Depressione maggiore, vortioxetina sicura ed efficace anche nell'anziano

Dolore
Un'analisi combinata di nove studi clinici randomizzati e controllati con placebo appena presentata al congresso annuale dell’American Association for Geriatric Psychiatry, a Orlando, mostra che il nuovo antidepressivo vortioxetina è sicuro, efficace e ben tollerato nel trattamento del disturbo depressivo maggiore nell’anziano.

Solo uno dei trial aveva coinvolto esclusivamente pazienti al di sopra dei 65 anni. Questo studio, in doppio cieco e durato 8 settimane, ha coinvolto 302 pazienti con un’età media di 71 anni trattati con vortioxetina 5 mg una volta al giorno o placebo. Dopo 8 settimane di trattamento, i punteggi della scala HAM-D24 (Hamilton Depression Rating Scale a 24 item) sono diminuiti in media di 3,3 punti in più nel gruppo vortioxetina rispetto al gruppo di controllo (partendo da un valore medio basale di 29,9 punti). La percentuale di risposta, definita come una riduzione di almeno il 50% rispetto basale del punteggio della scala HAM-D24, è stata del 53 % nel gruppo vortioxetina contro 35% nel gruppo di controllo.

Analogamente, i punteggi della scala MADRS (Montgomery-Asberg Depression Rating Scale) si sono ridotti in media di 15,5 punti con vortioxetina e 11,2 punti con il placebo.

L'analisi di sicurezza è stata fatta sui pochi pazienti anziani che avevano partecipato agli altri otto studi, tutti randomizzati e controllati placebo, e di breve durata. Nel complesso, l’analisi ha riguardato 286 pazienti oltre i 65 anni trattati con vortioxetina (a un dosaggio da 5 a 20 mg/die) e 212 controlli trattati con placebo.

L'unico effetto collaterale risultato significativamente più frequente nei pazienti in trattamento attivo rispetto ai controlli è stata la nausea (22,4% contro 7,5%). Non ci sono stati casi di disfunzioni sessuali durante il trattamento né alcun segnale di una maggiore ideazione suicidaria nei pazienti anziani trattati con l’antidepressivo.

Non si è potuta, invece, fare un’analisi significativa dell’efficacia clinica nell’insieme dei 9 studi perché i numeri dei pazienti erano troppo piccoli. Anche se gli studi di laboratorio hanno indicano che nei pazienti anziani l'esposizione al farmaco aumenta fino al 30%, l'ampio indice terapeutico di vortioxetina dovrebbe far sì che non siano necessari aggiustamenti della dose terapeutica.

Vortioxetina 5-20 mg/die ha ricevuto il via libera dalla Food and Drug Administration per il trattamento del disturbo depressivo maggiore nell’ottobre scorso e due mesi dopo ha avuto l’ok per la medesima indicazione anche dalla European Medicines Agency.

Vortioxetina è un nuovo antidepressivo multimodale sperimentale che si ritiene agisca combinando due meccanismi d'azione: da una parte, una modulazione dell’attività del recettore; dall’altra, un’inibizione della ricaptazione del neurotrasmettitore. Studi in vitro indicano che la molecola è un antagonista dei recettori della serotonina 5-HT3 e 5-HT7, un agonista parziale del 5-HT1B, un agonista del 5-HT1A e un inibitore del trasportatore della serotonina (SERT). Inoltre, gli studi clinici hanno dimostrato che aumenta i livelli dei neurotrasmettitori serotonina, noradrenalina, dopamina, acetilcolina e istamina in specifiche aree cerebrali.

In una sessione separata sulla depressione nella terza età tenuta durante il congresso, Craig Nelson, professore di psichiatria presso l'Università della California di San Francisco, ha detto di considerare  vortioxetina prima di tutto un inibitore selettivo della ricaptazione della serotonina .

"Per molti di noi è un farmaco nuovo e abbiamo bisogno di fare più esperienza per vedere quanto siano importanti questi effetti secondari e terziari e a quali dosaggi entrino in gioco" ha aggiunto Nelson.

Una caratteristica particolarmente interessante di vortioxetina è che nello studio randomizzato condotto specificamente sulla popolazione anziana, sono emerse evidenze di effetti benefici sulle funzioni cognitive, dimostrati dai punteggi nei test sulla velocità di elaborazione, sull’apprendimento verbale e sulla memoria.

"Questo risultato va certamente replicato in un altro studio, ma sarebbe bello poter disporre di un farmaco per il trattamento della depressione che possa essere efficace anche contro il declino cognitivo" ha concluso lo psichiatra.
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