Costipazione da oppioidi, depositata all'Fda la domanda per naloxegol

Dolore
Secondo quanto riporta la testata specializzata PharmaTimes, facendo riferimento alla dichiarazione di un responsabile di AstraZeneca, il colosso britannico avrebbe depositato all’Fda la domanda di registrazione per naloxegol chiedendone l’indicazione per la costipazione indotta da oppiodi.

Naloxegol E' un antagonista periferico dei recettori mu-oppioidi (PAMORA), in pazienti con dolore non oncologico e costipazione indotta dagli oppioidi. Il farmaco, che sfrutta la tecnologia della PEGilazione, è disponibile in compresse da 25 mg. attive con somministrazione once a day. La PEGilazione è il processo di legame covalente della catena polimerica del Glicole polietilenico (PEG) ad un'altra molecola, normalmente un farmaco o una proteina terapeutica.

Costipazione da oppiodi Gli oppioidi sono tra gli analgesici più usati per il trattamento dei pazienti con dolore cronico moderato-severo; tuttavia, benché siano molto efficaci, l'uso di questi farmaci è associato allo sviluppo della cosiddetta Opioid Bowel Disfunction (OBD).

Le disfunzioni intestinali indotte da oppiacei includono una serie di sintomi; tra questi, la costipazione è l'effetto collaterale più frequentemente riportato dai pazienti che ricevono una terapia cronica con oppioidi e l'unico a rimanere inalterato per tutta la durata della cura. In alcuni casi, può essere cosi marcata da indurre i pazienti ad optare per l'interruzione della terapia, con conseguente aumento dell'intensità del dolore e peggioramento della qualità di vita.

Ad oggi non esistono molte terapie specifiche per il disturbo. Dal 2008 in Europa è approvata un'associazione precostituita di ossicodone, da anni la molecola più utilizzata al mondo per il trattamento del dolore cronico, e naloxone, antagonista degli oppioidi che, se somministrato per via orale, è in grado di impedire il legame dell’agonista con i recettori mu intestinali, contrastando l’insorgenza della costipazione,

Nel 2009, AstraZeneca ha ottenuto il farmaco in licenza da Nektar Therapeutics. L’accordo prevede che al momento dell’accettazione del filing (quindi quando l’agenzia americana avrà verificato la congruità del dossier e cioè prima della sua eventuale approvazione) Nektar riceva da AstraZeneca un pagamento $70 milioni. La stessa cosa riferita all’Ema, alla quale Astra ha depositato il dossier nel mese di agosto, farà scattare un pagamento di altri $25 milioni. L’Europa, nei farmaci, vale molto meno degli Usa e le aziende lo sanno bene.


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