L’analgesia per infiltrazione locale (LIA) con ketorolac riduce il consumo di morfina, l’intensità di dolore associato all’intervento di artroplastica totale del ginocchio (TKA) e accelera i tempi di dimissione ospedaliera. Queste le conclusioni di uno studio pubblicato sulla rivista British Journal of Anesthesia che aggiunge informazioni su un aspetto della LIA, ovvero l’aggiunta di ketorolac alla soluzione.

L’intervento di TKA rappresenta una comune procedura chirurgica che spesso si accompagna ad insorgenza di dolore post-operatorio di entità moderata-severa.

“L’analgesia epidurale o il blocco continuo del nervi periferici sono stati impiegati fino ad ora nel trattamento del dolore post-operatorio – si legge nell’introduzione dell’articolo. – Nel corso degli ultimi anni, però, si è assistito ad un interesse crescente per le tecniche di infiltrazione delle ferite con anestetici locali per l’analgesia peri- e post-operatoria. Una modifica della tecnica di infiltrazione è rappresentata dalla LIA, sviluppata per l’analgesia dopo artroplastica totale del ginocchio (TKA) o dell’anca, che consiste nell’infiltrazione intraoperatoria di un volume elevato, spesso combinata con iniezioni postoperatorie intra-articolari a base di una miscela di ropivacaina, ketorolac ed epinefrina.”

“L’impiego intraoperatorio della LIA in associazione con la miscela o con i singoli farmaci anestetici locali che la compongono si è dimostrata efficace nell’analgesia post-intervento di TKA rispetto all’assenza di iniezioni, al blocco del nervo femorale, all’analgesia epidurale e al trattamento con placebo. – continuano gli autori. -

Un’analgesia post-operatoria adeguata con incidenza minima di effetti collaterali è condizione essenziale per la precoce mobilizzazione e il recupero fisico dei pazienti sottoposti a TKA. In letteratura vi sono dati a favore della LIA con ropivacaina, mentre gli effetti delle sostanze adiuvanti sono ancora oggetto di controversia.

Obiettivo di questo studio, pertanto, è stato quello di valutare la correttezza dell’ipotesi in base alla quale l’aggiunta di ketorolac alla LIA sarebbe in grado di migliorare in modo significativo l’analgesia dopo intervento di TKA.

A tal scopo, 60 pazienti sottoposti a TKA sono stati randomizzati al trattamento intraoperatorio con LIA (ropivacaina 300 mg ed epinefrina 0,5 mg) in combinazione con kerorolac 30 mg o placebo.
Dopo chirurgia, 8 dosi in bolo di ropivacaina 100 mg in combinazione con ketorolac 15 mg o placebo sono state somministrate ogni 6 ore mediante catetere intra-articolare. L’outcome principale dello studio era rappresentato dal consumo endovena di morfina per l’analgesia controllata dal paziente (PCA), mentre tra gli outcome secondari considerati vi erano il tempo alla prima richiesta di morfina endovena per la PCA, l’intensità del dolore percepito, l’incidenza di effetti collaterali nonché l’accelerazione dei tempi di dimissione ospedaliera.

I risultati hanno documentato come il consumo di morfina endovena per la PCA fosse inferiore nel gruppo trattato con ketorolac rispetto al gruppo di controllo, a fronte, al contrario, dell’osservazione di tempi di ricorso al primo consumo di morfina endovena per la PCA nel gruppo in trattamento attivo. Inoltre, lo studio ha documentato come il dolore post-operatorio iniziale e i tempi di dimissione ospedaliera fossero significativamente ridotti nel gruppo in trattamento con il FANS.

Nel commentare i risultati, gli autori dello studio hanno tenuto a sottolineare l’assenza di casi di infezione o di ritardata cicatrizzazione delle ferite operatorie. “Comunque – aggiungono – l’inclusione di solo 60 pazienti non ha dato allo studio quella potenza statistica necessaria per l’individuazione di eventi avversi seri (SAEs). A nostra conoscenza – continuano gli autori – non esistono pubblicazioni sulla tecnica LIA che abbiano riportato un aumento dell’incidenza di AEs dopo iniezione locale di ketorolac.”

“Inoltre, nonostante il più basso consumo di morfina osservato nel gruppo trattato con ketorolac, non è stato possibile osservare una riduzione degli AEs legati agli oppioidi quali nausea, vomito e prurito. La proporzione più elevata (anche se non statisticamente significativa) di donne nel campione dello studio, rilevata nel gruppo placebo, potrebbe spiegare le ragioni di quanto osservato, essendo noto come il sesso femminile sia più suscettibile di quello maschile ad andare incontro a nausea post-operatoria e ad emesi”.

Anderesen KV et al. Local infiltration analgesia for total knee arthroplasty: should ketorolac be added? Br J Anaesth. 2013; Aug;111(2):242-8. doi:10.1093/bja/aet030
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