In uno studio pubblicato sul fascicolo di gennaio della rivista BJU International, il primo ad aver determinato l’incidenza del dolore severo dopo rimozione di stent ureterale, una equipe di ricercatori USA ha dimostrato come una singola dose di rofecoxib, somministrata prima dell’intervento, sia in grado di prevenire il dolore post-operatorio in un numero significativo di pazienti, rappresentando un metodo semplice ed efficace per la prevenzione di questa complicanza.

Gli stent ureterali sono utilizzati per molte procedure urologiche e sono causa primaria di morbilità, con più di 8 pazienti su 10 che sperimentano un dolore che condiziona lo svolgimento delle loro comuni attività quotidiane. La rimozione di questi stent può essere seguita da dolore di intensità severa paragonabile a quello percepito nelle coliche renali. Ciò richiede il ricorso di misure ulteriori, quali la riospedalizzazione, l’impiego di narcotici per via endovenosa e l’esecuzione di un intervento di sostituzione dello stent. I FANS rappresentano un trattamento comune di documentata efficacia per le coliche renali: grazie alla loro inibizione delle ciclossigenasi, questi farmaci sono in grado di ridurre il dolore associato alle coliche mediante riduzione della contrattilità ureterale e dello stato infiammatorio.

Con queste premesse, gli autori del nuovo studio hanno messo a punto un trial randomizzato in doppio cieco, randomizzato, controllato vs placebo, per determinare l’incidenza del dolore severo dopo rimozione dello stent ureterale e stabilire l’efficacia di una singola dose di un FANS, rofecoxib, nel prevenire la sintomatologia algica.

A tal scopo, su 40 pazienti reclutati, 22 pazienti adulti con stent ureterale dopo ureteroscopia, sono stati randomizzati (secondo un rapporto 1:1) al trattamento con una dose singola di rofecoxib (50 mg) o con placebo prima della rimozione dello stent. Tra questi, la più comune indicazione per l’ureteroscopia era rappresentata dall’urolitiasi (14 pazienti).

Sia prima che 24 ore dopo l’intervento, al paziente veniva richiesto di riempire un questionario sul quale registrare l’intensità del dolore percepita (quantificata con un punteggio sulla scala VAS), nonché il ricorso eventuale a farmaci analgesici di soccorso, l’incidenza di complicanze e di eventi avversi. Per facilitare il confronto tra i gruppi di trattamento, inoltre, l’uso di narcotici è stato convertito in mg di morfina somministrata endovena.

Dei 22 pazienti randomizzati al trattamento, 21 hanno completato lo studio. Il punteggio mediano sulla scala VAS prima delle rimozione dello stent era pari a 2,36 nel gruppo allocato a trattamento con placebo e di 1,65 nel gruppo trattato con rofecoxib (P = 0,31). Dopo rimozione dello stent, invece, i puntaggi mediani erano rispettivamente pari a 5,5 (placebo) e 2,7 (rofecoxib) (P = 0,13).

Il 55% dei pazienti allocati al trattamento con placebo (6 su 11) ha sperimentato un’intensità di dolore >7 sulla scala VAS mentre nessun paziente sottoposto a trattamento con rofecoxib ha sperimentato dolore post-operatorio di tale entità (P< 0,01).

Il ricorso ai narcotici di emergenza, dopo rimozione dello stent, si è ridotto da 8,19 mg di equivalenti di morfina nei pazienti con dolore severo (VAS score >7) a 1,67 mg nel gruppo in trattamento con rofecoxib. Sei dei 10 pazienti allocati al trattamento con il rofecoxib non hanno avuto bisogno del trattamento analgesico “di scorta”. Due pazienti afferenti al gruppo placebo, invece, son dovuti ricorrere alle cure di un presidio di Pronto Soccorso dopo rimozione dello stent per gestire la sintomatologia algica. 

La riduzione della contrattilità dell’uretere e del flusso ematico renale potrebbero spiegare i risultati ottenuti nello studio; sono però necessari ulteriori studi di approfondimento per meglio caratterizzare meglio il funzionamento di questi meccanismi.

Al tempo di realizzazione dello studio, rofecoxib era il FANS di elezione per l’inibizione selettiva delle COX-2 e la conseguente riduzione degli eventi avversi gastrointestinali. Dopo il completamento dello studio, però, rofecoxib è stato ritirato dal mercato a causa dell’osservazione di un aumento dell’incidenza di complicanze cardiovascolari. Ciò nonostante, nessuno dei pazienti coinvolti nello studio è incorso in queste complicanze o in altri eventi avversi secondari  alla somministrazione del farmaco durante lo studio.

Pertanto, alla luce di queste considerazioni, questo trial dovrebbe essere considerato come uno studio pilota che dovrebbe aprire la strada a trial di più grosse dimensioni aventi lo scopo di determinare l’efficacia dei FANS non selettivi attualmente disponibili.

Tadros NN, Bland L, Legg E, et al. A single dose of a non-steroidal anti-inflammatory drug (NSAID) prevents severe pain after ureteric stent removal: a prospective, randomised, double-blind, placebo-controlled trial. BJU International 2013 | 111, 101–105
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