Chi è più sensibile al dolore, i bambini o le bambine?

Secondo uno studio americano pubblicato sulla rivista Journal of Pediatric Psychology che ha riportato i dati di un questionario rivolto alla popolazione, i bambini soffrirebbero per un determinato dolore fisico più delle bambine. Sembrerebbe quindi che il "sentire" il dolore sia una questione legata al sesso.

Secondo uno studio americano pubblicato sulla rivista Journal of Pediatric Psychology che ha riportato i dati di un questionario rivolto alla popolazione, i bambini soffrirebbero per un determinato dolore fisico più delle bambine. Sembrerebbe quindi che il “sentire” il dolore sia una questione legata al sesso.

La valutazione accurata del dolore è fondamentale per la diagnosi e il trattamento in ambito sanitario, specialmente in pediatria. Tuttavia, pochi studi hanno esaminato potenziali pregiudizi nelle valutazioni degli osservatori adulti sul dolore dei bambini.

Un lavoro del 2014 di Cohen, Cobb e Martin (Gender biases in adult ratings of pediatric pain. Children's Health Care, 43, 87-95) ha riportato che i partecipanti adulti avevano valutato un bambino sottoposto a una procedura medica sentendo come più sensibile al dolore quando il bambino era descritto come un ragazzo rispetto a una ragazza, suggerendo un possibile pregiudizio di genere.

Per confermare, chiarire ed estendere questo risultato, è stata condotta una replica di questo studio, una sorta di follow-up che esamina il ruolo di espliciti stereotipi di genere nel dare forma a tali giudizi.

I ricercatori attribuiscono questo declassamento del dolore delle ragazze e/o l'aggravamento del dolore dei ragazzi a miti culturalmente radicati, e scientificamente non provati, come "i ragazzi sono più stoici" o "le ragazze sono più emotive".

Il lavoro è stato svolto nel seguente modo. Un campione eterogeneo di adulti americani ha guardato lo stesso video di un bambino di 5 anni che riceveva una puntura su un dito durante una visita medica di controllo; in seguito i ricercatori hanno chiesto agli adulti di valutare quanto dolore pensassero che stesse vivendo il bambino.

I partecipanti allo studio erano divisi in due gruppi pur guardando lo stesso video. Un gruppo era a conoscenza del fatto che il bambino si chiamasse Samuel, e quindi fosse un maschietto e mentre l’altro gruppo sapeva che nel video vi era una bimba, Samantha.
Il risultato ha evidenziato che a provare più dolore era Samuel rispetto a Samantha.

Questa nuova ricerca sostiene quindi gli studi condotti sulla stereotipizzazione di genere, ma è solo il secondo del suo genere a portare queste domande a livello pediatrico.

"Speriamo davvero che questi risultati portino a ulteriori indagini sul ruolo potenziale dei pregiudizi nella valutazione del dolore e nell'assistenza sanitaria più in generale", ha sottolineato Joshua Monrad, secondo autore dello studio.

Come hanno concluso gli autori del lavoro: "se i fenomeni che abbiamo osservato nei nostri studi si generalizzano ad altri contesti, avranno importanti implicazioni per la diagnosi e il trattamento. Qualsiasi pregiudizio nei giudizi sul dolore sarebbe estremamente importante perché può esacerbare l'iniqua fornitura di assistenza sanitaria ".

Earp BD et al., Gender Bias in Pediatric Pain Assessment. J Pediatr Psychol. 2019 Jan 4. doi: 10.1093/jpepsy/jsy104.

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/30615163