Artrosi del pollice, un nuovo impianto gommoso ripristina forza e funzionalità

Nei pazienti con rizoartrosi (artrosi del pollice) un nuovo impianto simile a una caramella gommosa può alleviare il dolore, garantire un buon movimento del pollice e migliorare la forza di presa. L'intervento dura meno di un'ora e i tempi di recupero sono più brevi delle altre procedure disponibili. Il dispositivo è attualmente in fase di studio per valutarne i benefici in chi soffre di questa condizione.

Nei pazienti con rizoartrosi (artrosi del pollice) un nuovo impianto simile a una caramella gommosa può alleviare il dolore, garantire un buon movimento del pollice e migliorare la forza di presa. L’intervento dura meno di un’ora e i tempi di recupero sono più brevi delle altre procedure disponibili. Il dispositivo è attualmente in fase di studio per valutarne i benefici in chi soffre di questa condizione.

Nelle persone con rizoartrosi, la cartilagine che si trova all’interno delle piccole articolazioni della mano si consuma. Un evento che può essere particolarmente pronunciato nell'articolazione principale del pollice, situata appena sopra il polso e che consente al pollice di ruotare. Senza cartilagine, le ossa entrano in contatto provocando infiammazione e dolore.

Questa condizione comune e molto scomoda colpisce più di 20 milioni di adulti negli Stati Uniti, tra cui un quarto delle donne in post-menopausa. Nota anche come artrite basale dell'articolazione carpometacarpica (CMC), causa dolore, gonfiore, instabilità, deformità e perdita di movimento, rendendo difficile eseguire anche le operazioni più elementari come ruotare una maniglia o aprire un barattolo.

Nelle fasi iniziali può essere trattata con antidolorifici, stecche e iniezioni, ma in molti casi la malattia progredisce fino al punto in cui la cartilagine rimanente risulta essere molto poca o assente, consentendo un doloroso contatto osso-osso.

Per i pazienti in fase avanzata che hanno fallito un trattamento più conservativo le attuali opzioni chirurgiche comprendono la fusione articolare, l'artroplastica, la ricostruzione chirurgica o la sostituzione dell’articolazione.

Un cuscinetto “gommoso” tra le ossa
I ricercatori hanno avviato gli studi su un nuovo impianto, denominato Cartiva, che ritengono possa migliorare la mobilità e la forza articolare dopo una semplice procedura chirurgica che dura al massimo un’ora. Negli studi preliminari condotti in Canada e nel Regno Unito, la riduzione media del dolore dopo la procedura era del 68%, rispetto al 49% ottenuto con procedure chirurgiche molto più complesse.

I pazienti sottoposti al nuovo impianto hanno anche notato un miglioramento significativo della forza della mano, della forza di presa e della stretta.

L'impianto assomiglia a una piccola caramella gommosa e viene impiantato nell'articolazione del pollice. È costituito da un guscio di alcool polivinilico (PVA) - lo stesso delle lenti a contatto usa e getta - con all’interno una soluzione salina. È un materiale resistente ma molto elastico e si comporta in modo simile alla cartilagine. Non va a sostituire l'articolazione del pollice, ma viene inserito tra le estremità delle ossa del pollice dove funge da cuscinetto, evitando che le ossa entrino in contatto l'una con l'altra e consentendo al pollice di muoversi liberamente senza dolore.

Gli interventi alternativi
Finora i pazienti con grave artrite della mano potevano essere sottoposti a fusione articolare (artrodesi), una procedura che unisce le due ossa che rendono dolorosa l'articolazione artrosica tramite piastre metalliche, viti o fili, trasformandola in una articolazione fissa. Un'altra opzione era l'artroplastica o la sostituzione dell'articolazione. Queste procedure necessitano di tempi di recupero piuttosto lunghi, dell’ordine di mesi, riducono dolore e gonfiore ma i pazienti possono perdere la capacità di muovere il pollice liberamente.

Un'altra opzione chirurgica consiste nel rimuovere una delle ossa artrosiche alla base del pollice (trapeziectomia) che allevia il dolore e mantiene il movimento, ma la forza di presa rimane scarsa.

L'impianto del nuovo dispositivo richiede meno di un'ora e comporta un'incisione di qualche centimetro in modo da esporre l'articolazione. Viene rimossa la cartilagine danneggiata e Cartiva viene inserita alla base del pollice.

«Nel complesso i risultati sono entusiasmanti», afferma Philip Sauvé, chirurgo ortopedico presso il Queen Alexandra Hospital in Inghilterra, uno dei siti di studio. «Dopo l'intervento chirurgico i pazienti hanno meno dolore, una migliore gamma di movimento e anche un aumento della presa e della forza di presa di oltre il 100 percento. In questo modo risultano molto più agevoli attività come girare una chiave o raccogliere un oggetto tra il pollice e l'indice».

«La riabilitazione comporta l'uso di una stecca per due o quattro settimane dopo l'intervento, ma dopo sei-otto settimane i pazienti possono ricominciare a guidare l’auto. Il pieno potenziale viene raggiunto dopo sei mesi» ha aggiunto.

L’esperienza di un paziente
Uno dei primi pazienti che ne ha beneficiato è un amministratore sanitario di 55 anni di Portsmouth nel Regno Unito, che ha impiantato il dispositivo al pollice sinistro otto settimane fa e ha già ripreso a guidare.

«Avevo l'osteoartrosi, soffrivo molto e avevo grandi difficoltà ad afferrare le cose. Azioni banali come aprire un pacchetto di patatine erano impegnative. Sta avendo un grande effetto sulla mia vita», ha affermato. «Circa quattro anni fa ho subito un intervento chirurgico al pollice destro, che ha eliminato il dolore ma ha rimosso un osso alla base del pollice che ha reso la presa più debole».

Afferma che i risultati sono stati molto buoni, il dolore si è ridotto molto e il movimento del pollice è decisamente migliorato. «Ho appena avuto una sessione con un terapista che ha effettuato un test sulla forza di presa. La mia mano sinistra è già più forte della mia destra, che è la mia mano dominante. Ho persino ricominciato a guidare e usare la mia mano sinistra per cambiare marcia senza problemi».