Una metanalisi dei dati disponibili sull’impiego di un cerotto di capsaicina all’8% nel trattamento delle varie forme di dolore neuropatico, inclusa quella da nevralgia post-erpetica (PHN) e quella associata al virus HIV (HIV-AN), pubblicata online ahead-of-print sulla rivista Pain, ha confermato l’efficacia del cerotto nel trattamento delle condizioni sopra menzionate.

Lo studio assume particolare rilevanza perché ha incluso nella valutazione metanalitica sia i dati pubblicati che quelli non pubblicati negli studi clinici controllati e randomizzati vs placebo che sono serviti per l’indicazione, nella procedura di registrazione agli enti regolatori, al trattamento del dolore neuropatico.
Le opzioni di trattamento orale attualmente disponibili per il dolore neuropatico comprendono le classi farmacologiche degli antidepressivi, degli antiepilettici e degli analgesici oppiacei. Tra i trattamenti locali, invece, si possono annoverare l’impiego topico di lidocaina (in crema o mediante cerotto), l’uso di creme a basso contenuto di capsaicina  oppure di un cerotto ad elevato contenuto dell’alcaloide sopra menzionato.

“Un limite osservato dei trattamenti a base di cerotto di lidocaina o delle creme a basso contenuto di capsaicina risiede nella necessità di ricorrere a frequenti applicazioni. – scrivono gli autori nell’introduzione del lavoro – Ciò potrebbe compromettere l’aderenza e l’efficacia del trattamento.”

Il cerotto di capsaicina all’8% è un sistema transdermico avanzato che consente un rilascio efficace del principio attivo direttamente attraverso lo strato corneo della pelle. La formulazione del cerotto, infatti, consente di ridurre le dimensioni dello stesso, adattandolo alla forma e alle dimensioni dell’area da trattare minimizzando in tal modo l’esposizione ad alte concentrazioni di capsaicina, proteggendo, sia il paziente che l’operatore sanitario che applica il cerotto. Il cerotto deve rimanere applicato nella sede del dolore per 30 minuti nel caso dei piedi (ad esempio nella neuropatia associata all'infezione da HIV) e 60 minuti nelle altre sedi (ad esempio nella nevralgia posterpetica).

Il cerotto ha avuto recentemente negli USA l’approvazione al trattamento del dolore causato da PHN, mentre nell’UE è indicato nel trattamento del dolore neuropatico periferico (fatta eccezione per i diabetici).

“Le metanalisi rappresentano degli utili strumenti per determinare l’efficacia di un farmaco in studi diversi, nonostante le differenze tra gli stessi in relazione, per esempio, al disegno e agli endpoint considerati. – continuano gli autori.”  Inoltre, questo strumento consente di avere ulteriori vantaggi quali:
•    l’identificazione di bias non evidenti negli studi individuali
•    l’aumento di potenza statistica per identificare effetti altrimenti non rilevabili in sottopopolazioni di pazienti relativamente piccole
•    la generalizzazione di risultati  in popolazioni più ampie di quelle degli studi individuali
•    la determinazione dell’effetto delle caratteristiche del disegno dello studio sull’efficacia di un trattamento o di un intervento.

Su questi presupposti è stata condotta una metanalisi che ha utilizzato i dati individuali dei pazienti provenienti da 7 trial randomizzati e controllati sull’impiego di capsaicina e trattati con le dosi appropriate del cerotto a base di capsaicina 8% o con cerotto a base di una dose più bassa dell’alcaloide (capsaicina 0,04% - gruppo di controllo).
I pazienti considerati sono stati 1458. Di questi, 1120 erano affetti da PHN e 338 da HIV-AN.

Gli autori insistono nell’introduzione sull’impiego nella loro metanalisi dei dati individuali dei singoli pazienti: “Questo tipo di metanalisi, che consiste nel mettere insieme i dati di ciascun paziente preso individualmente allo scopo di analizzare il medesimo endpoint per tutti i pazienti, come se tutti i pazienti facessero parte di un unico grande studio, potrebbe essere più accurato della tipica metanalisi condotta utilizzando i dati a livello del singolo studio. In quest’ultimo caso si calcola l’endpoint per ciascuno studio incluso in metanalisi per poi calcolare l’endpoint combinato, previo aggiustamento dei dati in base alla dimensione numerica del singolo studio considerato.”

L’endpoint primario di efficacia era costituito dalla variazione percentuale di efficacia dal basale a 2-12 settimane sul punteggio espressione del dolore percepito su una scala numerica a 10 punti. Su questi valori è stata calcolata la differenza tra i gruppi di trattamento. Altro endpoint considerato è stato quello della proporzione di soggetti “responders” al trattamento, definiti come i pazienti con una riduzione percentuale del punteggio espressione del dolore percepito uguale o maggiore del 30% durante un periodo compreso da 2 a 12 settimane.

I risultati hanno documentato una differenza statisticamente significativa tra gruppi relativamente all’endpoint primario di efficacia pari all’8% a favore del trattamento con il cerotto di capsaicina 8%.

Il vantaggio del trattamento con cerotto di capsaicina 8% è stato dimostrato sia nei pazienti con PHN che in quelli con HIV-AN sia relativamente all’endpoint primario che per l’endpoint della proporzione di “responders” al trattamento. Nei pazienti con PHN, inoltre, il vantaggio del trattamento con cerotto di capsaicina 8% è emerso anche per l’endpoint secondario della proporzione di pazienti responders al trattamento con riduzione dell’intensità del dolore percepito uguale o maggiore del 50%.

Nel commentare i risultati della metanalisi, gli autori dello studio sottolineano come i dati abbiano documentato l’efficacia del cerotto di capsaicina 8% nel trattamento del dolore associato a HIV-AN, nonostante le conclusioni di due degli studi inclusi nella metanalisi (che ne comprendeva sette) avessero risultati opposti. Questo prodotto è l’unico approvato per il dolore neuropatico ad essersi rivelato efficace per l’HIV-AN (condizione per la quale non è ancora indicato negli USA).

Mou J et al. Efficacy of Qutenza® (Capsaicin) 8% Patch for Neuropathic Pain: A Meta-Analysis of the Qutenza Clinical Trials Database. PAIN (2013),  doi:
http://dx.doi.org/10.1016/j.pain.2013.04.044

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