Dolore cronico in gravidanza, ci sono rischi usando gli antidolorifici?

Quali sono i farmaci antidolorifici che possono essere utilizzati in gravidanza? E' questa la domanda che si sono posti un gruppo di ricercatori svedesi in una revisione sistematica della letteratura pubblicata sulla rivista Drugs. In generale, i messaggi principali che emergono da questo lavoro sono: è raro che gli analgesici causino aborto; l'uso di oppioidi e antinfiammatori non steroidei (FANS) è legato a un lieve aumento del rischio di malformazioni non gravi; i FANS andrebbero evitati nel primo trimestre mentre l'acido acetilsalicilico (la nota aspirina) andrebbe evitato nell'ultimo trimestre perché collegato a rischio di sanguinamento. Il paracetamolo resta un'opzione accettabile per tutta la durata della gravidanza, sempre puntando a tempi ridotti di utilizzo.

Quali sono i farmaci antidolorifici che possono essere utilizzati in gravidanza? E’ questa la domanda che si sono posti un gruppo di ricercatori svedesi in una revisione sistematica della letteratura pubblicata sulla rivista Drugs.

In generale, i messaggi principali che emergono da questo lavoro sono: è raro che gli analgesici causino aborto; l’uso di oppioidi e antifiammatori non steroidei (FANS) è legato a un lieve aumento del rischio di malformazioni non gravi; i FANS andrebbero evitati nel primo trimestre mentre l’acido acetilsalicilico (la nota aspirina) andrebbe evitato nell’ultimo trimestre perché collegato a rischio di sanguinamento.

Il paracetamolo resta un’opzione accettabile per tutta la durata della gravidanza, sempre puntando a tempi ridotti di utilizzo.
Il dolore cronico può avere diverse cause e, al fine di lenirlo, possono essere necessari diversi trattamenti farmacologici. 
Nelle donne in gravidanza, la maggior parte delle situazioni di dolore cronico sono di tipo muscolo-scheletrico, fibromialgico, neuropatico o derivante da mal di testa cronico come l'emicrania.
È importante conoscere l'impatto dell'uso di farmaci analgesici sulla gravidanza e sull'embrione e/o sul feto.
E’ molto difficile estrapolare all’uomo i dati che derivano da studi su animali di laboratorio gravidi, quindi spesso bisogna attenersi a dati epidemiologici, registri di popolazione, studi caso controllo.
Abbiamo cercato di riassumere i punti chiave che emergono da queste revisione delle letteratura sugli effetti e i rischi maggiori per il nascituro.
Rischio di aborto
L'uso di analgesia non causa generalmente aborto spontaneo. 
Tra fattori di confondimento ed effetto dell’aborto indotto (legalmente o illegalmente), i dati derivanti dalla maggior parte dei risultati di studi di confronto tra aborti e neonati nati e che mostrano un elevato rischio dopo l'uso materno di anti-infiammatori non steroidei non steroidei (FANS) o triptani, non sono pertanto convincenti.
L’analisi di regressione di Cox relativa all’esposizione ai FANS indica un aumento del rischio di aborto spontaneo in due studi; uno di questi studi ha trovato questo effetto collegato all’ acido acetilsalicilico (ASA) e FANS, ma non al paracetamolo.
L'effetto abortivo sembra essere maggiore quando i farmaci sono utilizzati nel momento del concepimento ma tutte le stime sono basate su bassi numeri.
Uno studio danese non ha trovato alcuna associazione tra l'uso di paracetamolo e aborto spontaneo; inoltre, non ci sono studi adeguati su oppioidi e aborto spontaneo.
Rischio di malformazioni


E’ stato evidenziato un leggero aumento del rischio di piccole malformazione con l'uso di oppioidi e, forse, di FANS soprattutto durante il primo trimestre. In caso di esposizione, in questo delicato periodo, non vi è alcun motivo di prendere in considerazione un’interruzione della gravidanza.
Altre problematiche
L'associazione, a volte postulata, tra paracetamolo e testicolo ritenuto è incerta.
L'uso continuato di analgesici può aumentare il rischio di preeclampsia e di parto pretermine, soprattutto con l’utilizzo di oppioidi.
L'uso di ASA in gravidanza deve essere evitata a causa del rischio di sanguinamento e (valido anche per i FANS) di chiusura prematura del dotto arterioso. 
Esiste un basso rischio di NAS (sindrome di astinenza neonatale) con l'uso di oppioidi per il dolore cronico, in particolare durante il terzo trimestre. Questa sindrome è nota perché legata soprattutto alla dipendenza da oppioidi nelle madri in gravidanza anche se trattate con metadone e buprenorfina.
Se l’uso degli oppioidi di verifica all’inizio della gravidanza o per breve  periodo questo problema non si verifica.

In caso di emicrania è possibile utilizzare triptani, meglio il sumatriptan per il quale esistono maggiori dati.
La segala cornuta andrebbe evitata in quanto non esistono abbastanza dati in merito.
Sembra esistere anche un collegamento tra uso di paracetamolo e insorgenza di asma nel nascituro anche se non tutti gli studi sono riusciti a distinguere l’effetto dovuto alla predisposizione genetica, verso questo problema, rispetto all’assunzione del farmaco.
E’ stato anche osservato un collegamento tra insorgenza di asma e uso di codeina nelle donne gravide.
In generale, sottolineano gli autori del lavoro, è prudente evitare ASA e FANS verso la fine della gravidanza (i FANS possibilmente anche nel primo trimestre), mentre il paracetamolo è un'opzione accettabile per tutta la gravidanza.
Emilia Vaccaro


Källén B, Reis M. Ongoing Pharmacological Management of Chronic Pain in Pregnancy. Drugs. 2016 Jun;76(9):915-24. doi: 10.1007/s40265-016-0582-3.

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