Dipendenza da oppiacei per il dolore, tramadolo meno sicuro di quanto si creda

Le persone che assumevano tramadolo da solo dopo un intervento chirurgico avevano un rischio di farne un uso prolungato lievemente più elevato rispetto ai comuni oppiacei a breve durata d'azione. È quanto emerge dai risultati di uno studio retrospettivo pubblicato sul British Medical Journal.

Le persone che assumevano tramadolo da solo dopo un intervento chirurgico avevano un rischio di farne un uso prolungato lievemente più elevato rispetto ai comuni oppiacei a breve durata d'azione. È quanto emerge dai risultati di uno studio retrospettivo pubblicato sul British Medical Journal.

«Questi dati ci obbligheranno a rivalutare le nostre linee guida di prescrizione post-chirurgica» ha affermato l'autore principale Cornelius Thiels, un chirurgo generale della Mayo Clinic. «Anche se per alcuni pazienti il tramadolo può ancora essere un'opzione accettabile, i nostri dati suggeriscono che dovremmo essere cauti nell’utilizzarlo, almeno come per gli altri oppiacei a breve durata d'azione».

Nonostante una maggiore consapevolezza sia tra i pazienti che nella comunità medica, hanno scritto gli autori, l'epidemia di oppioidi negli Stati Uniti continua a comportare un costo economico superiore a $500 mld e la percentuale di persone che ne fanno uso non è diminuita in modo sostanziale negli ultimi anni.

Invece è notevolmente cresciuto l’uso di tramadolo, probabilmente a causa dei benefici percepiti, come un apparentemente favorevole profilo di effetti collaterali e l'ipotesi diffusa che sia più sicuro e dia meno dipendenza di altri oppiacei a breve durata d'azione. Di conseguenza oggi è tra gli oppiacei più comunemente prescritti negli Stati Uniti, ed è frequentemente utilizzato dai chirurghi per il trattamento del dolore acuto postoperatorio.

Il tramadolo è un debole agonista sintetico del recettore μ-oppioide ad azione centrale e la minore affinità recettoriale lo ho associato a minori eventi avversi come stitichezza, depressione respiratoria, overdose e dipendenza. Per questi motivi la Fda continua a classificarlo a un livello inferiore rispetto ad altri oppioidi come la morfina e l'ossicodone.

Maggior rischio di uso prolungato
Per determinare il rischio di un uso prolungato nei soggetti in trattamento con tramadolo rispetto ad altri oppiacei a breve durata d'azione, un gruppo di ricerca della Mayo Clinic ha effettuato un’analisi retrospettiva dei dati relativi alle richieste di rimborso assicurativo di MediCare dal 2009 al 2018 dei pazienti sottoposti a uno di 20 interventi chirurgici comuni e naive al trattamento con oppioidi. Gli interventi chirurgici sono stati scelti con l'obiettivo di includere le più comuni procedure ospedaliere e ambulatoriali che coprono diversi gradi di dolore postoperatorio.

Nei quasi 358mila pazienti post-chirurgici dimessi con una prescrizione di oppiacei, il più frequente era idrocodone (53%) seguito da ossicodone a breve durata d'azione (37,5%) e tramadolo (4%).

Il team ha scoperto che almeno il 7% dei pazienti ha fatto una nuova richiesta di prescrizione di oppiacei da tre a sei mesi dopo l'intervento chirurgico, e quello più prescritto è stato il tramadolo.

«Quello che sappiamo ora è che non esiste un oppiaceo sicuro, e il tramadolo non è un'alternativa sicura», ha detto Thiels. «Ha essenzialmente un rischio di dipendenza e di uso a lungo termine simile ad altri oppioidi».

Un farmaco da riclassificare?
Lo studio fa seguito una revisione scientifica sul tramadolo condotta da Health Canada. L'agenzia ha notato il rischio di gravi problemi respiratori in alcuni pazienti che metabolizzano rapidamente il farmaco e ora sta prendendo in considerazione l'inasprimento delle normative che ne regolano la prescrizione.

«Le evidenze hanno dimostrato che alte dosi di tramadolo hanno gli stessi rischi di dipendenza e di uso problematico degli oppiodi più forti, come la morfina», ha detto la portavoce di Health Canada Maryse Durette.

L'epidemia di oppioidi in Nord America iniziò circa un decennio fa con un aumento massiccio delle prescrizioni di antidolorifici narcotici come ossicodone, fentanil, codeina e idrocodone. Gli oppiacei bloccano il dolore e possono anche indurre euforia, ma nel corso del tempo l’organismo diventa tollerante al farmaco e sono necessarie dosi sempre più elevate per ottenere lo stesso effetto. Queste molecole deprimono anche la respirazione, causando sonnolenza a basse dosi. In caso di sovradosaggio la respirazione può rallentare fino ad arrestarsi, causando la morte.

Thiels sostiene di non prescrivere alcun oppiaceo dopo un intervento chirurgico, quando possibile. Invece, raccomanda di utilizzare in alternativa i FANS per tenere sotto controllo il dolore. Afferma che la recente attenzione sanitaria per evitare l'uso di oppioidi «sta avendo un enorme successo nel prevenire nuove dipendenze, ma penso che ci ancora molto da fare per coloro che già lo sono».

Considerati gli effetti del tramadolo, i ricercatori hanno concluso sostenendo che «gli enti governativi federali dovrebbero prendere in considerazione la possibilità di riclassificare il tramadolo e i medici dovrebbero prestare molta attenzione quando lo prescrivono per il dolore acuto, così come per gli altri oppiacei a breve durata d'azione».

Bibliografia

Thiels AC et al. Chronic use of tramadol after acute pain episode: cohort study. BMJ 2019;365:l1849.

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