Basta un poco di zucchero e il dolore va giù

Un recente lavoro apparso su Nature Communication ha evidenziato che il dolore cronico può essere alleviato da zollette di zucchero. Insomma l'effetto placebo riesce a far scomparire il dolore. Secondo gli autori dipende dall'anatomia e psicologia del singolo individuo. Gli scienziati hanno dimostrato di poter prevedere in modo affidabile quali pazienti con dolore cronico potranno rispondere a una pillola placebo a base di zucchero basadosi sull'anatomia cerebrale e sulle caratteristiche psicologiche dei pazienti.

Un recente lavoro apparso su Nature Communication ha evidenziato che il dolore cronico può essere alleviato da zollette di zucchero. Insomma l’effetto placebo riesce a far scomparire il dolore. Secondo gli autori dipende dall’anatomia e psicologia del singolo individuo. Gli scienziati hanno dimostrato di poter prevedere in modo affidabile quali pazienti con dolore cronico potranno rispondere a una pillola placebo a base di zucchero basadosi sull'anatomia cerebrale e sulle caratteristiche psicologiche dei pazienti.

"Il cervello di questi pazienti è già sintonizzato per rispondere", ha sottolineato l'autore senior dello studio Vania Apkarian, professore di fisiologia presso la Scuola di Medicina Feinberg della Northwestern University. "Hanno una psicologia e biologia appropriate che li mette in uno stato cognitivo per cui il solo venire a conoscenza dal medico che una determinata sostanza può avere un effetto benefico basta a migliorare il dolore”.

Secondo gli autori non bisogna ingannare il paziente ma spiegargli che quello che stanno per assumere non è un farmaco ma allo stesso tempo il loro cervello potrà rispondere in maniera positiva. Dietro tutto ciò esiste una biologia, è la risposta al placebo.

Lo studio ha arruolato circa 60 pazienti con mal di schiena cronico che sono stati randomizzati in due braccia dello studio. In un braccio, i soggetti non sapevano se avevano preso il farmaco o il placebo (zucchero).
I ricercatori non hanno studiato le persone che avevano preso il farmaco. L'altro braccio dello studio comprendeva persone che venivano in clinica ma che non ricevevano un placebo o una farmaco. Erano il gruppo di controllo.

Le persone il cui dolore diminuiva a causa della pillola di zucchero avevano un'anatomia cerebrale e tratti psicologici simili.
Il lato destro del loro cervello emotivo era più grande di quello sinistro e avevano un'area sensoriale corticale più ampia di quella che non rispondeva al placebo. I soggetti che rispondevano al trattamento con placebo erano anche emotivamente consapevoli, sensibili alle situazioni dolorose e attenti al loro ambiente.

Gli autori hanno precisato che dietro questi risultati ci sono tre potenziali vantaggi:
Prescrivere farmaci non attivi piuttosto che farmaci attivi. "È decisamente meglio dare a qualcuno un farmaco non attivo piuttosto che un farmaco attivo e ottenere lo stesso risultato", ha precisato Apkarian. "La maggior parte dei trattamenti farmacologici ha effetti avversi a lungo termine o proprietà di dipendenza: il placebo diventa un'opzione valida per il trattamento come qualsiasi altro farmaco che abbiamo sul mercato."

Secondo gli autori le sperimentazioni sui farmaci dovrebbero assumere meno persone cercando di identificare gli effetti fisiologici in modo da portare via una grande componente di rumore nello studio."
Altro aspetto importante è la riduzione dei costi sanitari. Una prescrizione di pillola di zucchero per i pazienti con dolore cronico comporterebbe un enorme risparmio sui costi per i pazienti e il sistema sanitario.

Considerando questi dati, i ricercatori hanno evidenziato che i medici che curano pazienti con dolore cronico dovrebbero seriamente considerare che alcuni otterranno una buona risposta a una pillola di zucchero come a qualsiasi altro farmaco. Questa possibilità dovrebbe essere valutata perchè apre un campo completamente nuovo."

Etienne Vachon-Presseau et al., Brain and psychological determinants of placebo pill response in chronic pain patients

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