Dolore

Dolore cronico, tener conto della valutazione dei pazienti può migliorare il trattamento

Se in aggiunta alla scala di valutazione del dolore a 10 punti viene chiesto ai pazienti che soffrono di dolore cronico se ritengono il loro dolore tollerabile o meno, il risultato potrebbe essere di aiuto ai medici per comprendere meglio se i trattamenti analgesici, inclusi i farmaci oppiacei, siano effettivamente necessari. Sono i risultati di un nuovo studio appena pubblicato sulla rivista JAMA Network Open.

Se in aggiunta alla scala di valutazione del dolore a 10 punti viene chiesto ai pazienti che soffrono di dolore cronico se ritengono il loro dolore tollerabile o meno, il risultato potrebbe essere di aiuto ai medici per comprendere meglio se i trattamenti analgesici, inclusi i farmaci oppiacei, siano effettivamente necessari. Sono i risultati di un nuovo studio appena pubblicato sulla rivista JAMA Network Open.

Nel sistema sanitario statunitense, la scala di valutazione numerica del dolore a 10 punti (NRS, numeric rating scale) viene utilizzata decine di milioni di volte al giorno ed è parte integrante di:

  • Sistemi di pagamento sanitari controllati dalla Joint Commission (JCO), l'organizzazione di accreditamento per tutte le strutture ospedaliere e ambulatoriali negli Stati Uniti.
  • Approvazione e regolamentazione della Fda dei farmaci per il trattamento del dolore.
  • Studi sul dolore condotti dai National Institutes of Health (NIH).
Non solo la scala del dolore
Secondo gli autori dello studio, l'attenzione esclusiva della scala NRS sull'intensità del dolore riduce l'esperienza del dolore cronico a una singola dimensione, minimizzando la complessità degli effetti del dolore cronico sulla vita dei pazienti. Inoltre, chiedere continuamente ai pazienti di valutare il loro dolore su una scala che parte dalla sua assenza (punteggio pari a 0), implica che questo sia un obiettivo di trattamento facilmente raggiungibile, un fatto che può contribuire ad aspettative non realistiche per ottenere un totale sollievo.

«Abbiamo ipotizzato che incorporare una domanda standardizzata sulla tollerabilità del dolore potrebbe integrare in modo efficiente le informazioni raccolte tramite la NRS e aiutare ad allineare le aspettative dei pazienti con obiettivi di trattamento realistici» hanno scritto gli autori.

«A causa delle preoccupazioni relative all’uso eccessivo di oppioidi, è stato fatto uno sforzo enorme per ripensare al modo in cui chiediamo ai pazienti di valutare il loro ​​dolore», ha affermato l’autore principale dello studio John Markman dello University of Rochester Medical Center Department of Neurosurgery.

«Sapendo che i pazienti considerano il loro dolore tollerabile, i medici non prescriverebbero necessariamente un farmaco con seri rischi di effetti collaterali anche gravi, o non li esporrebbero a un intervento chirurgico», ha commentato. «Invece potrebbe essere importante per un medico cercare di comprendere l'umore del paziente, gli eventuali problemi legati al sonno o la riduzione di alcune attività al fine di controllare il dolore».

Una semplice domanda per capire meglio il dolore
Lo studio è stato condotto con il supporto del Greater Rochester Practice-Based Research Network (GR-PBRN), un gruppo eterogeneo di centri per l’assistenza primaria che collabora con i ricercatori per porre e rispondere a domande cliniche e organizzative importanti per l’assistenza primaria, in rappresentanza di 350mila pazienti.

I ricercatori hanno coinvolto in un sondaggio 537 persone, chiedendo loro di valutare l’intensità del dolore cronico utilizzando la scala NRS a 10 punti e poi di rispondere semplicemente “sì o no” alla domanda se ritenessero il loro dolore “tollerabile”.

Lo studio ha rilevato che quasi 4 pazienti su 5 sottoposti a cure primarie, che con la scala NRS hanno valutato il loro dolore di intensità moderata, lo hanno invece ritenuto tollerabile rispondendo alla domanda chiusa, e lo stesso si è verificato anche con il 30-40% percento di quanti hanno giudicato il loro dolore di intensità grave (pari a un punteggio NRS di almeno 7 punti).

«Le classificazioni numeriche sono molto efficaci nel rilevare il cambiamento da un momento all'altro in un singolo paziente, ad esempio quando il paziente si riprende in ospedale dopo un intervento chirurgico» ha spiegato Markman. «Ma possono avere poca rilevanza quando i pazienti che hanno sofferto di dolore cronico per diversi anni visitano i loro medici per i controlli periodici».

«Se invece un paziente potesse dire in quali circostanze il suo dolore è tollerabile o intollerabile nel contesto della sua vita quotidiana, francamente penso che sia un’informazione molto più utile, ed è ciò che i medici vogliono sapere realmente» ha continuato. «Per modificare il modo in cui trattiamo il dolore e rendere più sicure ed efficaci le terapie, dobbiamo cambiare il modo in cui chiediamo ai pazienti come percepiscono il loro dolore. Questo documento è un tentativo per raggiungere l’obiettivo».

Bibliografia

Markman JD et al. Comparison of a Pain Tolerability Question With the Numeric Rating Scale for Assessment of Self-reported Chronic Pain. JAMA Netw Open. 2020 Apr; 3(4): e203155.

Leggi


SEZIONE DOWNLOAD