Carenza di vitamina D in post-menopausa associata a degenerazione del disco intervertebrale e dolore lombare

Un nuovo studio dimostra che la carenza di vitamina D, il fumo, l'alto indice di massa corporea (IMC) e l'osteoporosi sono fattori di rischio per la lombalgia.áI risultati dello studio sono stati pubblicati online su Menopause, la rivista della North American Menopause Society (NAMS).

Con l’avanzare dell'età, la degenerazione dei dischi intervertebrali lombari e il conseguente dolore lombare diventano problematiche cliniche abbastanza frequenti. Colpiscono le donne più degli uomini, probabilmente a causa della diminuzione dei livelli di estrogeni durante la menopausa.

Un nuovo studio dimostra che la carenza di vitamina D, il fumo, l'alto indice di massa corporea (IMC) e l'osteoporosi sono fattori di rischio per la lombalgia.

I risultati dello studio sono stati pubblicati online su Menopause, la rivista della North American Menopause Society (NAMS).

La degenerazione del disco lombare è una comune malattia muscoloscheletrica che spesso causa mal di schiena. S
tudi precedenti hanno dimostrato l'effetto degli estrogeni sulla degenerazione del disco, il che spiega in parte perché la degenerazione sia più grave nelle donne in menopausa che negli uomini della stessa età. Oltre a concentrazioni di estrogeni più basse, la carenza di vitamina D è abbastanza comune durante il periodo post-menopausa.

La vitamina D è fondamentale per mantenere i livelli di calcio e fosforo, contribuendo a prevenire malattie ossee come il rachitismo e l'osteoporosi. Studi recenti hanno dimostrato che la carenza di vitamina D è associata al mal di schiena e che un'integrazione può alleviare questo dolore e migliorare la forza muscoloscheletrica. Ma pochi studi sono stati condotti per quanto riguarda il ruolo della vitamina D nella degenerazione della colonna vertebrale, soprattutto nelle donne in postmenopausa.

Questo nuovo studio ha valutato lo stato della vitamina D nelle donne in postmenopausa e il suo rapporto con la degenerazione del disco e il mal di schiena. Il trial ha concluso che la carenza di vitamina D è altamente prevalente nelle donne in postmenopausa e che una concentrazione sierica di vitamina D inferiore a 10 ng/mL, che indica una grave carenza, dovrebbe essere considerato un indicatore di degenerazione del disco grave e dolore lombare. Ha inoltre identificato ulteriori fattori di rischio come il fumo, l'IMC elevato e l'osteoporosi per il dolore lombare oltre alla carenza di vitamina D.

Diversi fattori preesistenti predispongono le donne a un rischio più elevato di dolore lombare moderato o grave, anche se la carenza di vitamina D è stato quello più forte (odds ratio 5,791, 95% CI 1,57-21,38, P=0,008). Ecco i dati pe rgli altri fattori di rischio considerati: fumo: O 4,18 (95% CI 1,12-19,89), osteoporosi: O 3,33 (95% CI 1,39-7,94), mancanza di supplementazione di vitamina D: O 2,85 (95% CI 1,29-6,26), moderata carenza di vitamina D (da 10 a <30 ng/mL): O 3,03 (95% CI 1,10-8,31), IMC più alto: OR 1,18 per punto (95% CI 1,06-1,32)

La grave carenza di vitamina D è stata anche legata ad un più alto grado di degenerazione del disco lombare nella parte bassa della schiena, in particolare la regione lombosacrale delle vertebre L4/L5, L5/S1 e L1/S1.

Quelli con grave carenza di vitamina D aveva anche un più alto grado di degenerazione del disco nella regione lombare superiore, ma questo dato non ha raggiunto la significatività statistica.

Lo studio
Questa analisi comprendeva i dati di 232 donne in post-menopausa che hanno frequentato il reparto di chirurgia spinale di un unico ospedale a causa di dolori lombari. Sulla base della risonanza magnetica, tutte le donne presentavano un certo grado di degenerazione del disco lombare, compresa l'ernia del disco intervertebrale, la stenosi del canale spinale o l'instabilità spinale.

I livelli sierici 25(OH)D sono stati misurati con campioni di sangue a digiuno notturno. Con un livello medio di vitamina D di 19,38 ng/mL, il 75% di questa coorte aveva una carenza di vitamina D, mentre un altro 13% era considerato gravemente carente di vitamina D. Solo il 12,5% di queste donne aveva livelli normali di vitamina D superiori a 30 ng/mL.

Tuttavia, il gruppo di Xu ha sottolineato che le associazioni tra degenerazione del disco lombare e bassi livelli di vitamina D sono stati significativi solo in quelli gravemente carenti.

"Pertanto, ipotizziamo che solo livelli estremamente bassi di vitamina D influenzino la degenerazione del disco", hanno dichiarato, e hanno suggerito che sarebbe giustificato uno studio clinico che valuti l'effetto dell'integrazione di vitamina D sulla prevenzione e il trattamento della degenerazione del disco e del dolore lombare inferiore.

"Questo studio mostra che livelli molto bassi di vitamina D sono stati collegati a una maggiore probabilità di dolore lombare da moderato a grave e di degenerazione del disco lombare più grave, forse a causa degli effetti benefici che la vitamina D ha sulla sensibilità al dolore nervoso e muscolare, sulla forza e la massa muscolare e sull'infiammazione. Anche se non tutte le donne hanno bisogno di un'integrazione di vitamina D, questo parla dell'importanza di evitare gravi stati di carenza di vitamina D", dice la Dr. Stephanie Faubion, direttore medico della The North American Menopause Society.

Xu H-W, et al "Does vitamin D status influence lumbar disc degeneration and low back pain in postmenopausal women? A retrospective single-center study" Menopause 2020; DOI: 10.1097/GME.0000000000001499.