Dolore

Cioccolato fondente fa camminare di pił chi ha malattia arteriosa periferica

Poco dopo aver mangiato l'equivalente di una piccola barretta di cioccolato fondente, ma non al latte, i pazienti con malattia arteriosa periferica (PAD), da moderata a grave, riescono a camminare per un tragitto più lungo e un tempo maggiore su un tapis roulant, prima di doversi fermare a causa del dolore.

Questo risultato è stato ottenuto da un gruppo di ricercatori italiani e pubblicato sulla rivista Journal of American Health Association  (1).

La malattia arteriosa periferica, o vasculopatia periferica, è una malattia che colpisce le arterie degli arti, in particolare delle gambe. E’ un disturbo che origina in genere in seguito alla formazione di depositi di grasso, le placche, sulle pareti delle arterie che portano il sangue alle gambe. Le arterie pian piano si restringono sempre di più fino a che il sangue non riesce più a scorrere liberamente.

Questa patologia è accompagnata da dolore mentre si cammina che scompare nei momenti di riposo (claudicatio intermittens); il flusso di sangue agli arti è alterato durante l'esercizio, probabilmente in parte dovuto alla ridotta produzione di ossido nitrico e allo stress ossidativo. I pazienti avvertono debolezza, intorpidimento o crampi nei muscoli a causa della diminuzione del flusso sanguigno.

Come ha dichiarato il dr. Lorenzo Loffredo, professore assistente presso la Clinica Medica dell'Università la Sapienza di Roma e autore del lavoro, a Pharmastar: “La vasculopatia periferica è una patologia molto diffusa, ne è colpito il 15-20% della popolazione sopra i 65 anni. Si presenta anche in pazienti giovani, soprattutto se forti fumatori perché il fumo è uno dei fattori di rischio più importanti nel determinare la formazione di placche a livello vascolare. E’ un disturbo caratterizzato da un alto tasso di eventi cardiovascolari ischemici, sia a livello cardiaco che a livello cerebrale e spesso non viene diagnosticato perché non in tutti i casi si manifesta la claudicatio. Quando quest’ultima è assente, infatti, l’unica arma che abbiamo per fare diagnosi di vasculopatia periferica è l’indice gamba-braccio che abbiamo utilizzato anche in questo studio.

Le placche si formano a livello di arti inferiori, ma essendo l’aterosclerosi un processo sistemico, queste placche si saranno formate sicuramente anche a livello di coronarie e quindi di vasi cerebrali. Ecco perché questi pazienti hanno un alto tasso di sviluppare processi ischemici”.
In generale, in questi casi i medici consigliano di fare una regolare attività fisica, smettere di fumare e moderare il consumo di grassi e sale nell’alimentazione. Nei casi più seri si ricorre al trattamento farmacologico e anche all’intervento chirurgico (2).

La ricerca suggerisce che i polifenoli presenti nel cioccolato fondente possono migliorare la circolazione nei pazienti con PAD, ma sono necessari ulteriori studi di conferma. Ad affermare questo sono gli stessi autori del lavoro. Due ore dopo aver mangiato il cioccolato, i pazienti con PAD camminano una media dell’ 11% più lontano e il 15%  in più come tempo rispetto a quando essi non mangiano il cioccolato.

Gli autori hanno sottolineato anche che :"la PAD è caratterizzata da portata ridotta agli arti, e finora non ci sono farmaci che migliorano il flusso di sangue, ma il cioccolato fondente potrebbe potenzialmente farlo." Tuttavia, "questo è solo uno studio pilota", hanno sottolineato. D'altra parte, "se i risultati del nostro studio saranno confermati da studi futuri sull'ingestione cronica di polifenoli, ciò potrebbe aprire nuove strategie terapeutiche utilizzando una sostanza naturale”.
I polifenoli, contenuti nella fava del cacao e conservati in percentuali varie nel cioccolato, riescono a dilatare le arterie riducendo lo stress ossidativo e l'incremento della produzione di ossido nitrico.
I ricercatori hanno ipotizzato che i pazienti con PAD potessero camminare più lontano e più a lungo prima di manifestare crampi alle gambe, se prima ingerivano del cacao.

Per avvalorare la loro ipotesi, hanno reclutato 20 pazienti, 14 uomini e 6 donne, che erano nello stadio Fontaine IIb della PAD, nel senso che lamentavano dolore alle gambe quando camminavano meno di 200 m, circa la metà della lunghezza di un campo di football americano. I pazienti avevano tra i 60 e i 78 anni.
In questo studio crossover, i pazienti sono stati randomizzati a ricevere 40 g (circa 200 calorie) di cioccolato fondente (> 85% di cacao) o cioccolato al latte (<35% di cacao).

I  pazienti venivano sottoposti a prelievo di sangue la mattina presto per analizzare lo stress ossidativo e altre variabili. Un'ora più tardi, venivano sottoposti al test della camminata con tapis roulant, e poi mezz'ora dopo assumevano 40 g di cioccolato. Due ore dopo aver mangiato il cioccolato, venivano sottoposti ad altri esami del sangue e a un secondo test del tapis roulant.

