 0,4 g / die, p=0,006).
Secondo gli autori un’elevata assunzione di omega-3 può aver ridotto la sensibilizzazione centrale nel gruppo di controllo.
 
Non è stata trovata una correlazione tra acido grasso omega-6 solo e dolore refrattario o inaccettabile. Tuttavia, il rapporto omega-6 /omega-3 era significativamente associato a un aumentato rischio di entrambi i tipi di dolore.
Nell’interpretare i risultati dello studio gli autori precisano che l’omega 3 potrebbe avere azione sul dolore indipendentemente dall’infiammazione. Questo è stato supportato anche dalla mancanza di associazioni tra omega-3 e parametri infiammatori a 3 mesi di follow-up, compreso il dolore infiammatorio.
 
Il team ha suggerito diverse ragioni possibili per i risultati, tra cui il ruolo di omega-3 nella produzione di resolvine, che hanno dimostrato di sopprimere direttamente il dolore in modelli sperimentali, e l’azione neuroprotettiva svolta direttamente dagli omega-3 o la capacità di diminuire la neuro-infiammazione negli animali. I ricercatori hanno anche ipotizzato che l'interazione di omega-3 con la flora intestinale potrebbe aver influenzato i meccanismi nocicettivi.
Anche se il 19,5% dei partecipanti allo studio ha utilizzato integratori di olio di pesce e acidi grassi omega-3, i ricercatori non hanno trovato alcuna associazione tra integratori e modelli di dolore: "I nostri dati sui potenziali effetti protettivi degli acidi grassi omega-3 sul dolore non devono essere interpretati nel senso che la supplementazione può essere usata terapeuticamente per ridurre il dolore."
 
Ci sono alcune limitazioni nello studio che derivano dai dati dietetici inclusi e ricavati da questionari, dal non aver considerato tutti gli altri effetti del metotressato e infine, non si avevano informazioni sulla depressione o fattori psicologici che potrebbero essere associati con il dolore.
 
Inoltre la scala VAS si riferisce al dolore generale, non al dolore correlato alla malattia. E anche se gli autori hanno definito il dolore refrattario come non-infiammatorio, CRP inferiore a 10 mg/L potrebbe ancora indicare un certo grado di infiammazione.
 
In conclusione, dai risultati di questo studio emerge che gli acidi grassi omega 3 giocano sicuramente un ruolo protettivo sul dolore non infiammatorio ma bisogna prendere i dati con cautela, non pensando che la supplementazione con queste sostanze possa avere un’azione terapeutica.
 
Lourdudoss C. et al. Dietary Intake of Polyunsaturated Fatty Acids and Pain in spite of Inflammatory Control among Methotrexate Treated Early Rheumatoid Arthritis Patients. Arthritis Care Res (Hoboken). 2017 Mar 28. doi: 10.1002/acr.23245.
 
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