Dolore cronico, quanto sono efficaci gli analgesici topici?

Gli analgesici topici sono sicuri ed efficaci per il sollievo da alcuni tipi di dolore cronico moderatamente grave, secondo una revisione dei risultati derivanti dallo studio OPERA e pubblicati sul Journal of Pain Research.

Gli analgesici topici sono sicuri ed efficaci per il sollievo da alcuni tipi di dolore cronico moderatamente grave, secondo una revisione dei risultati derivanti dallo studio OPERA e pubblicati sul Journal of Pain Research.

"Gli oppiacei e le altre sostanze controllate prescritte per il dolore cronico possono essere associate ad abusi nell’utilizzo, dipendenza e decesso; ciò ha indotto a lanciare iniziative nazionali per individuare strategie di gestione del dolore più sicure ed efficaci, incluso l’utilizzo di analgesici topici", hanno sottolineato Jeffrey A. Gudin, direttore del dipartimento dolore e cure palliative presso l’Ospedale e Centro Medico Englewood, Englewood NJ, e i suoi colleghi.

Nello studio prospettico OPERA (The Optimizing Patient Experience and Response to Topical Analgesics) , non randomizzato, sono stati valutati i cambiamenti rispetto al basale della gravità media e dei punteggi di interferenza sulla scala di analisi del dolore “Brief Pain Inventory” tra i pazienti con dolore cronico trattati con analgesici topici.

Gudin e colleghi hanno registrato l'uso concomitante di più farmaci antidolorifici durante valutazioni di follow-up da 3 e 6 mesi. I pazienti sono stati trattati con un patch o una crema topica e avevano un'assicurazione che coprivano il trattamento.
Sono state prescritte quattro classi di composti in base alla componente principale di ciascuna formulazione. Queste hanno incluso composti che consistono principalmente di diclofenac, ketoprofene, flurbiprofene, o altre formulazioni non contenenti un FANS.

A discrezione dei medici prescriventi,i composti potevano essere combinati con supplementi neuropatici inclusi L-carnitina, acido lipoico, metil B-12, piridossal-5-fosfato, acido folinico, vitamina D3 o cloruro di magnesio, che possono o meno avere proprietà analgesiche di per se.
I ricercatori hanno confrontato i cambiamenti nella gravità del dolore, nell'utilizzo dei farmaci e nell'interferenza tra i pazienti trattati e controlli abbinati (per tipo di dolore, età etc…) e non abbinati.

I test al basale e al follow-up dei pazienti hanno incluso domande per valutare la localizzazione primaria del dolore categorizzato come: artrite,  neuropatia o radiculopatia,  dolore miofasciale o muscoloscheletrico, tendinite.
I pazienti hanno indicato la posizione di ogni dolore: mani,  gomito, polso, piedi, fianchi, ginocchia, collo, spalle, schiena e altro.

I pazienti hanno anche segnalato se avevano utilizzato ulteriori farmaci per il sollievo dal dolore al basale e durante i 3 giorni prima del completamento delle indagini di follow-up. Questi farmaci concorrenti includevano over-the-counter (OTC) (ad esempio, ibuprofene, naprossene o paracetamolo), FANS da prescrizione (ad esempio, naprossene sodico, celecoxib, meloxicam), oppioidi da prescrizione (es. fentanyl, idrocodone, idromorfone, morfina o ossicodone), o anticonvulsivi di prescrizione (gabapentin o pregabalin).

Nel complesso, 631 pazienti (età media, 46,3 anni) hanno completato sia i test al basale che al follow-up di 3 mesi e 158 pazienti (età media, 46,8 anni) hanno completato sia i test al basale che ai 6 mesi di follow-up.
A 3 mesi, il 53,6% dei pazienti nel gruppo trattato non abbinati rispetto al 4% nel gruppo di controllo (sempre non abbinati) corrispondente ha riportato la diminuzione nell'uso contemporaneo di farmaci, mentre a 6 mesi il tasso è stato del 60% nei pazienti del gruppo trattato (non abbinato) rispetto al 5,9% nel gruppo di controllo (p per entrambi <0.001).

Inoltre, considerando i gruppi abbinati, il 10% dei pazienti del gruppo trattato ha dimostrato un aumento dell'uso del farmaco rispetto al 52% del gruppo di controllo.
Nel gruppo non abbinato, l’interferenza e il punteggio di severità media del dolore nel gruppo di intervento sono diminuiti rispetto al basale sia per i gruppi a 3 mesi che a 6 mesi rispetto al gruppo di controllo (p per tutti <0.001). Nel gruppo di intervento a 3 mesi, la gravità media del dolore medio è scesa da 4,8 a 3,3 e una caduta simile è stata riportata nel punteggio complessivo di interferenza del dolore medio di questo gruppo.

Lo studio dimostra un miglioramento misurabile della qualità della vita. I risultati di questo studio esplorativo suggeriscono che gli analgesici topici possono fornire un trattamento efficace e sicuro ed essere una valida alternativa agli oppioidi e ai FANS per la gestione del dolore cronico.
L’efficacia e la sicurezza di formulazioni topiche composte andrebbe valutata in specifici studi randomizzati, controllati e accecati.

Gudin JA et al. Changes in pain and concurrent pain medication use following compounded topical analgesic treatment for chronic pain: 3- and 6-month follow-up results from the prospective, observational Optimizing Patient Experience and Response to Topical Analgesics study. J Pain Res. 2017 Oct 3;10:2341-2354. doi: 10.2147/JPR.S143513. eCollection 2017.

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