Un recente studio inglese, che ha coinvolto le Università di Birmingham ed Oxford, ha messo in evidenza la diffusa mancanza di consapevolezza sulla cefalea da uso eccessivo di farmaci. Lo studio ha coinvolto la popolazione studentesca ed è stato pubblicato sulla rivista The Journal of Headache and Pain.

La cefalea da uso eccessivo di farmaci (in inglese Medication-overuse headache, MOH) è una forma di cefalea cronica quotidiana. La sua diagnosi è basata sulla storia di pazienti che presentano cefalea per 15 o più giorni al mese e che utilizzano trattamenti regolari per l’emicrania acuta e/o sintomatica per almeno 3 mesi.

La definizione di  “uso eccessivo” varia a seconda del farmaco in questione ed è definita in termini sia di durata del trattamento sia di numero di giorni di trattamento al mese. L’MOH può essere una condizione cronicamente invalidante e può avere un impatto maggiore sulla funzione quotidiana rispetto all’episodio di emicrania. Alcuni studi hanno mostrato una prevalenza mondiale di tale disturbo che va dallo 0,9% al 1,8%. Il riconoscimento di cefalea da uso eccessivo di farmaci è fondamentale per migliorare la disabilità nel mal di testa e la risposta con farmaci profilattici. Hagen et al. hanno identificato dei fattori di rischio per tale problema associati ad una frequenza di mal di testa di 7-14 giorni al mese.

Tutti i farmaci acuti usati per trattare il mal di testa sono in grado di causare MOH. I triptani sono i farmaci più frequentemente usati da parte dei pazienti che sviluppano MOH. I meccanismi alla base della sua insorgenza sono sconosciuti . Tuttavia, il numero di giorni senza trattamento analgesico sono più importanti nella genesi della malattia piuttosto che l' assoluta quantità di farmaco utilizzato.
Ad oggi, non c’è stata nessuna ricerca riguardo la consapevolezza dell’MOH o il potenziale educativo di strategie preventive.

In questo studio, i ricercatori hanno distribuito un sondaggio elettronico tra gli studenti universitari ed i loro contatti attraverso siti di social network.  Tale sondaggio valutava l’uso di analgesici, la consapevolezza sull’MOH, il cambiamento percepito nel comportamento in seguito ad un educazione sull’argomento e le opinioni nei confronti delle etichette di avvertimento sulle confezioni degli analgesici. Infine, i soggetti coinvolti nello studio hanno identificato la loro terminologia preferita per identificare questa patologia.

485 intervistati hanno completato il questionario (41% avevano ricevuto una training sanitario informativo), il 77% erano a conoscenza della possibilità di insorgenza dell’ MOH risultante da qualsiasi uso di analgesici per il mal di testa.

A seguito dell’ educazione sull’ MOH, 80% ha dichiarato che avrebbe ridotto il consumo di analgesici o consultato il medico; l’83% ha indicato che gli analgesici da banco dovrebbe avere scritto sulla confezione un avvertimento della possibile insorgenza di tale problema. Infine, la terminologia preferita, per indicare l’insorgenza di questa specifica cefalea, è stata “antidolorifici inducenti mal di testa”.
In conclusione, questo studio mette alla luce la mancanza di consapevolezza sulla cefalea da uso eccessivo di farmaci. E’ necessaria  una maggior educazione riguardo tale problema e maggiori informazioni sulle confezioni degli analgesici che evidenzino i rischi dovuti a antidolorifici in modo da ridurre ulteriormente la morbilità iatrogena.

James TF Lai et al. Should we educate about the risks of medication overuse headache?  The Journal of Headache and Pain 2014, 15:10 doi:10.1186/1129-2377-15-10.
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