I risultati hanno mostrato che, dopo aver mangiato cioccolato fondente, i pazienti camminavano, in media, quasi 12 m (39 ft) più lontano e circa 17 secondi più a lungo rispetto alle distanze e ai tempi ottenuti senza mangiare cioccolato. Mangiare cioccolato al latte non ha migliorato né i tempi e né le distanze.

Nel lavoro i ricercatori hanno sottolineato che: "Il diverso effetto generato dal cioccolato fondente e da quello al latte sull'autonomia nel camminare supporta l'ipotesi che il contenuto di polifenoli possa essere responsabile di questo effetto, perché il cioccolato fondente è ricco di polifenoli rispetto al cioccolato al latte, ma non è detto che non ci siano altre sostanze presenti nel cioccolato fondente che possano generare questo effetto, è tutto da dimostrare”.
Dopo che i partecipanti avevano mangiato cioccolato fondente, i loro livelli di ossido nitrico nel siero risultavano aumentati, la funzione arteriosa endoteliale migliorata, e le misure biochimiche di stress ossidativo erano diminuite.

Il dr. Loffredo ha sottolineato: “Nel nostro studio abbiamo osservato una riduzione marcata dello stress ossidativo che è un fenomeno molto importante in pazienti con PAD perché va ad annullare l’ossido nitrico che ha azione vasodilatatoria e agisce anche come antiossidante; pertanto nei pazienti che avevano assunto cioccolato fondente abbiamo osservato una riduzione dell’attività dell’enzima più importante implicato nella produzione dello stress ossidativo, la NADPH ossidasi. Si aveva, quindi, riduzione dello stress ossidativo e conseguente maggiore concentrazione di ossido nitrico che con la sua azione vasodilatatoria andava ad aumentare l’autonomia di marcia dei pazienti.”

I risultati non sono ancora trasferibili alla pratica clinica, dato che questo è stato un piccolo studio che mancava di un gruppo placebo, e l'effetto a lungo termine sul PAD in un piccolo pezzo di cioccolato fondente è sconosciuta.

Il dr Mark Creager, portavoce dell’American Heart Association (Brigham and Women Hospital e della Harvard Medical School, Boston, MA) , ha dichiarato in un comunicato:  "Altre indagini hanno dimostrato che i polifenoli, compresi quelli del cioccolato fondente, possono migliorare la funzione dei vasi sanguigni, ma questo studio è estremamente preliminare, e penso che bisogna essere cauti nell'interpretare i risultati”. Ad esempio, dopo i promettenti dati iniziali, gli antiossidanti vitamina C e vitamina E non hanno migliorato la salute cardiovascolare.”

Inoltre, il cioccolato è ricco di calorie, zuccheri e grassi. Una tipica tavoletta di cioccolato americano fornisce 94 calorie dallo zucchero (24 g) e 8 g di grassi saturi, secondo quanto dichiarato dall’ AHA. L'AHA raccomanda di non superare un consumo giornaliero di zucchero di 150 calorie (9 cucchiaini) per gli uomini o 100 calorie (6 cucchiaini) per le donne, e il consumo di grassi saturi non dovrebbe essere superiore al 5%-6% delle calorie giornaliere. Chiodi di garofano, menta piperita essiccata, semi di sedano, capperi e nocciole sono a basso contenuto di calorie e grassi e ad alto contenuto di polifenoli ma non sappiamo se hanno lo stesso effetto del cioccolato fondente a livello di stress ossidativo.

Come ha sottolineato il dr. Loffredo: “il nostro studio è uno studio in acuto per valutare un potenziale beneficio dei polifenoli in una patologia come la vasculopatia periferica verso la quale non abbiamo molte armi a disposizione per aumentare l’autonomia di marcia di questi pazienti. Sappiamo che il cioccolato può diminuire la pressione arteriosa, migliorare l’azione dell’insulina e quindi può essere paradossalmente utile anche nel soggetto diabetico e può diminuire anche il colesterolo. Ovviamente se ingeriamo tutti i giorni 40 gr di cioccolato, ciò rappresenta un eccesso calorico, parliamo di circa 200 calorie. Bisogna quindi bilanciare questo introito. Studi futuri in cronico valuteranno l’effetto del cioccolato ma fornendo ai pazienti una dieta che bilancerà l’apporto calorico. Solo così riusciremo a valutare se l’effetto visto in acuto si mantiene anche nelle situazioni di utilizzo cronico.”

Emilia Vaccaro

1.    Loffredo L, et al. Dark chocolate acutely improves walking autonomy in patients with peripheral artery disease. J Am Heart Assoc 2014; DOI:10.1161/JAHA.114.001072. Available at: http://jaha.ahajournals.org.

2.    http://www.agenziafarmaco.gov.it/wscs_render_attachment_by_id/111.33520.1150359126317a595.pdf?id=111.33123.1150358840073

SEZIONE DOWNLOAD