Il trattamento profilattico con desametazone in aggiunta a ramosetron in pazienti sottoposti ad intervento di artroplastica totale del ginocchio (TKA) sarebbe in grado di ridurre emesi e dolore post-operatorio senza aumentare il rischio di complicanze a livello della ferita rispetto ai pazienti in trattamento con solo ramosetron.

Queste le conclusioni di uno studio coreano pubblicato online ahead-of-print sulla rivista Clinical Orthopaedics and Related Research.

Come è noto, l’intervento di TKA rappresenta uno dei trattamenti chirurgici più efficaci per l’artrite avanzata del ginocchio. Tuttavia, l’intervento chirurgico in questione, che implica una resezione ossea estesa e una manipolazione del tessuto molle, può far sì che i pazienti sperimentino un dolore di intensità severa nelle prime fasi post-operatorie. Inoltre, molti pazienti vanno incontro, dopo l’intervento, a nausea e vomito post-operatori (PONV), non solo a causa dell’anestesia e della chirurgia, ma anche in ragione dei diversi agenti utilizzati per il controllo del dolore.

Una gestione inadeguata del dolore post-operatorio e dei PONV può dar luogo ad alcune complicanze sistemiche di non poco conto e ritardare, in tal modo, i tempi di recupero dall’intervento.

Desametazone è un potente corticosteroide analgesico ed antiemetico, i cui benefici dopo TKA non sono ancora ben documentati, come pure gli effetti in un regime di trattamento farmacologico multimodale.

La presenza di dati derivanti da uno studio che avevano documentato una riduzione significativa di incidenza e severità di PONV in pazienti sottoposti a regime di trattamento multimodale con ramosetron, un antagonista del recettore 5-HT3 e la mancanza di dati relativi all’efficacia antiemetica di un trattamento con desametazone in associazione a ramosetron dopo TKA, ha spinto gli autori del nuovo lavoro a mettere a punto uno studio avente lo scopo di determinare se
•    l’aggiunta di una singola dose ridotta di desametazone in funzione profilattica ad un protocollo di trattamento comprendente ramosetron fosse in grado di ridurre ulteriormente i PONV rispetto a ramosetron da solo
•    l’impiego in profilassi di desametazone fosse in grado di garantire un effetto analgesico aggiuntivo
•    desametazone fosse in grado di aumentare il rischio di complicanze a livello della ferita chirurgica in pazienti sottoposti a regime multimodale di trattamento comprendente ramosetron dopo TKA

A tal scopo, 269 pazienti destinati ad intervento di TKA sono stati randomizzati, secondo un rapporto di randomizzazione 1:1, al trattamento con desametazone (10 mg) un’ora prima della chirurgia  e a ramosetron immediatamente dopo l’intervento chirurgico oppure al trattamento con solo ramosetron. Lo studio ha registrato l’incidenza di PONV, la severità della nausea, l’incidenza del ricorso ad antiemetici, la risposta completa al trattamento, il livello di dolore percepito e il consumo di sostanze oppioidi.

I pazienti erano sottoposti a valutazione di questi parametri:
•    dal tempo dell’intervento di TKA a 6 ore
•    da 6 ore a 24 ore dall’intervento di TKA
•    da 24 ore a 48 ore dall’intervento di TKA
•    da 48 ore a 72 ore dall’intervento di TKA

Inoltre, lo studio ha valutato l’incidenza di complicanze a livello della ferita chirurgica e di infezioni articolari periprotesiche ad almeno un anno dalla chirurgia.

I risultati dello studio hanno documentato un’incidenza di PONV inferiore nel gruppo in trattamento con desametazone in aggiunta a ramosetron durante l’intero periodo di valutazione temporale previsto nel trial (da zero ore a 72 ore dall’intervento di TKA) nonché una minore frequenza di episodi di nausea severa nel corso delle prime 6 ore dall’intervento chirurgico, ma non nelle ore successive.

Inoltre i pazienti trattati con desametazone in aggiunta a ramosetron hanno sperimentato un ricorso meno frequente ad antiemetici di emergenza, ed un maggior numero di risposte complete al trattamento rispetto ai pazienti trattati solo con ramosetron, come pure una maggior riduzione del dolore percepito e un minor consumo di oppioidi durante l’intero periodo di osservazione del trial. Non sono state rilevate, invece, differenze statisticamente significative tra i gruppi relativamente all’insorgenza di complicanze relative alla ferita chirurgica e all’incidenza di eventi infettivi periprotesici.

Alla luce di questi risultati, gli autori dello studio, nelle conclusioni, propongono “…di incorporare l’uso concomitante di una bassa dose singola di desametazone nel regime farmacologico multimodale successivo ad un intervento di TKA in ragione della semplicità, dell’efficacia e del basso costo di questo intervento, che non è associato ad un incremento del rischio apparente di infezione o di complicanze legate alla ferita chirurgica. Tali risultati dovranno ora essere confermati in trial multicentrici di dimensioni appropriate o da metanalisi di studi clinici randomizzati.”.

Koh I-J et al.  Preemptive Low-dose Dexamethasone Reduces Postoperative Emesis and Pain After TKA: A Randomized Controlled Study. Clin Orthop Relat Res DOI 10.1007/s11999-013-3032-5
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