Quali sono i più importanti sviluppi nella gestione del dolore specialmente quello cronico a livello ambulatoriale? E’ questa la domanda che si sono posti dei ricercatori americani e che hanno analizzato il problema in una network meta-analisi pubblicata su Current Pain and Headache Reports. Gli autori evidenziano come negli ultimi anni ci sono state novità nelle procedure interventistiche, nei blocchi nervosi e nelle instillazioni.
La medicina del dolore ha percorso una lunga strada da quando John Bonica durante la seconda guerra mondiale ha proposto il concetto di gestione multimodale e multidisciplinare del dolore. Il dolore oggi sta vivendo un momento storico, ricco di novità a livello terapeutico, di ricerca, educazione sulle varie condizioni di dolore.
Per mettere alla luce i principali sviluppi in tema di gestione del dolore , un gruppo di ricercatori americani ha analizzato gli studi pubblicati tra gennaio 2013 e novembre 2015 usando alcune parole chiave come gestione del dolore e medicina del dolore.
Sono stati selezionati studi riguardanti il trattamento del dolore cronico nel setting ambulatoriale. Sono stati inclusi studi clinici randomizzati, reviews, linee guida e expert opionion.
Procedure interventistiche
Per quanto riguarda le procedure interventistiche, la neuromodulazione è stata identificata come una procedura di trattamento valida per varie condizioni di dolore cronico. Recentemente è stato dimostrato che la stimolazione ad alta frequenza, sopra i 10 kHz è superiore alla convenzionale stimolazione del midollo per il trattamento del dolore alle gambe e alla parte bassa della colonna vertebrale e non comporta parestesie.
La stimolazione del nervo vago, usata tradizionalmente per trattare l’epilessia refrattaria e la depressione, ha dato buoni risultati nell’emicrania e nel mal di testa acuto e cronico.
Neuroablazione e terapia rigenerativa
La review parla anche di tecniche di neuroablazione come radiofrequenza e crioablazione ma anche di tecniche della medicina rigenerativa nel dolore cronico.
Tra queste ultime si parla di proloterapia e plasma arricchito in piastrine su cui ci sono al momento poche evidenze per un trattamento efficace.
Iniezioni epidurali di steroidi
Da questa analisi è emerso anche che le iniezioni epidurali di steroidi sono una valida opzione per certi gruppi di pazienti ma sono necessari ulteriori studi per determinare i gruppi ottimali di pazienti da considerare.
Blocchi viscerali e instillazioni
Per il dolore di origine viscerale o somatica a volte vengono utilizzati blocchi viscerali addominali come nel caso di pancreatite, malattia di Crohn, etc.
Per le cisti interstiziali è stato mostrato come l’instillazione di acido ialuronico sia superiore al altri instillati in termini di costo-efficacia.
Dolore post operatorio nel setting ambulatoriale
Nel setting ambulatoriale l’attenzione al momento è puntata sulla riduzione dell’utilizzo di oppioidi e sull’uso di terapie multimodali nel dolore acuto post operatorio. Stanno emergendo terapie quali il blocco nervoso periferico, l’instillazione di bupivocaina liposomiale nelle incisioni chirurgiche, pregabalin orale e ketamina ed alcuni altri agenti.
L’uso di pregabalin pre operatorio diminuisce il consumo di oppioidi e il punteggio del dolore in pazienti ospedalizzati ma non migliora il dolore o la funzione fisiologica a 6 settimane e a 3 mesi dopo artroplastica totale.
In conclusione, emerge sempre di più la necessità di una gestione multimodale del dolore cronico ma anche che i trattamenti esistenti ad oggi hanno precise aree di dolore cronico su cui maggiormente agiscono e che gli autori hanno puntualmente descritto nel lavoro.
Emilia Vaccaro
Grandhe R. et al. New Chronic Pain Treatments in the Outpatient Setting: Review Article. Curr Pain Headache Rep. 2016 May;20(5):33. doi: 10.1007/s11916-016-0563-y.
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Dolore
Dolore cronico, sviluppi nelle tecniche non farmacologiche nella gestione ambulatoriale
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