Dolore

Dolore acuto da lesioni muscoloscheletriche, nuove linee guida per la miglior gestione

Per il dolore acuto dovuto a lesioni muscoloscheletriche negli adulti, ma non legato alla lombalgia, sono state recentemente stilate delle linee guida aggiornate con le raccomandazioni per il trattamento, basate sulle attuali evidenze di rischio/beneficio e pubblicate sulla rivista Annals of Internal Medicine.

Per il dolore acuto dovuto a lesioni muscoloscheletriche negli adulti, ma non legato alla lombalgia, sono state recentemente stilate delle linee guida aggiornate con le raccomandazioni per il trattamento, basate sulle attuali evidenze di rischio/beneficio e pubblicate sulla rivista Annals of Internal Medicine.

Le lesioni muscoloscheletriche sono problemi comuni e vengono speso trattate in ambito ambulatoriale. Nel 2010 hanno rappresentato oltre 65 milioni di visite sanitarie negli Stati Uniti e 4 lesioni su 5 trattate in uno studio medico erano appunto muscoloscheletriche. Nello stesso anno la spesa annuale stimata per il loro trattamento è stata di $ 176,1 miliardi, hanno premesso gli autori.

Il dolore muscoloscheletrico acuto dura meno di 4 settimane e include stiramenti e distorsioni, lesioni dei tessuti molli, colpo di frusta e varie altre condizioni che vanno dalle fratture non chirurgiche alle contusioni. Negli Stati Uniti, circa un quinto dei pazienti che si presentano con dolore in regime ambulatoriale riceve una prescrizione di oppioidi, che sono comunemente prescritti per gestire le lesioni muscoloscheletriche acute, come le distorsioni alla caviglia.

Le nuove linee guida
L'American College of Physicians (ACP) e l'American Academy of Family Physicians (AAFP) hanno sviluppato congiuntamente delle nuove raccomandazioni per la gestione del "dolore acuto da lesioni muscoloscheletriche non lombari negli adulti", per le persone il cui dolore è iniziato da meno di quattro settimane e non include la lombalgia (per la quale sono state redatte delle linee guida a parte).

Gli esperti hanno esaminato oltre di 200 studi randomizzati e controllati che hanno coinvolto quasi 33.000 soggetti (età media 34 anni) con diverse condizioni causa di dolore, più frequentemente distorsioni (soprattutto alla caviglia), stiramenti e lesioni al collo. I ricercatori hanno considerato non solo il sollievo dal dolore, ma anche la funzione fisica, la qualità della vita, la soddisfazione del paziente, la ripresa delle attività lavorative e gli effetti collaterali.

Quali raccomandazioni?
Come approccio iniziale a questo tipo di dolore le opzioni previste sono:

  • Rimedi casalinghi. Gli approcci comuni sono i trattamenti identificati con l’acronimo “RICE”, ovvero Rest, Ice, Compression, and Elevation (Riposo, Ghiaccio, Compressione ed Elevazione): applicare il freddo sulla zona dolente, indossare un bendaggio elastico per comprimere l'area dolorante, stare a riposo e tenere l’area dolente sollevata se possibile.
  • Trattamenti non farmacologici come il massaggio o l’agopuntura.
  • Farmaci antidolorifici come paracetamolo, farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) o altri analgesici.

Le linee guida non hanno commentato specificamente i rimedi casalinghi standard, probabilmente per la mancanza di sudi appropriati a sostegno, senza che però questo ne limiti la validità come primo approccio. Hanno invece raccomandato:
  • Farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) topici. Da applicare sulla cute in prossimità dell’area dolorante. Hanno il vantaggio della sicurezza, in quanto il minor assorbimento sistemico rispetto a quelli orali ne limita gli eventuali effetti collaterali, per esempio a livello gastrico e per le persone con malattie cardiovascolari significative a cui potrebbe essere consigliato di evitare i FANS orali. Di contro possono essere meno efficaci di altri trattamenti, come nel caso del dolore all'anca, dove l'articolazione è distante dalla superficie cutanea.
  • FANS orali o paracetamolo. Disponibili in un’ampia varietà di molecole, sia generici che di marca. I medici dovrebbero valutare i fattori di rischio dei pazienti (GI e renale) e le preferenze di trattamento nella scelta tra FANS orali e paracetamolo.
  • Digitopressione o stimolazione elettrica transcutanea dei nervi (TENS). Sono risultati in qualche modo efficaci, ma meno dei FANS o del paracetamolo, con bassa qualità degli studi.
  • Gli oppiacei (tramadolo compreso) non sono invece stati raccomandati, per via dei benefici modesti e dei maggiori rischi rispetto alle altre opzioni.

Note sul documento
Le linee guida non hanno considerato il confronto tra diversi FANS topici o orali, presumibilmente per l’assenza di questo tipo di studi. Così come non hanno valutato tutte le possibili combinazioni di trattamenti (es. paracetamolo + FANS) o il confronto tra agopuntura vs digitopressione o capsaicina, un comune trattamento topico del dolore.

In ogni caso, anche i farmaci che hanno ottenuto risultati migliori in termini di equilibrio tra rischio e beneficio hanno dimostrato un’efficacia solo modesta e di poco superiore al placebo. Inoltre le raccomandazioni si riferiscono a dolori causati da lesioni minori. Per le lesioni o i sintomi di maggior rilievo potrebbe essere preferibile far da subito riferimento a un medico o ricorrere ad analisi strumentali (es. radiografie).

Bibliografia

Qaseem A et al. Nonpharmacologic and Pharmacologic Management of Acute Pain From Non-Low Back, Musculoskeletal Injuries in Adults: A Clinical Guideline From the American College of Physicians and American Academy of Family Physicians. Ann Intern Med. 2020 Aug 18.

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