Dolore cronico diffuso, importanza di identificarlo precocemente

Il dolore cronico diffuso è molto presente tra i pazienti con spondilite anchilosante e spondiloartrite indifferenziata, con una prevalenza ancora più elevata tra le donne. E' quanto evidenziano i risultati di uno studio pubblicato su BMC Rheumatology. I ricercatori hanno aggiunto che non vi era alcuna differenza nell'intensità del dolore tra uomini e donne ma che in ogni caso andrebbe valutato nell'esame clinico del paziente e gestito precocemente.

Il dolore cronico diffuso è molto presente tra i pazienti con spondilite anchilosante e spondiloartrite indifferenziata, con una prevalenza ancora più elevata tra le donne. E’ quanto evidenziano i risultati di uno studio pubblicato su BMC Rheumatology. I ricercatori hanno aggiunto che non vi era alcuna differenza nell'intensità del dolore tra uomini e donne ma che in ogni caso andrebbe valutato nell’esame clinico del paziente e gestito precocemente.

“Il dolore cronico diffuso include dolore di origini diverse e può essere visto come un continuum della fibromialgia che rappresenta la forma più grave", hanno precisato Elisabeth Mogard, della Lund University, Skåne University Hospital, Svezia e i suoi colleghi aggiungendo. "Pertanto, potrebbero essere importanti gli studi che mirano a identificare i pazienti con dolore precoce e meno grave del dolore cronico diffuso, non solo per una diagnosi accurata, ma soprattutto, per un trattamento ottimale e precoce della malattia infiammatoria e una possibile sensibilizzazione coesistente del sistema nervoso, che richiede altre strategie di trattamento".

Per analizzare le differenze nella prevalenza di dolore cronico diffuso auto-riferito tra i pazienti con spondilite anchilosante (AS) e spondiloartrite indifferenziata (SpA), i ricercatori hanno distribuito un questionario postale a una coorte di individui con spondiloartrite del Registro di assistenza sanitaria di Skåne.

Tra i 2.162 pazienti adulti che hanno risposto al sondaggio del 2009, i ricercatori hanno selezionato 570 persone con AS e 370 con SpA indifferenziata per l'inclusione nello studio.
Il sondaggio ha chiesto agli intervistati di rispondere a domande relative all'età, al sesso, alla durata della malattia, all'affaticamento, alle abitudini al fumo, al BMI, ai trattamenti ricevuti e all'attività della malattia, nonché alla durata, alla distribuzione e all'intensità del loro dolore. I partecipanti sono stati classificati come avere dolore cronico diffuso, dolore regionale cronico o nessun dolore cronico. I ricercatori hanno determinato stime di prevalenza aggiustate per età e sesso all'interno di ciascun gruppo di dolore.

Secondo i ricercatori, la prevalenza di dolore cronico diffuso era del 45,3% tra i pazienti con AS e del 49,3% per quelli con SpA indifferenziata. Tra i partecipanti, il 54,1% delle donne, rispetto al 41,2% degli uomini, ha riferito di avere dolore cronico diffuso (p>0.001).

L'intensità del dolore auto-riportata era uguale tra quelli con AS e SpA indifferenziata, senza differenze significative tra uomini e donne con dolore cronico diffuso o regionale. Nelle analisi di regressione logistica, il dolore cronico diffuso era associato al sesso femminile, al fumo e al BMI più elevato.

"I risultati sottolineano l'importanza di un'analisi approfondita del dolore inclusa nell'esame clinico, per identificare i pazienti con livelli di dolore elevati e/o in aumento e le regioni coinvolte", hanno scritto Mogard e colleghi.

"Definire bene il dolore e la localizzazione può anche guidare decisioni terapeutiche appropriate e individualizzate, comprese le opzioni terapeutiche non farmacologiche e farmacologiche".

Mogard E. Prevalence of chronic widespread pain in a population-based cohort of patients with spondyloarthritis – a cross-sectional study. BMC Rheumatology

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