Dolore

Consumo di oppiacei, i numeri dal Rapporto al Parlamento sulla legge 38

L’art. 11 della Legge del 15 marzo 2010, n. 38 “Disposizioni per garantire l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore” prevede che il Ministro della Salute presenti ogni anno una relazione al Parlamento sullo stato di attuazione dello sviluppo delle reti di assistenza in cure palliative e terapia del dolore. E’ evidente, per il triennio 2012-2014, un incremento del consumo di farmaci oppioidi che non vengono più distinti in deboli e forti. Per gli antinfiammatori non steroidei si conferma un utilizzo elevato, ma costante negli anni, di diclofenac, ibuprofene, e ketoprofene, seguiti dal etoricoxib (quest’ultimo in lieve aumento).

Il rapporto al parlamento sullo stato di avanzamento dell’applicazione della legge 38 viene pubblicato ogni anno e dettaglia tra l’altro anche il consumo di farmaci analgesici in Italia.

In base ai disposti di legge, infatti,  il Ministero provvede a monitorare i dati relativi alla prescrizione e all'utilizzazione di farmaci nella terapia del dolore, e in particolare dei farmaci analgesici oppiacei.

La tracciabilità riguarda tutti i farmaci acquistati delle diverse strutture presenti sul territorio nazionale, indipendentemente dalla modalità di erogazione e dispensazione (consumo ospedaliero, distribuzione diretta, farmaceutica convenzionata, sia a carico del SSN che acquisto privato).

L’analisi dei dati relativi al consumo di oppioidi evidenzia un trend di spesa generale in aumento. Dai dati riportati nel rapporto è chiaro che la morfina non ha subito un aumento di spesa dal 2013 al 2014 e anche l’idromorfone che anzi subisce un calo. In calo anche l’utilizzo della buprenorfina e del tramadolo.

E’, invece, evidente la crescita dell’ossicodone da solo o in associazione, del fentanyl e dell’associazione paracetamolo/tramadolo. Spicca inoltre la forte crescita del tapentadolo che è passato dalle 492.419 unità del 2013 alle 999.497 del 2014 e del Ossicodone (plausibilmente in associazione al naloxone) che passa dalle 1.228.457 unità del 2013 alle 1.920.784 del 2014.

Cio’ è in linea con quanto riportato nel rapporto Osmed relativo al periodo gennaio-settembre 2014. Nello specifico, della categoria dei farmaci antidolorifici ad azione centrale il rapporto recita: “si registrano rilevanti incrementi del consumo rispetto al 2013, sia degli alcaloidi naturali dell’oppio (morfina, idromorfone, oxicodone e codeina in associazione), sia degli altri oppiacei (tramadolo e tapentadolo). Tapentadolo e ossicodone in associazione e fentanyl si collocano tra i primi trenta principi attivi a maggior variazione di spesa convenzionata rispetto al 2013 con un incremento rispettivamente del +38.5%, +27.1,%, +7.5%."

Per quanto riguarda la combinazione paracetamolo/codeina rimane sempre il farmaco più utilizzato  come analgesico (considerato nella categoria oppioidi in generale non solo deboli) con le sue 6.441.522 unità.

I dati regionali della spesa per farmaci oppioidi evidenziano un aumentato generalizzato in tutto il territorio nazionale. In alcune regioni, quali Calabria, Campania,  Valle d’Aosta, Lombardia, P.A. di Trento, Lazio, Marche, Molise, Puglia e Sardegna la percentuale di crescita della spesa nel triennio 2012 – 2014 supera il 30%. L’incremento totale della spesa farmaceutica per la spesa regionale dal 2012 al 2014 si attesta intorno al 26%

Per quanto concerne tutti gli altri farmaci anti-dolorifici (gli esperti del Ministero hanno considerato in questa categoria anti-infiammatori non steroidei, ansiolitici, anti-depressivi, anti-epilettici, ecc.) il consumo di tali farmaci nel corso del triennio 2012-2014 ha evidenziato un utilizzo elevato di diclofenac, ibuprofene, e ketoprofene, seguiti dal etoricoxib.

Per la maggior parte dei Fans considerati nell’analisi è chiaro un consumo costante negli anni, con alcune diminuzioni particolarmente significative come il caso del nandrolone che ha subito un calo del 49%. In crescita troviamo etoricoxib, pregabalin ma anche oxibato, metilfenidato, diidrocodone/acido benzoico (questi ultimi in genere utilizzati rispettivamente per disturbi del sonno, disturbi dell’attenzione e iperattività del bambino e contro la tosse persistente). Metilfenidato può essere anche impiegato per trattare sintomi di traumi cranici e i sintomi diurni di stanchezza indotti dalla narcolessia, e nel trattamento della sindrome da affaticamento cronico.

Tra i Fans sono stati considerati anche i bifosfonati, precisamente l’acido alendronico e l’acido risedronico, che hanno visto un consumo costante nel tempo. Stessa cosa per il consumo di farmaci anti-epilettici (carbamazepina, clonazepam) e barbiturici (fenobarbital); inoltre si è osservato un incremento significativo del consumo di pregabalin.

La spesa regionale per i farmaci analgesici non oppioidi mostra un trend con un aumento contenuto dal 2012 al 2014. Le regioni che presentano una maggiore spesa nel triennio sono la Lombardia e la Campania; l’unica regione che presenta una diminuzione della spesa nel triennio in esame è la regione Emilia-Romagna.

In conclusione, come ha dichiarato il dott. Marco Spizzichino Direttore Ufficio XI Cure Palliative e Terapia del Dolore che si è occupato della stesura del rapporto: “Dall’analisi effettuata permane un trend di crescita positiva nell’utilizzo dei farmaci analgesici senza riscontro di abuso anche per l’utilizzo degli oppioidi”. L’utilizzo di questi ultimi si conferma in continuo trend di crescita mentre i Fans, il cui utilizzo rimane elevato, hanno subito una battuta di arresto nell’ ultimo triennio.

Emilia Vaccaro

Ministero della Salute-Direzione Generale della Programmazione Sanitaria. Rapporto al Parlamento sullo stato di attuazione della Legge n. 38 del 15 marzo 2010. "Disposizioni per garantire l'accesso alle cure palliative e "Disposizioni per garantire l'accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore” ANNO 2015. Osservatorio nazionale sull’impiego dei medicinali. L’uso dei farmaci in Italia. Rapporto Nazionale gennaio-settembre 2014

SEZIONE DOWNLOAD