Dolore: a Salerno stop agli antiinfiammatori nei cardiopatici.

Dolore
Quando si parla di FANS e trattamento del dolore cronico, le parole d’obbligo sono “attenzione all’abuso”. Una pratica tutta italiana, tanto da porci tra i primi Paesi al mondo per l’impiego di questi farmaci. Tuttavia, i segnali di un’inversione di tendenza non mancano. 


Come dimostra il Presidio Ospedaliero di Roccadaspide, afferente all’Azienda Sanitaria Locale di Salerno, che oggi dà ufficialmente il via al progetto “CardioPain in Roccadaspide…l’isola che c’è”. Le Unità Operative di Cardiologia, Chirurgia, Lungodegenza Riabilitativa, Medicina e Ortopedia inseriranno un esplicito monito circa l’uso di FANS e di inibitori selettivi della COX-2 sulla scheda di dimissione ospedaliera (SdO) dei pazienti cardiopatici, nel momento in cui questi ultimi, lasciando l’ospedale, tornano in carico al medico di famiglia. 

“Un’iniziativa pionieristica che fa di Roccadaspide il primo nosocomio italiano a dare concreta attuazione alla nota AIFA 66”, dichiara il dr Raffaele Rotunno, Direttore U.O. Cardiologia – UTIC e responsabile del progetto. Valutati ed esaminati i risultati ottenuti in questo territorio pilota, l’intento sarà poi quello di estendere “CardioPain” ad aree più vaste del Paese. 

I FANS e gli inibitori selettivi della COX-2sono farmaci antinfiammatori il cui impiego, secondo la letteratura scientifica e le più recenti indicazioni delle Autorità regolatorie, andrebbe limitato al dosaggio minimo efficace e al più breve tempo possibile. Questo a causa degli effetti collaterali a livello cardiovascolare, epatico, renale e gastrointestinale che un loro utilizzo cronico può indurre. Secondo la nota n. 66 dell’AIFA, FANS e COXIB sono controindicati nei pazienti interessati da scompenso cardiaco moderato e grave, cardiopatia ischemica, patologie cerebrovascolari e arteriose periferiche.

 “Ciononostante – evidenzia il dr Rotunno – il consumo di questi farmaci si mantiene ancora elevato nel nostro Paese e, stando al Rapporto OSMED 2011 sull’uso dei farmaci in Italia, quasi il 4% dei soggetti a rischio cardiovascolare fa un uso improprio di FANS, assumendoli per oltre 90 giorni all’anno. In Campania tale percentuale è anche più elevata, arrivando a superare il 5%, valore su cui si attestano tutte le altre Regioni del Sud”.

L’obiettivo fondamentale di “CardioPain” è quello di far fronte a tale situazione. “Intendiamo ottenere una riduzione di prescrizioni improprie di FANS e Coxib nei pazienti cardiopatici con dolore e, di riflesso, nella popolazione generale”, prosegue Rotunno. “Parallelamente alle indicazioni introdotte nella SdO, condurremo uno studio articolato in due fasi, volto a rilevare l’efficacia del progetto. La prima fase verificherà gli attuali livelli di consumo di FANS e Coxib nell’area afferente al nostro ospedale. La seconda misurerà la riduzione ottenuta nell’impiego di questi farmaci a 6 mesi dall’avvio dell’iniziativa. L’auspicio è di arrivare a -50% nei cardiopatici e -30% nella popolazione generale. La scelta di questo territorio è collegata proprio alla possibilità di operare in un contesto sufficientemente circoscritto per controllare agevolmente i protocolli terapeutici e valutarne i risultati”.

Passo imprescindibile per il buon esito del progetto, il coinvolgimento dei 25 medici di famiglia dell’area di riferimento. A loro sarà dedicato uno specifico evento formativo che avrà lo scopo di sensibilizzare la classe medica del territorio sulla necessità di una maggiore appropriatezza terapeutica.


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