La somministrazione intrarticolare monodose di bupivacaina è superiore al placebo nell’alleviare il dolore post-intervento al ginocchio in artroscopia. Queste le conclusioni di una metanalisi recentemente pubblicata online ahead of print sulla rivista Knee Surgery, Sports Traumatology, Arthroscopy che ne suffragano l’uso routinario in chirurgia ortopedica.

La chirurgia in artroscopia è una procedura che viene eseguita mediante piccoli incisioni cutanee per riparare danni a tessuti quali legamenti, cartilagine o tessuto osseo all’interno dell’area articolare del ginocchio.

Il dolore postoperatorio associato a questa condizione influenza il livello di attività e la soddisfazione dei pazienti ed è causa di un aumento del rischio di complicanze postoperatorie (ritardo nel recupero delle forze, prolungata rigidità del ginocchio, dolore anteriore al ginocchio). Pertanto, in controllo della sintomatologia dolorosa durante le prime fasi post-operatorie è essenziale e può influenzare positivamente la convalescenza post-chirurgica.

Gli analgesici intra-articolari – oppioidi, FANS, ketamina, clonidina, bupivacaina, levobupivacaina, zolpidem e neostigmina – sono stati utilizzati per migliorare il sollievo dal dolore e la durata e la qualità dell’analgesia dopo intervento di chirurgia del ginocchio in artroscopia.

Bupivacaina, un anestetico locale non oppiaceo, viene utilizzato spesso per l’analgesia intraarticolare in ragione del suo periodo esteso di efficacia. La presenza di dati controversi in letteratura ha sollecitato la realizzazione di questa metanalisi, avente lo scopo di valutare gli effetti sul controllo del dolore e gli eventi avversi (AEs) a seguito della somministrazione di una singola dose intrarticolare del farmaco dopo chiurgia artroscopica del ginocchio.

La ricerca sistematica di letteratura di tutti i trial clinici randomizzati che avevano utilizzato il farmaco nel dosaggio e con la modalità di somministrazione sopra menzionate è avvenuta mediante consultazione delle principali banche dati biomediche esistenti (MEDLINE, Cochrane database, EMBASE) ed ha portato all’identificazione di 23 studi, condotti su 1287 pazienti (647 allocati al gruppo di trattamento con bupivacaina e 640 al gruppo placebo), che sono stati considerati per l’analisi statistica.

L’outcome primario di interesse era rappresentato dagli effetti della singola dose intrarticolare di bupivacaina sul controllo del dolore post-operatorio. A tal riguardo, l’intensità del dolore post-chirurgico è stata misurata mediante scala VAS e tutti i punteggi ottenuti sono stati convertiti su una scala graduata da zero a 10. Tra gli outcome secondari considerati vi erano, invece, il numero di pazienti necessitante di ulteriore trattamento analgesico, il tempo richiesto per raggiungere l’analgesia e gli AEs, tra i quali la tossicità locale dell’anestetico.

I risultati della metanalisi hanno documentato, in relazione all’outcome primario (controllo del dolore post-operatorio) una riduzione statisticamente significativa del punteggio VAS relativo all’intensità del dolore percepito nel gruppo trattato con bupivacaina (differenza media pesata= -1,1; IC 95%= -1,7 - -0,5). In modo analogo è stato osservato un vantaggio statisticamente significativo sul placebo del trattamento con l’anestetico locale anche in relazione agli outcome secondari considerati quali il numero di pazienti necessitanti di trattamento analgesico ulteriore (-17%), e il tempo richiesto per il primo intervento analgesico (differenza media pesata=129,3; IC 95%= 15,4-243,1).

La metanalisi non ha rilevato, invece, l’esistenza di differenze statisticamente significative in relazione all’incidenza di AEs (RR 0,73; IC 95 %= 0,44–1,24) nel breve termine.

Nel commentarne i risultati, gli autori hanno evidenziato pregi e difetti della metanalisi.

Tra i pregi, hanno menzionato innanzitutto il fatto che tutti gli studi originali inclusi avevano un disegno randomizzato e controllato vs placebo, garanzia di comparabilità tra i due gruppi e di riduzione del rischio di bias di selezione. Inoltre, la metanalisi ha fornito un quadro complessivo degli effetti di bupivacaina intrarticolare dopo chirurgia artroscopica del ginocchio, sulla base delle evidenze in pool provenienti da 15 trial clinici randomizzati condotti in varie parti del mondo, a suggerire la generalizzabilità delle conclusioni ottenute.

Tra i limiti, invece, gli autori hanno annoverato la bassa qualità della valutazione delle reazioni avverse. La tossicità alla cartilagine, ad esempio, è un AE che necessita di un periodo di osservazione sufficientemente lungo per essere rilevato. In secondo luogo gli autori parlano di una sostanziale eterogeneità tra i trial considerati nella metanalisi, che ha costretto a limitare l’analisi ad alcuni parametri condivisi da tutti gli studi.

Wei J et al. Single-dose intra-articular bupivacaine after knee arthroscopic surgery: a meta-analysis of randomized placebo-controlled studies. Knee Surg Sports Traumatol Arthrosc 2013;  DOI 10.1007/s00167-013-2543-7
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