Dolore, adulti statunitensi a maggior rischio di disturbo da uso di cannabis

Dolore

Negli Stati Uniti gli adulti che hanno problemi di dolore hanno anche un maggior rischio di soffrire degli effetti collaterali legati all'uso della cannabis, incluso il disturbo da uso di cannabis, secondo i risultati di uno studio pubblicato di recente sull'American Journal of Psychiatry.

Negli Stati Uniti gli adulti che hanno problemi di dolore hanno anche un maggior rischio di soffrire degli effetti collaterali legati all’uso della cannabis, incluso il disturbo da uso di cannabis, secondo i risultati di uno studio pubblicato di recente sull'American Journal of Psychiatry.

«Gli adulti statunitensi sono diventati sempre più propensi a percepire l'uso di cannabis come innocuo e in questi soggetti dai primi anni 2000 l'uso non medico, incluso quello quotidiano o quasi, è aumentato» hanno scritto il primo autore dello studio Deborah Hasin, del dipartimento di psichiatria del Columbia University Medical Center di New York, e colleghi. «Come è aumentata anche la prevalenza del disturbo da consumo di cannabis negli adulti, anche tra i pazienti ricoverati in ospedale, i pazienti della Veterans Health Administration e in uno degli studi sulla popolazione generale».

Il disturbo da uso di cannabis (CUD), noto anche come dipendenza da cannabis o da marijuana, è definito come l'uso continuato della sostanza nonostante una compromissione clinicamente significativa. L'uso e l'abuso di cannabis hanno sintomi che influenzano il comportamento, gli aspetti fisici, cognitivi e psicosociali della vita di una persona. I sintomi includono agitazione, occhi arrossati, difficoltà nella risoluzione dei problemi e paranoia. L'uso di cannabis è inoltre associato a problemi di salute mentale, come disturbi dell'umore e dell'ansia.

I ricercatori hanno osservato che, considerato l’aumento del disturbo da uso di cannabis, identificare le caratteristiche che aumentano il rischio di un uso non medico frequente e del relativo disturbo è diventato un importante problema di salute pubblica. Una potenziale caratteristica è rappresentata dal legame tra dolore e disturbi dell'uso di sostanze, come evidenziato da alcune ricerche precedenti.

Analisi di un ampio sondaggio statunitense
Per esaminare le variazioni nel tempo della prevalenza del consumo non medico di cannabis e del relativo disturbo tra gli adulti statunitensi con e senza dolore, Hasin e colleghi hanno usato la regressione logistica per analizzare i dati di oltre 43mila partecipanti al National Epidemiologic Survey on Alcohol and Related Conditions (NESARC) tra il 2001 e il 2002. Hanno anche valutato i dati di oltre 36mila partecipanti della terza versione di questo sondaggio, che è stato effettuato tra il 2012 e il 2013. Circa il 20% dei partecipanti a entrambi i sondaggi aveva dolore da moderato a grave.

Hanno stimato le differenze di rischio nell'uso di cannabis non medica negli ultimi anni, l'uso non medico frequente (tre o più volte a settimana) e il disturbo da uso di cannabis DSM-IV per gruppi con e senza dolore da moderato a grave. Hanno testato queste differenze di rischio per valutarne i cambiamenti nel corso del tempo.

Il DSM-IV è una classificazione categoriale del classificazioni del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali dell'American Psychiatric Association, che suddivide i disturbi mentali sulla base di set di criteri con caratteristiche descrittive. Viene utilizzato da clinici e ricercatori con diversi orientamenti (ad es. biologico, psicodinamico, cognitivo, comportamentale, interpersonale, familiare sistemico). Viene normalmente usato da psichiatri, medici, psicologi, pedagogisti, assistenti sociali, infermieri, terapisti del lavoro e della riabilitazione, consulenti ed altri operatori sanitari e della salute mentale.

Maggiore uso non medico di cannabis negli adulti con dolore
I ricercatori hanno scoperto che le persone con problemi di dolore avevano maggiori probabilità di segnalare un qualsiasi uso non medico di cannabis, con il 5,15% che ne riportava l’uso tra il 2001 e il 2002 contro il 3,74% di quelli senza dolore. Inoltre, tra il 2012 e il 2013 il 12,42% dei soggetti con dolore ha riferito un utilizzo, rispetto al 9,02% di quelli senza dolore. I ricercatori hanno notato che quest'ultima differenza di rischio era significativamente maggiore rispetto alla prima.

Nel sondaggio 2001-2002 è emerso che la prevalenza del consumo frequente di cannabis non medica non differiva significativamente in base alla presenza di dolore, mentre lo era nel 2012-2013, con dati rispettivamente dello 5,03% rispetto allo 3,45%.

Le persone con problemi di dolore avevano maggiori probabilità di segnalare un disturbo da uso di cannabis rispetto a quelli senza dolore, con una prevalenza rispettivamente dell'1,77% contro l'1,35% nell'indagine 2001-2002 e del 4,18% vs. 2,74% nell'indagine 2012-2013. Anche in questo caso la differenza di rischio era significativamente superiore nel sondaggio più recente rispetto a quello del 2001-2002.

«I risultati suggeriscono che gli adulti con problemi di dolore sono un gruppo sempre più vulnerabile agli esiti negativi dell'uso di cannabis, e questo richiede un’attenzione sia clinica che pubblica», hanno concluso gli autori dello studio. «Gli psichiatri e gli altri operatori sanitari che trattano i pazienti con dolore dovrebbero monitorarli per identificare eventuali segni e sintomi legati al disturbo da uso di cannabis».

Bibliografia

Hasin DS et al. U.S. Adults With Pain, a Group Increasingly Vulnerable to Nonmedical Cannabis Use and Cannabis Use Disorder: 2001-2002 and 2012-2013. Am J Psychiatry. 2020 Jan 22.

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