Cannabis nel dolore non oncologico, uno studio australiano mette in discussione l'efficacia

Uno studio condotto dal National Drug and Alcohol Research Center e pubblicato su The Lancet Public Health sui pazienti coinvolti nello studio POINT (Pain and Opioids in Treatment) ha evidenziato che la cannabis a scopo terapeutico non mostra una grande efficacia contro il dolore non oncologico in pazienti in trattamento con oppioidi.

Uno studio condotto dal National Drug and Alcohol Research Center e pubblicato su The Lancet Public Health sui pazienti coinvolti nello studio POINT (Pain and Opioids in Treatment) ha evidenziato che la cannabis a scopo terapeutico non mostra una grande efficacia contro il dolore non oncologico in pazienti in trattamento con oppioidi.

L'interesse per l'uso di cannabis e cannabinoidi nel trattamento del dolore cronico non oncologico è in aumento, visto il loro potenziale di riduzione dei fabbisogni di dose di oppioidi.
Gli autori hanno mirato a studiare l'uso della cannabis nelle persone che soffrono di dolore cronico non oncologico a cui erano stati prescritti oppioidi, le ragioni dell'utilizzo di tale molecola e l'efficacia percepita; le associazioni tra quantità in uso di cannabis e dolore, salute mentale e uso di oppioidi; l'effetto del consumo di cannabis sulla gravità del dolore e sulle interferenze nel tempo; e potenziali effetti di risparmio dell’oppioide della cannabis.

Lo studio “The Pain and Opioids IN Treatment study”, prospettico, nazionale, osservazionale è stato condotto su persone che utilizzavano oppioidi per il dolore cronico non oncologico.

I partecipanti sono stati reclutati attraverso le farmacie di tutta l'Australia e hanno completato delle interviste di base e sono stati seguiti con interviste telefoniche o questionari auto-compilati ogni anno per 4 anni.

Ai partecipanti è stato chiesto quali erano le condizioni di dolore cronico nel corso della vita e dell'anno precedente, la durata del dolore cronico non oncologico, l'efficacia sul dolore autoriferita, se il dolore fosse neuropatico, mese di utilizzo della cannabis, numero di giorni in cui era stata usata la cannabis nell'ultimo mese, eventuale depressione attuale e disturbo d'ansia generalizzato.

Sono state anche stimate le dosi giornaliere di morfina orale equivalenti agli oppioidi. E’ stata utilizzata la regressione logistica per studiare le associazioni trasversali con frequenza di uso di cannabis e modelli a effetti misti ritardati per esaminare le associazioni temporali tra uso di cannabis e risultati.

L’intervista al basale è stata completata da 1514 partecipanti che sono stati inclusi nello studio tra il 20 agosto 2012 e il 14 aprile 2014.
L'uso di cannabis era comune, e al follow-up a 4 anni, 295 (24%) partecipanti avevano usato cannabis per il dolore. L'interesse nell'uso della cannabis per il dolore è aumentato da 364 (33%) partecipanti (al basale) a 723 (60%) partecipanti (a 4 anni).

Al follow-up di 4 anni, rispetto alle persone che non avevano utilizzato cannabis, è stato evidenziato che i partecipanti che usavano la cannabis avevano un punteggio di severità del dolore maggiore (rapporto di rischio 1.14, 95% CI 1.01-1.29, per uso di cannabis meno frequente 1.17, 1.03-1.32, per uso quotidiano o quasi giornaliero di cannabis), maggiore punteggio di interferenza del dolore (1.21, 1.09-1.35 e 1.14, 1.03-1.26), punteggi di auto-efficacia del dolore più basso (0.97, 0.96-1.00 e 0.98, 0.96-1.00) e punteggi di gravità del disturbo d'ansia generalizzato (1.07, 1.03-1.12 e 1.10, 1.06-1.15).
Non è stata trovata alcuna prova di una relazione temporale tra l'uso di cannabis e la gravità del dolore o l'interferenza del dolore, e nessuna evidenza che la cannabis comporti un uso ridotto di oppiacei prescritti o un aumento dei tassi di interruzione di oppioidi.

Come evidenziano i risultati di questo studio, l’uso di cannabis è comune nelle persone con dolore cronico non oncologico a cui sono stati prescritti oppiacei, ma non vi è alcuna prova che l’uso della cannabis apporti miglioramenti al paziente.

Le persone che hanno usato la cannabis hanno avuto un dolore maggiore e una minore autoefficacia nella gestione del dolore, ma non vi era alcuna prova che la cannabis portasse a una riduzione della gravità del dolore o delle interferenze o eserciti un effetto di risparmiatore degli oppioidi.

Poiché l'uso di cannabis a scopi medicinali sta aumentando a livello globale, è importante condurre studi clinici ampi e ben progettati, che includano persone con comorbidità complesse, per determinare l'efficacia della cannabis per il dolore cronico non oncologico.

Effect of cannabis use in people with chronic non-cancer pain prescribed opioids: findings from a 4-year prospective cohort study. Campbell G. et al., Lancet Public Health. 2018 Jul;3(7):e341-e350. doi: 10.1016/S2468-2667(18)30110-5.

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