Buprenorfina transdermica, meno dolore e sonno migliore in caso di lombalgia cronica

Dolore
La buprenorfina transdermica migliora la qualità e i disturbi del sonno e nei pazienti con lombalgia cronica (da moderata a grave) naïve al trattamento con oppioidi e in quelli già trattati con questi farmaci. I vantaggi del sistema transdermico a base di buprenorfina sono stati evidenziati in particolare da due studi che hanno verificato l’efficacia del trattamento ottenuta entro 4 settimane e mantenuta per tutte le 12 settimane del periodo di mantenimento. Un’analisi post hoc pubblicata sulla rivista Pain Practice ha confrontato questi studi e evidenziato pro e contro del trattamento.

La lombalgia cronica è una problematica molto diffusa sia in America che in Europa, basti pensare che è la principale causa di giorni lavorativi persi. Questa patologia è anche associata a disturbi del sonno e più della metà dei pazienti affetti da low back pain cronico (CLBP) riportano di soffrire di avere il sonno disturbato che va poi a inficiare sulle performance giornaliere, sullo stato di vigilanza con conseguenze anche gravi sia in termini di salute (es. incidenti stradali) che economici.

Diversi studi hanno evidenziato che il trattamento con analgesici, soprattutto oppioidi, riduce il dolore lombare e migliora la qualità del sonno.
Come classe, gli analgesici oppioidi hanno dimostrato di essere sicuri ed efficaci nel ridurre il CLBP nel contesto di studi controllati della durata di 12 settimane.
La buprenorfina è un parziale agonisti semi-sintetico dei recettori mu degli oppioidi.

Il sistema transdermico a base di buprenorfina (BTDS) è un cerotto che eroga una dose media di 5, 10, o 20 mcg/ora di buprenorfina su 7 giorni e ha dimostrato di essere efficace, sicuro, e tollerabile in pazienti con CLBP da moderata a grave.

L'analisi post hoc riportata in questo lavoro attinge dati da due studi cardine della durata di 12 settimane, di fase III, che hanno valutato l’efficacia e la sicurezza della BTDS in pazienti con CLBP modera-grave.

Il trial I ha incluso pazienti mai trattati con oppioidi, e che sono stati trattati con BTDS a dosi di 10 mcg/ora e 20 mcg/ora nel braccio di trattamento e hanno utilizzato un controllo con placebo.
Il Trial II ha incluso pazienti già in passato trattati con oppioidi,  che sono stati trattati nello studio con BTDS 20 mcg/ora rispetto a un controllo attivo (BTDS alla dose di 5 mcg/ora).
I disegni dei due studi erano simili; entrambi hanno valutato la qualità del sonno utilizzando la scala Medical Outcomes Study Sleep Scale (MOS-SS), focalizzandosi sulla qualità del sonno quantificata attraverso l’indice Sleep Problems Index [SPI] e sui disturbi del sonno (Disturbance) come variabile di efficacia secondaria.

Date le associazioni stabilite tra dolore cronico, consumo di oppiacei, e disturbi respiratori durante il sonno, la presenza di apnea del sonno, basata sull’anamnesi riferita dal paziente, è stata valutata in entrambi gli studi.

In ogni trial, i punteggi MOS-SS sono stati confrontati tra il trattamento di destinazione e i bracci di controllo durante le 12 settimane di fase in doppio cieco.
Lo scopo della presente analisi era quello di ampliare i risultati delle due prove "rispetto al miglioramento del sonno”, dopo trattamento con BTDS e focalizzandosi prevalentemente su quanto la riduzione media del dolore impattasse sul sonno.

Per valutare la corrispondenza tra l'evoluzione del sonno e i cambiamenti del dolore nel corso dello studio, sono stati calcolati i coefficienti di correlazione di Spearman tra i cambiamenti avvenuti nei punteggi MOS-SS e nella misura media del dolore dallo screening all’endpoint.
I punteggi della scala MOS-SS sono stati raccolti da 541 pazienti (Trial I) e 441 pazienti (Trial II) pazienti prima della randomizzazione e da 369 pazienti (Trial I) e 274 pazienti (Trial II) alla settimana 12.

Nello studio I, i pazienti trattati con BTDS 10/20 avevano una migliore qualità del sonno, statisticamente più alta (vantaggio di 2,3 punti SPI) e meno disturbi del sonno (un vantaggio di 7,2 punti sul dominio Disturbance) rispetto al gruppo placebo, alla fine della fase in doppio cieco.

Analogamente, alla fine del Trial II in doppio cieco, i pazienti trattati con BTDS 20 avevano qualità del sonno  significativamente più alta (vantaggio 2,0 punti su SPI) e meno disturbi del sonno (vantaggio 6,8 punti sul dominio disturbo) rispetto al gruppo di controllo (BTDS 5).

In generale nei due trial, i pazienti in trattamento hanno mostrato un miglioramento statisticamente significativo nei punteggi SPI e nei disturbi del sonno a 12 settimane rispetto ai loro rispettivi controlli (Ps <0,05).

I miglioramenti osservati negli indici della SPI e della “Disturbance” erano statisticamente maggiori nei pazienti dei bracci di trattamento rispetto ai controlli alla settimana 4 della fase in doppio cieco.
Il significato clinico di queste differenze non è stata determinato. La riduzione del dolore prevede miglioramenti nei risultati di sonno ma gli autori non escludono che ci possa essere anche un effetto diretto della buprenorfina sul sonno anche se in generale gli oppiodi non hanno effetti diretti positivi su tale funzione.

In conclusione, la buprenorfina transdermica a dosi terapeutiche migliora la qualità e i disturbi del sonno nei soggetti con lombalgia da moderata a grave, sia in quelli naive agli oppioidi che in quelli che ne avevano già fatto uso. Il miglioramento è evidente sia rispetto a pazienti trattati con placebo che a pazienti trattati con dosi basse di BTDS (5 mcg/ora)
I vantaggi della BTDS per i risultati relativi al sonno sono emersi entro 4 settimane e sono stati mantenuti per tutto il trattamento di 12 settimane.

Emilia Vaccaro

Yarlas A. et al. Buprenorphine Transdermal System Improves Sleep Quality and Reduces Sleep Disturbance in Patients with Moderate-to-Severe Chronic Low Back Pain: Results from Two Randomized Controlled Trials. Pain Pract. 2015 Jan 20. doi: 10.1111/papr.12281.
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