Come predire il rischio di dolore intenso da cancro, ci aiuta uno studio italiano

Dolore
Il dolore intenso da cancro (BTP) rappresenta una condizione clinica pertinente con un impatto negativo sulla qualità di vita del paziente. Un certo numero di fattori sono in grado di influenzare lo sviluppo e le caratteristiche del BTP, in particolare per quanto riguarda il decorso della malattia e l'ambiente di cura. Queste informazioni possono aiutare a stratificazione i pazienti o predire il rischio di sviluppare BTP, con caratteristiche specifiche, in studi futuri.

Questo è quanto riportato in un articolo pubblicato sulla rivista Clinical Pain in cui gli autori, tutti esperti italiani, hanno effettuato anche una valutazione sistematica delle tipologie di BTP che può anche aiutare a stabilire il trattamento farmacologico più appropriato.

Lo studio denominato IOPS (Italian Oncological Pain Survey) ha interessato 5 unità di cure palliative (PCU), 7 centri di oncologia (ONC), e 9 cliniche ambulatoriali sul dolore (OPC). E’ stato un vero e proprio sondaggio multicentrico che ha coinvolto i maggiori esperti nazionali della materia tra cui il prof. Sebastiano Mercadante del Centro Oncologico la Maddalena di Palermo.
Lo studio è stato dedicato al prof. Antonio Gatti che ha lavorato per anni nella terapia del dolore presso l’Università Tor Vergata di Roma, coinvolto nella stesura della legge 38 del 2010, nel presente studio e scomparso nel 2013 mentre era impegnato nel suo lavoro di medico.

Nei pazienti con cancro il dolore è un sintomo molto frequente. Nonostante ci siano trattamenti di tipo analgesico per mantenere la situazione sotto controllo durante la giornata, ci sono persone in cui si sviluppa un dolore intenso, che arriva in maniera veloce e violenta e che viene definito dolore intenso da cancro o anche breakthrought cancer pain (BTP). La sua frequenza varia dal 40 all’80% dei pazienti con dolore.

Il BTP è stato recentemente maggiormente caratterizzato attraverso un algoritmo diagnostico.
Questo è di fondamentale importanza per impostare prospetticamente l'adozione di un percorso diagnostico chiaro e sviluppare grandi programmi di ricerca per la valutazione di questa tipologia di dolore.

In linea con la legge 38 del 2010 secondo la quale il dolore deve essere registrato in cartella clinica, un gruppo di esperti italiani ha istituito un osservatorio nazionale che si è occupato di caratterizzare il BTP in un gran numero di pazienti.

E’ stato realizzato uno studio multicentrico che ha anche analizzato i vari fattori collegati allo sviluppo del BTP. Un altro scopo dello studio è stato quello di raccogliere informazioni sulla diagnosi e la gestione dei pazienti con BTP (intensità di questo dolore, predicibilità, tempo di insorgenza) e la soddisfazione derivante dal trattamento.

Lo studio è stato proposto da un gruppo di esperti di 27 centri italiani rappresentativi di diverse impostazioni di trattamento del dolore da cancro, e 21 centri hanno accettato di partecipare.
La prima parte del questionario era volta ad individuare caratteristiche locoregionali del tumore primario e delle metastasi, il momento della diagnosi, e la valutazione secondo la scala di Karnofsky ( che ha lo scopo quello di stimare la prognosi, definire lo scopo delle terapie e determinarne la pianificazione).

La seconda parte del questionario era incentrata sul dolore di fondo e serviva a confermare che il dolore basale era ben controllato.
In questa parte del questionario, i pazienti sono stati invitati a caratterizzare il loro dolore di fondo secondo i meccanismi (nocicettivo, neuropatico, e misto), la durata, l’intensità, il luogo del dolore, il trattamento analgesico e il dosaggio, e ogni terapia adiuvante, nonché il tempo d’azione dell’analgesico.

La valutazione dei meccanismi del dolore è stata basata sulla storia clinica, esame fisico ed esami per immagini.

Sono stati arruolati 1.412 pazienti affetti da cancro. Il 53,9% erano maschi e l'età media era di 63,7±13,1 anni.

I risultati del survey hanno mostrato che l'intensità media del dolore di fondo era 2,8 ± 0,73. I pazienti hanno riferito 2,4 ± 1,1 episodi/giorno di BTP con una intensità media di 7,37±1,28.
L’80,6% dei pazienti ha riferito che il BTP ha avuto un significativo impatto negativo in tutti i giorni di vita. La maggior parte dei pazienti ha riportato una rapida insorgenza di BTP, che era prevedibile nel 50,7% dei casi, mentre BTP con insorgenza graduale (> 10 min) era meno prevedibile (29%) (p=0,001). I pazienti afferenti alle Unità di CP erano più anziani, avevano livelli più bassi di Karnofsky, un numero inferiore di episodi di BTP/giorno, una lenta insorgenza di BTP che erano anche meno prevedibili.
La diagnosi di cancro veniva effettuata con una media di 23,5 mesi (SD ± 32.8) prima della valutazione.

La durata media del dolore di fondo era di 3,5 mesi (SD ± 3,5), e la durata media di ogni trattamento analgesico era di 2,5 mesi (SD ± 3). Episodi di BTP iniziavano una media di 2,2 mesi (SD ± 1,9) prima della valutazione. Caratteristiche dei BTP sono risultate influenzate dal decorso della malattia, così come la durata del dolore di fondo e l'inizio dei BTP. La maggior parte dei pazienti assumevano oppioidi a rapida insorgenza ed erano soddisfatti del trattamento.

La diagnosi di BTP era prevalentemente effettuata da medici delle unità ONC e OPC.

In conclusione, questa indagine effettuata da esperti dell’ Italian observatory expert review group, ha confermato che il BTP rappresenta una condizione clinica pertinente con un impatto negativo sulla qualità di vita del paziente. BTP è stato rilevato in tutti i contesti coinvolti. Un certo numero di fattori sono associati con il BTP e sono stati valutati anche fattori che riguardano il decorso della malattia e l'impostazione delle cure. Queste informazioni potranno aiutare a stratificare i pazienti o predire il rischio di sviluppo di BTP con caratteristiche specifiche.

Emilia Vaccaro

Mercadante S. et al. Italian Oncological Pain Survey (IOPS): A Multicentre Italian Study of Breakthrough Pain Performed in Different Settings. Clin J Pain. 2015 Mar;31(3):214-21.
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