Dolore, al via a Roma il congresso nazionale dell'AISD

Anche quest'anno Roma ospita il Congresso Nazionale dell'Associazione Italiana per lo Studio del Dolore, AISD, dal 7 al 9 giugno. Un appuntamento irrinunciabile per tutti gli specialisti di Medicina del Dolore e per chi vuole avvicinarsi a una disciplina affascinante e complessa. Per curare il dolore acuto e cronico non si può infatti prescindere dal porre al centro il paziente, non solo la malattia, in una visione olistica, perché Il dolore presenta differenze precise tra i generi, di frequenza, tipologia e soglia, attiva aree diverse del cervello e a volte necessita di diverse tipologie di farmaci dagli analgesici puri. Si deve quindi parlare di terapia dedicata al singolo paziente. E servono competenze specialistiche.

Anche quest’anno Roma ospita il Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana per lo Studio del Dolore, AISD, dal 7 al 9 giugno. Un appuntamento irrinunciabile per tutti gli specialisti di Medicina del Dolore e per chi vuole avvicinarsi a una disciplina affascinante e complessa. Per curare il dolore acuto e cronico non si può infatti prescindere dal porre al centro il paziente, non solo la malattia, in una visione olistica, perché Il dolore presenta differenze precise tra i generi, di frequenza, tipologia e soglia, attiva aree diverse del cervello e a volte necessita di diverse tipologie di farmaci dagli analgesici puri. Si deve quindi parlare di terapia dedicata al singolo paziente. E servono competenze specialistiche.

Il programma scientifico
«L’appropriatezza terapeutica, basata sulle evidenze e sulla conoscenza delle terapie farmacologiche, come guida per la costruzione di percorsi diagnostico-terapeutici multidisciplinari, è da anni al centro dell’impegno della nostra associazione – sottolinea il prof. Enrico Polati, presidente del Comitato scientifico del Congresso - I temi principali del programma scientifico quest’anno riguardano: il dolore nelle malattie neuroinfiammatorie e neurodegenerative, il dolore acuto, osteo-artrosico e postoperatorio. Particolare attenzione è stata riservata al dolore in anziani, bambini, adolescenti e nei diversamente abili.

Le novità e le consolidate evidenze di efficacia dei farmaci saranno ampiamente discusse in tutte le sessioni. La bioetica e la legge Gelli saranno argomento di confronto tra esperti di bioetica e medicina legale». Particolarmente stimolante, poi, la Lettura Magistrale di apertura, nella quale il Prof. Guillermo Cecchi, responsabile della ricerca sulla psichiatria computazionale e neuroimaging dell’IBM T.J. Watson Research Center (USA), presenterà lo stato della ricerca sull’analisi degli schemi di linguaggio e la loro correlazione con il dolore e gli aspetti comportamentali tramite l’applicazione dei più sofisticati metodi di “Machine Learning”.

La medicina del dolore è una specialità inter- e multidisciplinare
«L’importanza della inter e multidisciplinarietà nella medicina del dolore sarà ribadita dai simposi congiunti con la SISC (Società Italiana Studio Cefalee), GIBIS (Gruppo Italiano per lo Studio dei Bisfosfonati) e World Federation of Neurosurgical Societies (WFNS) - aggiunge il prof. Maurizio Evangelista, presidente del Comitato organizzatore locale.

L’ospitalità concessa dall’Università LUISS “Guido Carli” per la cerimonia inaugurale, che si svolge nella splendida sede di Villa Blanc, vuole testimoniare inoltre, concretamente, l’attenzione della comunità del mondo “laico”, non medico, per l’impatto socioeconomico della malattia dolore, che in Europa colpisce circa 100 milioni di cittadini, con una prevalenza del 50% nella popolazione anziana.

Il dolore cronico quindi incide negativamente non solo sui costi diretti (servizi sanitari nazionali), ma anche su quelli indiretti (attività produttive) e su quelli che, poiché non monetizzabili, rappresentano la parte più nascosta ma estremamente importante (qualità della vita, disabilità bio-psico-sociale) nel determinismo proprio della malattia, per il paziente e per la Società nel suo insieme. Economisti, esperti di diritto e amministrazione sono quindi interlocutori importanti e altrettanto necessari per contribuire a definire la rilevanza del problema, le politiche e gli investimenti, economici e organizzativi, necessari per gestire adeguatamente, con una visione antropocentrica orientata al recupero della disabilità indotta dal dolore, aspetti strettamente tecnici ma capaci di generare effetti positivi su aspetti “apparentemente” distanti.»

Eccellenza nella formazione non solo medica ma in tutti i Corsi di Laurea delle professioni sanitarie
I sondaggi recenti sono purtroppo unanimi nell’indicare che il paziente con dolore cronico riceve spesso cure adeguate solo dopo mesi, in alcuni casi anche dopo anni di peregrinazioni da uno specialista all’altro, e il 63% della popolazione non conosce la Legge 38/2010 sull'accesso alla terapia del dolore.

«La formazione degli operatori è spesso disomogenea, quindi è tempo di mettere sotto i riflettori la necessità di una formazione qualificata, uniformando i programmi didattici frontali e le attività pratiche al letto del malato e inserendo la medicina del dolore nei Corsi di Laurea delle professioni sanitarie – come spiega il Prof. Stefano Coaccioli, che entrerà in carica come nuovo presidente AISD nel corso del Congresso. Un concetto ribadito con forza dalla IASP®, International Association for the Study of Pain e dal’ EFIC®, Pain European Federation, che hanno dedicato l’Anno Mondiale contro il dolore di quest’anno all’eccellenza nella formazione in medicina del dolore».

Come ogni anno due corsi di aggiornamento aprono il congresso, un Workshop di Ecografia in terapia del dolore e un Corso sulla comunicazione, ed è sempre presente un percorso formativo per gli infermieri, che spazierà dalla valutazione del dolore in pazienti fragili alla gestione del dolore nelle RSA, al dolore procedurale nelle medicazioni delle ulcere e alle medicine complementari basate sull’evidenza.