Dolore cronico, Cannabis aumenta efficacia degli oppioidi

Dolore
Nei pazienti con dolore cronico l'aggiunta di cannabinoidi alla terapia con oppioidi potrebbe aumentare il sollievo dal dolore che si ottiene da dosi inferiori di oppiacei. E' quanto emerso da uno studio pubblicato su Clinical Pharmacology & Therapeutics che conferma la sinergia esistente tra le due classi di farmaci.

Gli esperti hanno condotto uno studio di interazione farmacocinetica in un gruppo di 21 pazienti in terapia con morfina o ossicodone per la terapia del dolore cronico. La dose media di morfina utilizzata dai partecipanti era di 62 mg due volte al giorno, mentre quella di ossicodone era di 53 mg due volte al giorno.

L'origine del dolore cronico  era muscolo-scheletrica in 7 pazienti, post-traumatica in 4 pazienti, da artrite in 2 pazienti, associata a neuropatia periferica in 2 pazienti e associata a cancro, fibromialgia, emicrania, sclerosi multipla, malattia a cellule falciformi e sindrome dello stretto toracico, in un paziente ciascuna.
Dopo aver determinato i livelli plasmatici di oppioidi nei singoli pazienti, gli esperti hanno esposto i partecipanti a cannabis vaporizzata alla sera del giorno 1, tre volte al giorno nei giorni 2-4 e al mattino del giorno 5. Successivamente i ricercatori hanno rianalizzato i livelli plasmati di oppioidi nei partecipanti a intervalli di 12 ore al giorno 1 e 5.

In generale, gli esperti non hanno osservato cambiamenti della concentrazione plasmatica di oppiacei dopo la somministrazione di cannabis. Solamente nei pazienti in terapia con morfina è stata osservata una lieve diminuzione dei livelli dell'oppioide nel plasma dopo la somministrazione della cannabis. Tuttavia, contrariamente da quanto atteso, nei pazienti in terapia con morfina, nonostante la riduzione dei livelli dell'oppioide, il sollievo dal dolore era superiore dopo la somministrazione della cannabis.

In generale, la riduzione del dolore dopo  5 giorni di somministrazione della cannabis associata a morfina oppure ossicodone era del 27% (IC 95% 8,9%-45,5%).
Questi risultati mostrano che i soggetti con dolore cronico possono essere trattati con una dose inferiore di oppiacei se alla terapia viene aggiunta la cannabis, riducendo così gli eventi avversi degli oppioidi quali sedazione e nausea.

Nel 2010, nel Regno Unito è stato messo in commercio il primo farmaco a base di derivati della cannabis. Si trattava di uno spray oro mucosale indicato per il trattamento della spasticità dovuta a sclerosi multipla. Il prodotto contiene due cannabinoidi: THC (delta-9-tetraidrocannabinolo) e CBD (cannabidiolo).  Si tratta del prima medicina derivata dalla pianta di Cannabis sativa. Attualmente solo due cannabinoidi sono approvati dall'Fda anche se non per il dolore cronico. Questi medicinali vengono comunque utilizzati "off label" per questa indicazione.

D. I. Abrams et al., Cannabinoid–Opioid Interaction in Chronic Pain, Clinical Pharmacology & Therapeutics (2011); 90 6, 844–851. doi:10.1038/clpt.2011.188
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