Dolore cronico, bene in fase III buprenorfina transubuccale

Dolore
Sono positivi i risultati top-line dello studio di fase III BUP-308 su una nuova formulazione di buprenorfina transubuccale, denominata BEMA, in pazienti naïve agli oppioidi. Ad annunciarlo sono Endo Pharmaceuticals e  BioDelivery Sciences, che stanno sviluppando il prodotto in collaborazione per il trattamento del dolore cronico lombare moderato o severo nei pazienti che richiedono una terapia continuativa con oppiacei per un lungo periodo di tempo, sia in pazienti naïve sia in pazienti già trattati con oppioidi.

Buprenorfina BEMA è una nuova formulazione di buprenorfina, un oppioide semi-sintetico agonista parziale dei recettori mu degli oppiacei. Il farmaco induce analgesia e altri effetti sul sistema nervoso centrale qualitativamente molto simili a quelli della morfina. La nuova formulazione BEMA è costituita da una sottile pellicola che si fa aderire all’interno della guancia del paziente e che consente un veloce assorbimento del farmaco.

Lo studio BUP-308 è uno trial di fase III randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo in cui si sono valutate efficacia e sicurezza di buprenorfina BEMA nel trattamento della lombalgia cronica in 462 pazienti naive agli oppioidi. I partecipanti sono stati trattati con buprenorfina titolata fino ad arrivare a un dosaggio ben tollerato e poi divisi in due gruppi, uno assegnato alla continuazione del trattamento con quella dose efficace di buprenorfina BEMA e l’altro al trattamento con placebo per 12 settimane.

L'endpoint primario di efficacia era la variazione media dei punteggi medi giornalieri della scala NRS-Pain rispetto al basale dopo 12 settimane dalla randomizzazione. Il livello di dolore è stato riportato quotidianamente dai pazienti su una scala di valutazione numerica a 11 punti (NRS, dove un punteggio uguale a 0 equivale all’assenza di dolore e uguale a 10 a un dolore grave e invalidante).

Lo studio ha centrato l’endpoint primario di efficacia in quanto il trattamento con buprenorfina BEMA ha portato a una riduzione significativa del dolore cronico rispetto al placebo (P < 0,005). La formulazione BEMA si è dimostrata superiore al placebo anche su tutti gli endpoint secondari, mentre gli eventi avversi riportati più comunemente dai pazienti trattati con buprenorfina sono stati nausea (10% contro 8% nel gruppo placebo), vomito (4% contro 2%) e costipazione (4% contro 2%).

Ivan Gergel, vice presidente esecutivo della R&S di Endo ha detto che l’azienda spera di poter  fornire ulteriori aggiornamenti sui risultati dello sviluppo di buprenorfina BEMA per il trattamento del dolore cronico nella metà del 2014, mentre Mark A. Sirgo, presidente e Ceo di BioDelivery Sciences International, ha sottolineato che c’è grande attesa per i risultati del secondo studio di fase III sulla nuova formulazione di buprenorfina, chiamato BUP-307, condotto su pazienti già trattati con oppioidi.

Questo trial è ancora in corso e, sulla base della velocità di arruolamento, i risultati dovrebbero essere disponibili nella seconda metà del 2014. Se tutto dovesse filare liscio, si legge nella nota, le due aziende potrebbero presentare domanda di approvazione del prodotto verso la fine dell’anno in corso.

Nel comunicato stampa, Sirgo riferisce inoltre che Endo ha versato a BioDelivery Sciences International 10 milioni dollari alla luce del raggiungimento di uno dei traguardi stabiliti (il raggiungimento dell’endpoint primario dello studio BUP-308), come previsto dall’accordo di licenza siglato tra le due società nel 2012. Una cifra analoga verrà corrisposta a BioDelivery Sciences International se anche lo studio BUP-307 centrerà gli obiettivi prefissati.

Alessandra Terzaghi

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