L’intervento psicologico nel dolore cronico può aiutare i pazienti a convivere con il proprio dolore e a migliorare la loro qualità di vita. E’ quanto riportato dal prof. Christopher Eccleston (Bath, UK) in occasione del  7° Congresso EFIC, la federazione di 31 società scientifiche europee che si occupano di studio, cura e prevenzione del dolore.

Come spiegato da Eccleston, il dolore acuto è un segnale normale inviato dal nostro organismo che ha la funzione di avvertirci di un possibile danno. Il nostro corpo si concentra così sull’area del dolore, interrompendo i pensieri e le azioni che si stavano svolgendo nel momento del danno.

Quando il dolore diventa cronico, prosegue l’esperto, perde la funzione originale di allarme e diventa un segnale anormale. I pazienti tendono però a estendere la loro normale reazione al dolore acuto anche al dolore cronico, rimanendo incapaci di svolgere le normali attività quotidiane e restando concentrati sul proprio dolore. Il risultato è un circolo vizioso di depressione, isolamento sociale, riduzione degli interessi personali e declino fisico a causa della mancanza di attività motoria. Tutto questo a sua volta aumenta il dolore.

Secondo Eccleston, il dolore cronico è reale, non è psicologico. L’accettazione del dolore e il modo con il quale il paziente affronta il dolore possono migliorare o peggiorare il dolore stesso.

Ciò che dovrebbero fare i medici, prosegue l’esperto, è rendere i pazienti più consapevoli che la loro reazione al dolore potrebbe essere controproducente.
L’importante, durante l’intervento psicologico, è non focalizzare l’attenzione sul dolore, ma cercare di capire, discutendo con il paziente, come affrontarlo, impostando degli obiettivi raggiungibili, rimuovendo gli ostacoli pratici e riscoprendo un nuovo senso della vita tenendo conto che il dolore è ormai è una parte di essa.


Gli effetti dell’intervento psicologico sui pazienti con dolore cronico sono stati dimostrati scientificamente in circa 70 studi randomizzati, controllati che hanno dimostrato l'efficacia degli interventi psicologici in almeno tre su otto settori pertinenti in oltre il 60% dei pazienti studiati.

Buoni risultati possono essere ottenuti affiancando quindi l’intervento psicologico e l’esercizio fisico alle cure farmacologiche per il dolore cronico; ma secondo l’esperto, molto resta ancora da fare.


Psychological interventions for chronic pain: evidence, opportunities and challenges , Efic abstract 6