Gli anti-infiammatori non steroidei, in particolare etoricoxib, riescono a controllare i segni e i sintomi (il dolore) in pazienti affetti da artrite reumatoide già in trattamento con farmaci antireumatici biologici modificanti la malattia e/o corticosteroidi . Questo è quanto mostrato da uno studio pubblicato sulla rivista Muscoloskeletal Disorders in cui gli autori precisano che è doveroso controllare il rapporto rischio-beneficio, prima di inserire questi farmaci in uno schema terapeutico.

Una recente ricerca ha suggerito che i pazienti con artrite reumatoide (AR) possono continuare a sperimentare significativi livelli di dolore anche quando i marcatori di malattia (cioè DAS-28) sono controllati dai moderni regimi terapeutici.

Se i farmaci anti-infiammatori non steroidei (Fans) non hanno alcun ruolo additivo nell’RA oltre l'uso di farmaci antireumatici biologici modificanti la malattia (bDMARDs) e corticosteroidi (CS), allora dovrebbero essere vere le seguenti tre relazioni: (1) i pazienti con AR  in trattamento con bDMARDs e/o CS che interrompono l’assunzione di Fans dovrebbe avere lo stesso grado di sintomi rispetto a coloro che non hanno ricevuto questi co-trattamenti; (2) i soggetti in terapia con bDMARDs e/o CS dovrebbe avere lo stesso grado di risposta dopo l’aggiunta di un altro Fans; e (3) relazioni dose-risposta dovrebbe essere simile nei pazienti trattati con bDMARDs e/o CS.

Il presente lavoro ha valutato queste affermazioni attraverso analisi post-hoc  di uno studio clinico dose-risposta in cui è stato utilizzato etoricoxib, un Fans COX-2 selettivo, in pazienti affetti da AR.

L’obiettivo degli autori era quello di valutare l'effetto del background biologico dei  bDMARDs e/o CS sulla risposta ai farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS) in pazienti con artrite reumatoide.

I seguenti obiettivi di efficacia sono stati valutati utilizzando un cambio ponderato nel tempo (12 settimane) rispetto al basale.
Sono stati analizzati il dolore globale del paziente, il gonfiore delle articolazioni e la stato di salute dei legamenti e anche la salute generale attraverso vari test:  Patient Global Assessment of Pain, Swollen Joint Count, Tender Joint Count, Health Assessment Questionnaire.

Sono stati valutati I seguenti tre gruppi di trattamento: placebo, etoricoxib alle dosi 10/30/60 mg, e etoricoxib 90 mg. Sono stati analizzati i valori allo screening, dopo i flares, così come i cambiamenti dopo il trattamento.

I risultati hanno mostrato che dei 1.014 pazienti esaminati, 761 sono stati randomizzati; il 50% non avevano mai assunto bDMARDs e/o CS.
Per quanto riguarda la terapia, il 23% avevano assunto bDMARDs, il 34% CS, e l'8% sia bDMARDs che CS.
E 'stato dimostrato che i pazienti RA trattati con bDMARDs o CS avevano livelli di dolore allo screening simili ai pazienti senza questa co-somministrazione.
Questi soggetti hanno sperimentato flares al momento dell’interruzione del Fans e hanno dimostrato un miglioramento del dolore dose-dipendente con etoricoxib.
In conclusioni, questi risultati supportano l’affermazione che pazienti affetti da AR riceventi trattamento con bDMARDs o CS possono ancora richiedere l'uso concomitante di analgesici per il trattamento del dolore.

I medici dovrebbero continuare a monitorare e trattare il dolore anche dopo l'avvio di una bDMARD e/o CS.
E’ stato inoltre osservato un effetto dose risposta all’aumentare della dose di etoricoxib. Questo dato insieme agli altri suggerisce che Fans e, in particolare etoricoxib, hanno un ruolo in una strategia di trattamento multimodale per controllare i segni e i sintomi nei pazienti con RA. Tuttavia, le prescrizioni dovrebbero seguire una considerazione rischio-beneficio in base al trattamento corrente raccomandato.

Emilia Vaccaro

Kvien TK et al. Do COX-2 inhibitors provide additional pain relief and anti-inflammatory effects in patients with rheumatoid arthritis who are on biological disease-modifying anti-rheumatic drugs and/or corticosteroids? Post-hoc analyses from a randomized clinical trial with etoricoxib. BMC Musculoskelet Disord. 2015 Feb 13;16:26. doi: 10.1186/s12891-015-0468-7.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25886874